Ci siamo occupate di narrazione in tante occasioni durante i nostri corsi di formazione in presenza e online perché si tratta di uno degli strumenti più importanti che un educatore deve avere nella propria “cassetta degli attrezzi”! In particolar modo vedremo come è possibile narrare il museo, la sua storia e la sua collezione!

Narrazione: che significa? Perché è così importante?

Anche se non ce ne accorgiamo, siamo completamente immersi nelle storie.

Ognuno di noi ha un film preferito: molti di noi sarebbero in grado di citare le battute dei protagonisti che spesso sono diventate iconiche. Ciò significa che quel prodotto è entrato così profondamente nella nostra memoria da diventare parte del nostro immaginario personale e in certi casi anche collettivo. Perché? Perché la storia ci ha colpito, ha toccato delle corde del nostro io che non hanno potuto far altro che risuonare.

narrare il museo costruire storie
Rossella O’Hara ci ricorda che domani è un altro giorno (photo credit: wikipedia commons)

Leggendo alcuni libri o vedendo alcuni film siamo così presi dalla storia da non riuscire a staccare gli occhi. Non importa se il giorno dopo dovremo svegliarci presto: non possiamo lasciare sul più bello. Abbiamo bisogno di sapere come andrà a finire.

Semplificando, ciò è possibile perché la storia è stata raccontata in maniera interessante attraverso una serie di espedienti vincenti. C’era la giusta quantità di aspettativa, di colpi di scena, di dolore, di gioia. Abbiamo riso quando lo sceneggiatore o lo scrittore lo aveva previsto e allo stesso modo abbiamo pianto.

Questi espedienti e il ricorso a schemi narrativi ben codificati fanno parte della nostra in modo molto più pregnante di quanto non ci si renda normalmente conto.

Molta della pubblicità che vediamo (distrattamente) in tv o sui social sta raccontando una storia, il racconto delle eroiche imprese di uno sportivo alle olimpiadi sono descritte sovente ricalcando schemi narrativi così come la ricostruzione di casi di cronaca particolarmente complessi da parte dei giornalisti, i reality show e gli incontri di wrestling, i testi delle canzoni che mugugniamo senza nemmeno accorgercene seguono uno schema narrativo, ovvero ricalcano dei tòpoi ben noti, prevedono l’adesione a una serie di espedienti ben noti e che l’uomo conosce (senza saperlo) da millenni.

narrazione in contesti educativi
“It’s a trap!” L’ammiraglio Ackbar ci ricorda che siamo caduti in una bieca trappola (photo credit: il post.it)

 

Potremmo non esserne consapevoli ma anche quando raccontiamo ai nostri amici e familiari cosa ci è successo durante il giorno seguiamo uno schema narrativo!

 

Perché parlare di narrazione in contesti educativi?

Parlare di narrazione in contesti educativi è quindi molto importante perché ci consente di affrontare un tema tangente, relativo a come veicolare efficacemente contenuti educativi.

Chiunque abbia lavorato anche solo un giorno a contatto con bambini, ragazzi o gruppi di adulti, saprà bene che mantenere viva l’attenzione è difficile. Nonostante ci si trovi in un luogo deputato all’apprendimento, per esempio la classe o una sala di un museo, è perfettamente fisiologico che l’attenzione si faccia minuto dopo minuto sempre meno intensa.

Pur partendo dal presupposto che mantenere attiva l’attenzione di qualcuno per ore è improbabile e che i cali di attenzione sono normali anche per noi adulti, è possibile adottare una serie di strategie per far sì che i contenuti siano veicolari in maniera più interessante.

narrare al museo come costruire narrazioni efficaci

Per questa ragione parlavamo di narrazione: siamo così immersi nelle costanti e nei paradigmi della narrazione che non sfruttarne le caratteristiche vincenti sarebbe un grave errore!

Perché limitarci a snocciolare informazioni quando possiamo catturare l’attenzione, affascinare e lasciare il segno? Perché il processo educativo dev’essere associato allo sforzo, all’insofferenza o alla noia quando, lavorando sulla nostra tecnica comunicativa, possiamo far sì che i nostri ragazzi imparino meglio e più in fretta?

Ovviamente vanno fatte delle precisazioni: applicando alcune caratteristiche dello storytelling e alcuni schemi narrativi ai nostri interventi educativi non significa romanzare né fare sconti all’attendibilità scientifica di quanto diremo. Al contrario, dobbiamo sempre cercare di essere rigorosi e precisi!

A questo punto siamo arrivati al nocciolo dela questione: come facciamo a costruire il racconto delle opere d’arte della collezione del museo in cui lavoriamo? Come possiamo strutturare i nostri interventi secondo schemi narrativi? Com’è possibile narrare il museo?

Narrare il museo: come costruire il racconto delle opere d’arte  pillola di didattica online

Vuoi scoprire come costruire narrazioni efficaci per il museo o la scuola? Ti aspettiamo il 15 marzo 2022 alle ore 18.00 per una nuovissima Pillola di didattica online!

Affronteremo la questione da un punto di vista teorico e pratico, attraverso esempi concreti.

Non dimenticare gli altri appuntamenti della primavera 2022:

IL SILENT BOOK COME STRUMENTO EDUCATIVO – 29 marzo

EDUCARE ALL’EMPATIA ATTRAVERSO L’ARTE – 5 aprile

 

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