Chi è insegnante potrà confermarlo: negli ultimi anni si è assistito ad un discreto proliferare di sigle (DSA, DSL, ADHD, BES, PDP…) di pari passo ad alcuni cambiamenti legislativi. Per chi non fa parte del mondo della scuola è molto complesso comprendere le differenze tra disturbi dell’apprendimento e disturbi del neurosviluppo. cosa sono i bisogni educativi speciali? Quali sono le differenze tra BES e DSA? Con questo articolo cerchiamo di fare un po’ di chiarezza!

Cosa sono i bisogni educativi speciali: definizione e normative

I bisogni educativi speciali racchiudono una categoria molto ampia di discenti: gli studenti con disabilità riconosciuta (legge 104); i nuovi arrivati in Italia, ovvero studenti che non parlano fluentemente l’italiano; gli studenti che hanno alle spalle situazioni familiari, economiche e sociali complesse; gli alunni affetti da disturbi evolutivi specifici (DES) e disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).

attività didattiche alla pinacoteca Agnelli

La prima differenza riguarda l’istituzionalizzazione del disturbo: nel caso di un allievo con disabilità riconosciuta secondo le modalità della legge 104/1992 si ricorrerà all’insegnante di sostegno. Nel caso di disturbi minori, non gravemente invalidanti, lo studente non potrà ricorrere all’iter della legge 104 ma è la scuola che ha il compito di riconoscere le problematiche (con l’approvazione della famiglia) e organizzare un Piano Didattico Personalizzato (PDP) in modo da aiutare il ragazzo o bambino nel miglior modo possibile. Gli studenti BES, quindi, non sempre hanno una certificazione di disabilità ma delle esigenze didattiche specifiche.

Non è detto che un alunno abbia Bisogni Educativi Speciali per tutta la propria carriera: basti pensare ai nuovi arrivati in Italia, una volta appresa la lingua italiana potranno farne a meno.

Cosa significa azione personalizzata e azione individualizzata?

Questi allievi hanno bisogno di strumenti didattici specifici, individualizzati e/o personalizzati. Ognuno di loro, infatti, presenta un profilo unico che merita di essere studiato dai docenti per poter potenziare abilità e competenze. Ricordiamo, inoltre, che “individualizzato” e “personalizzatonon devono essere considerati sinonimi: un’azione formativa individualizzata pone obiettivi comuni a tutti ma con l’adozione di metodologie specifiche, a seconda delle esigenze del singolo discente; l’azionepersonalizzata”, invece, prevede obiettivi mirati per ciascun discente perché ha l’obiettivo di dare a ciascuno la possibilità di sviluppare le proprie potenzialità.

Quali sono i BES più comuni?

apprendimento e insegnamento le domande principali

La differenza tra DSA e BES è cruciale. Si tratta di nozioni importanti per i docenti, basti pensare che si tratta di uno dei tanti argomenti oggetto di studio per il conseguimento dei 24 cfu che permettono di partecipare al concorso FIT.

Possiamo distinguere:

  • Disturbi dello spettro autistico o disturbi pervasivi dello sviluppo (sindrome di Asperger, Disturbo pervasivo, Disturbo disintegrativo dell’infanzia, Sindrome di Rett). I disturbi legati allo spettro autistico sono molto complessi e possono comportare la compromissione del linguaggio, dell’interazione sociale, del comportamento, dell’attività simbolica e immaginativa.
  • Ritardo mentale
  • Disturbi della coordinazione motoria. Tra questi ricordiamo i disturbi della coordinazione, la Sindrome di Tourette, il disturbo da tic e il disturbo da movimenti stereotipati.
  • Disturbi dell’attenzione (ADHD). È difficile da diagnosticare e può presentarsi associato ad altri disturbi (come ansia, depressione, disturbi ossessivo-compulsivi…) ma può anche esserne la conseguenza. Di solito, sebbene ogni profilo vada attentamente esaminato, le caratteristiche ricorrenti sono disattenzione, iperattività, impulsività.
  • Disturbo della condotta. Non è una patologia vera e propria ma si tratta di un fenomeno in forte ascesa. In questo caso gli studenti mostrano palesi atteggiamenti di ostilità e possono mostrare comportamenti provocatori e minacciosi.
  • Disturbi specifici del linguaggio (DSL). Non sono associati ad una limitazione del quoziente intellettivo, non sono presenti deficit sensoriali né motori. Spesso però è stata riscontrato un collegamento con il DSA.
  • Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA, legge 170/2010) ovvero dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia. Anche in questo caso non ci sono deficit cognitivi, né motori, né sensoriali.
  • Svantaggio linguistico, socio-culturale, economico

Il Bisogno Educativo Speciale non è una malattia

La sigla BES non identifica una malattia né un disturbo in particolare: fa semplicemente riferimento al bisogno da parte dell’alunno di essere seguito con specifici strumenti e metodologie didattiche. Le cause, come abbiamo visto, possono essere molteplici. Lo sforzo del corpo docente è significativo: si tratta di organizzare programmazioni personalizzate, di lavorare in sinergia con le famiglie e di spendersi affinché gli alunni siano pienamente inclusi nel gruppo classe.

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