Continua il nostro percorso attraverso il femminile nell’arte.

Le donne nell’arte sono moltissime; abbiamo già conosciuto, nella prima parte, alcune artiste che hanno fatto parte, con il loro lavoro, della storia dell’arte. In questo articolo parleremo invece delle protagoniste: le donne rappresentate.

La Monna Lisa

Leonardo da Vinci, Gioconda, 1503-1514
Leonardo da Vinci, Gioconda, 1503-1514

La Gioconda, celeberrimo dipinto di Leonardo da Vinci, conservato al Louvre. Il sorriso enigmatico di Monna Lisa fa ancora parlare di questa donna. L’attribuzione è stata nel tempo molto variegata e, tra le ipotesi, la più accreditata è quella che la identifica con Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo (da qui “la Gioconda”), un nobile e mercante fiorentino. L’attribuzione viene confermata anche dal fatto che durante il suo terzo soggiorno fiorentino Leonardo abitasse proprio in un palazzo della famiglia Gherardini.

Alla perfetta esecuzione pittorica si aggiunge una resa atmosferica unica che lega il soggetto allo sfondo. La figura, resa con estrema naturalezza, rivela anche una profonda introspezione psicologica. Pietra miliare della ritrattistica questo dipinto segna l’inizio del Rinascimento maturo.

La ragazza con l’orecchino di perla

Johannes Vermeer, La ragazza con l'orecchino di perla o Ragazza con turbante, 1665
Johannes Vermeer, La ragazza con l’orecchino di perla o Ragazza con turbante, 1665

Soprannominato la “Monna Lisa olandese”, la Ragazza con l’orecchino di perla è forse uno dei più conosciuti dipinti di Vermeer (il dipinto ha ispirato anche un libro da cui è stato tratto un film di Peter Webber del 2003).
Il dipinto rientra nel genere iconografico dei tronien, ovvero i ritratti in costumi storici o esotici che venivano utilizzati per raffigurare i personaggi del passato. Vermeer realizzò diverse opere appartenenti a questa tipologia. In questo caso, la ragazza, di tre quarti e dal volto intriso di luce, rivolge lo sguardo verso lo spettatore, attorno a lei la penombra. La donna ha un’espressione sfuggente, candidamente languida e la luce che brilla dai suoi occhi viene richiamata dall’elemento dell’orecchino, unico prezioso.

Sebbene la ragazza sembri di umili origini, l’orecchino che indossa rappresenta una prerogativa delle dame aristocratiche del tempo. Degli studi condotti sul monile dipinto hanno ipotizzato che, viste le grandi dimensioni della perla, potesse trattarsi di una riproduzione in vetro soffiato, probabilmente di fattura veneziana.

 

Jeanne Hebuterne

Amedeo Modigliani, Jeanne Hebuterne, 1919
Amedeo Modigliani, Jeanne Hebuterne, 1919

Musa e compagna di Amedeo Modigliani, la pittrice francese Jeanne Hebuterne è il soggetto principale di molti dei dipinti di Modì.

Si conobbero nel 1917, quando Jeanne aveva 19 anni, mentre Modì conduceva una vita bohemien e piena di sregolatezze. Si innamorarono perdutamente. Modigliani però era già ammalato, e presto dovettero trasferirsi a Nizza; Jeanne seguì sempre e con dedizione il suo amato, fino al tragico epilogo.

Due giorni dopo la morte di Modigliani infatti, Jeanne sacrificò la sua vita e quella del bambino che aveva in grembo, gettandosi dalla finestra della sua abitazione. Senza dubbio è uno degli esempi più forti e passionali di amore tra un’artista e la sua musa.

Marylin Monroe

Andy Wahrol, Marylin, 1967
Andy Wahrol, Marylin, 1967

Concludiamo infine con una delle donne diventata icona del Pop non solo in campo artistico: Marylin Monroe. Seducente e al tempo stesso sbarazzina, la figura di Marylin è il simbolo femmininile per eccellenza catturato da Andy Wahrol. La Pop Art di Andy Wahrol riprendeva i temi e gli oggetti della cultura di massa trasformandoli in opere d’arte.

Wahrol compì la stessa operazione di rielaborazione delle immagini anche con i volti di molte celebrities del periodo, ma forse Marylin, la diva americana, o più esattamente l’immagine di essa, è stata il motore che lo rese celebre a livello mondiale.

L’artista scelse la più bella di allora, ma ne invertì i colori in un gioco di manipolazione dei simboli che aveva trasformato l’opera d’arte in qualcosa di non più unico ed irripetibile. La sua Marylin non ha corpo, colore naturale o identità, è diventata un prodotto per il consumo di massa.

Abbiamo visto come le donne protagoniste dei quadri celebri hanno incarnato diversi significati e tipologie dell’essere femminile. Seduzione, innocenza, status sociale, tutto ciò traspare dai dipinti nei quali sono state ritratte. I loro volti raccontano storie per sempre fissate nel tempo.

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