Robin Pogrebin scrive per «The New York Times» dal 1995 e in un articolo di poche settimane fa propone un’interessante panoramica delle strategie didattiche messe in atto da alcuni musei americani.

Bambini al museo: quando è meglio iniziare?

È bene introdurre l’abitudine di visitare i musei il più presto possibile, anche se le visite saranno inevitabilmente stroncate da gambe stanche, stomaci brontolanti e scarsa attenzione. È una buona idea iniziare con i musei che offrono cose piacevoli da vedere, come il New York Botanical Garden nel Bronx, con la sua mostra annuale sui treni, o il Museo dei Bambini di Manhattan o il New York Hall of Science nel Queens.

I Musei hanno iniziato a comprendere che bisogna occuparsi dei visitatori fin dalla loro più tenera età. Già da tempo offrono programmi per bambini – venite! Abbiamo i biscottini e faremo un collage!- e adesso le istituzioni di tutto il paese stanno mettendo in campo risorse di gran lunga più creative per coinvolgere gli adolescenti.

bambini al museo laboratori didattici

 

Adolescenti al museo: fantascienza o realtà?

Un sondaggio del 2014 che ha coinvolto 220 musei dell’Associazione dei Direttori di Musei d’arte, ha evidenziato che circa un terzo di essi possiede programmi specifici per adolescenti, o addirittura organi direttivi formati da adolescenti. La ricerca, curata dal Greater Philadelphia Cultural Alliance, dimostra inoltre che la partecipazione dei bambini a istituzioni culturali nel sud-est della Pennsylvania è aumentato del 17% dal 2009, con oltre tre milioni di visite all’anno.

Tali risultati derivano non solo dagli sforzi dei musei per creare una forma di patrocinio ma anche dal desiderio di rendere le loro istituzioni più al passo coi tempi e accessibili. «Gli adolescenti sono un pubblico importante», ha detto Emily Schreiner, curatore associato del Philadelphia Museum of Art. «L’obiettivo non è aumentare il numero di persone che varcano la soglia ma avviare un cambiamento culturale molto graduale, che consente a persone provenienti da tutti i ceti sociali di sentire l’appartenenza al museo.»

bambini al museo istruzioni per l'uso

Il Philadelphia Museum ha recentemente istituito un gruppo di Ambasciatori teenager, costituito da 10 ragazzi che, ogni due settimane e per un anno intero, lavorano sulla programmazione del museo per i loro coetanei organizzando una mostra d’arte finale. «L’architettura e la posizione del museo sono fattori che possono mettere a disagio», ha detto la signora Schreiner, riferendosi alle imponenti colonne e la posizione centrale del museo, «Vogliamo abbattere le barriere all’ingresso, pur celebrando ciò che abbiamo da offrire. Vogliamo avere ragazzi che ci aiutano a coinvolgere la comunità piuttosto che organizzare per loro degli eventi nella speranza che partecipino.»

Esempi simili abbondano: il Museum of Fine Arts, Boston; l’Art Institute di Chicago; il Museum of Fine Arts a Houston, tutti hanno una qualche forma di organo collegiale formato da adolescenti, in cui gli studenti imparano a conoscere il museo, incontrano il personale ed effettuano le visite guidate per i loro coetanei. L’anno scorso il Museo Ebraico ha iniziato ad offrire gratuitamente member-ship ai ragazzi dagli 8 ai 13 anni di età che hanno recentemente celebrato il bar o bat mitzvah.

 

I Musei americani e i programmi didattici più interessanti

Alcuni musei hanno cercato di attirare gli adolescenti servendosi di un’atmosfera rilassata e informale. Il Solomon R. Guggenheim Museum ha invitato gli studenti a visitare le gallerie dopo le ore scolastiche nel corso di cinque settimane; al County Museum di Los Angeles of Art, 15 stagisti adolescenti hanno contribuito a organizzare l’“After Dark”, un evento notturno rivolto ai loro coetanei. L‘Art Institute di Chicago ha invitato 100 ragazzi a trascorrere 24 ore presso il museo per reinventare alcuni aspetti del museo come le uniformi degli ufficiali di sicurezza e le panchine delle sale (l’evento comprendeva anche un party di mezzanotte, un bancone di caffè e sessioni di yoga all’alba.)

Il Metropolitan Museum of Art ha organizzato “Teens Take the Met!”, una serata in cui decine di istituzioni culturali hanno partecipato attirando circa 3.000 persone di età compresa tra 13 e 18 anni e proponendo attività quali la progettazione di borse e la realizzazione di sculture, con sottofondo musicale. «Siamo rimasti scioccati da quante persone sono venute la notte di venerdì», ha detto Sandra Jackson-Dumont, presidente del dipartimento educativo del Met «I giovani hanno bisogno di spazi dove possono esprimere diverse parti di sé».

Alcuni programmi per gli adolescenti sono estremamente formativi. L’United States Holocaust Memorial Museum di Washington insegna agli studenti delle scuole superiori pubbliche la storia dell’Olocausto attraverso un corso di formazione di 14 settimane che si svolge in primavera.

adolescenti e musei didattica in america

Il New-York Historical Society ha un programma che si svolge di domenica mattina per gli studenti delle scuole superiori, durante il quale si perseguono temi di ricerca con studiosi provenienti da prestigiose università.

Lo scorso autunno il Museo d’Arte Moderna ha iniziato il suo secondo corso online sulla scena artistica di New York per gli adolescenti (il primo comprendeva la visita degli studi degli artisti a Brooklyn). A Washington, la Galleria Nazionale d’Arte ha organizzato per 60 ragazzi un corso sull’opera di El Greco con Brian Baade, restauratore dell’Università di Delaware, in occasione della recente retrospettiva sull’artista. Al J. Paul Getty Museum di Los Angeles, l’artista Barbara Kruger sta lavorando con ragazzi delle scuole superiori su un progetto di arte urbana che affronta la giustizia sociale, l’identità di razza e di genere.

In alcuni casi, i musei hanno attirato i giovani con la tecnologia. Presso il rinnovato Cooper Hewitt, Smithsonian Design Museum a Manhattan, per esempio, gli adolescenti sono stati particolarmente attratti dalla Camera Immersiva, che permette ai visitatori di progettare la propria decorazione e proiettarla sulle pareti.

Dai brevi video musicali alle foto con gli amici, gli adolescenti hanno condiviso le immagini create in questo spazio soprattutto su Instagram. «Il @cooperhewitt a Manhattan è il museo non ufficiale del #selfie», ha detto un ragazzo, per poi aggiungere: «This place is so. Much. Fun!»

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