Quante volte è capitato, nella nostra professione o vita privata, che i bambini ci mostrassero i loro disegni? La reazione più comune è quella di dire “È bellissimo!” ma… Siamo sicuri che sia la risposta migliore? I disegni dei bambini sono un’occasione per entrare in contatto con loro, non sprechiamola!

Chiunque faccia il nostro lavoro sa bene quanto sia importante lasciare che i bambini si esprimano liberamente, entrando in contatto con le proprie emozioni. Quando un bambino ci mostra un disegno che ha realizzato, quindi, l’ultima cosa che ci verrebbe in mente di fare è criticare i risultati raggiunti. Tuttavia è lecito chiedersi: qual è la cosa migliore da dire? Quale atteggiamento dovremmo avere?

Abbiamo cercato di elencare qui di seguito le reazioni più comuni che ognuno di noi potrebbe avere di fronte a disegni o scarabocchi. Tuttavia forse è il caso di chiedersi se sono davvero le migliori risposte possibili o se possiamo sforzarci e fare di meglio!

i disegni dei bambini

Le reazioni più comuni degli adulti ai disegni dei bambini!

Complimentarsi

“È bellissimo!”, “Sei davvero bravo”, “È un disegno davvero bello”, sono espressioni che abbiamo detto tutti, declinandole in vario modo. Il bambino sarà contento, certo, ma non potrà fare molto altro che sorridere e andare via. In questo caso abbiamo perso l’opportunità di parlare di quello che ci stava mostrando, di utilizzarlo come spunto per farlo riflettere e, a nostra volta, per comprendere il suo punto di vista.

Esprimere valutazioni

“Mi piace come hai disegnato la tigre” oppure “Mi piace come hai usato il colore qui”, sono risposte che mettono in evidenza il nostro gusto e le nostre preferenze, ma i bambini non disegnano per compiacerci e non dovrebbero mai farlo solo per ricevere un complimento o un giudizio positivo. Scegliere un disegno piuttosto che un altro da appendere sul frigorifero è un ottimo modo per indicare che un determinato tipo di disegno ci piace (magari la classica casetta con le finestrelle quadrate e le tendine) mentre il resto no. Vogliamo davvero alimentare gli stereotipi?

Fasi dello scarabocchio: la famiglia e animali domestici

Fare troppe domande

“Questa è una tigre o un cane?”, “Cosa dovrebbe rappresentare questa macchia di colore qui?”, i bambini più grandi possono rispondere senza difficoltà ma i piccoli o quelli un po’ più timidi potrebbero averne. Dobbiamo sempre tenere a mente, infatti, che molto spesso i bambini disegnano quello che sentono e non quello che vedono. Come può un bambino di 4 anni spiegarci che quel disegno è la rappresentazione di ciò che prova quando è felice o quando è triste perché si sente ignorato? Inoltre, molti degli elaborati dei bambini sono autoreferenziali o a volte sono il mero risultato della sperimentazione di alcuni materiali. Quante volte li abbiamo visti completamente assorbiti mentre provavano per la prima volta la pittura a dita? 😀

Il risultato finale in questi casi potrebbe non essere importante: è il processo, la sensazione, l’ebrezza della scoperta che vanno enfatizzati!

Fare troppe domande, e soprattutto domande relative all’analisi del disegno, non sempre giova. Al contrario può creare frustrazione perché non si è ancora in grado di verbalizzare determinati processi emozionali.

Il disegno di una casa fatto da un bambino.

Suggerire correzioni

“Bello, bellissimo, ma la prossima volta ricorda che le tigri non sono verdi!”, è una tentazione comune quella di correggere i disegni dei più piccoli suggerendo elementi da aggiungere o da modificare. I disegni dei bambini, però, non sempre rappresentano la realtà ma il loro modo di vederla. Per esempio, si sono visti allo specchio tante volte ma non per questo disegnano tutte le volte tutti i dettagli del proprio volto: fateci caso, quante volte negli autoritratti inseriscono le sopracciglia o le orecchie? Un approccio che mira alla correzione non è utile ma sortisce l’effetto contrario: scoraggia il bambino e non lo aiuta a sviluppare le sue abilità.

I disegni dei bambini: quali sono le migliori reazioni?

Ora che abbiamo passato in rassegna le cose da non dire, possiamo interrogarci su cosa invece potrebbe essere utile rispondere. Diversi studiosi si sono posti questa domanda e hanno trovato tre possibili soluzioni:

  • permettere al bambino di esplorare la propria creatività senza che l’adulto giudichi, confronti o analizzi nulla
  • non cercare di ricondurre i disegni a rappresentazioni specifiche o a determinate qualità formali
  • usare il dialogo per parlare con loro di quello che hanno prodotto

attività manipolative per bambini

L’uso combinato di queste tre proposte potrebbe essere l’approccio giusto. Per esempio, quando il bambino ci mostra il suo ultimo elaborato, potremmo sorridere e non dire nulla così sarà lui ad avere lo spazio necessario a comunicarci quello che desidera. I feedback che potremmo dare non dovranno essere relativi alla qualità del disegno o al suo grado di fedeltà alla realtà, ma potremmo concentrarci su quello che vediamo: sulle forme, sui colori, le linee, lo spazio.

Questo colore sembra molto denso!“: stimolare la loro riflessione sul lato materico dell’atto pittorico potrebbe essere una buona soluzione perché non contiene giudizi di alcun tipo ma permette loro di concentrarsi su un aspetto che hanno esperito ma non razionalizzato.

Oppure: “Hai usato un sacco di colori molto brillanti, l’arancione, il giallo, il rosa…“, “Ho visto che hai disegnato una linea lunghissima!” (tracciandola con il dito per farla notare), “Sono sicuro che ti sei divertito un sacco a usare tutti questi colori diversi!“. Dando questo genere di stimoli verbali il bambino potrà esprimere le sue sensazioni liberamente e partecipare in modo attivo al dialogo.

I disegni dei bambini più grandi

Se i bambini sono un po’ più grandi e alcune parti dei loro disegni sono perfettamente riconoscibili allora si può parlare non solo di elementi ma anche di oggetti specifici: se riconosciamo distintamente la rappresentazione del sole non avrebbe senso parlare di “una massa di colore giallo”. In questo caso, ad esempio, si può mettere in evidenza che “il sole sta facendo capolino dalle nuvole sulla destra”.

lezione di arte e immagine alle medie

Come abbiamo visto, il disegno è un’attività molto importante per i più piccoli, che può anche essere insegnata attraverso esercizi specifici. Quando, però, i piccoli si cimentano liberamente in quest’attività allora i disegni dei bambini rappresentano uno strumento importante per entrare in contatto con le loro emozioni e per incoraggiarli a esprimersi senza sentirsi giudicati. Ricordiamo sempre che i bimbi non sono delle nostre estensioni e che non tutto quello che producono deve necessariamente rispecchiare le nostre aspettative!

 

Per scrivere questo articolo ho preso spunto da Talking with young children about their art di Robert Schirrmacher che potete scaricare cliccando qui!

Talking with young children
Comments to: I disegni dei bambini e le nostre reazioni: cosa dire e cosa no?

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