Vi state già domandando quali saranno, per quest’anno, le mete delle vostre vacanze? Nel ‘700 gli aristocratici non avevano dubbi… Grand Tour! Senza dubbio il primo fenomeno di turismo di massa della storia.

La vacanza-studio dei giovani aristocratici

Il Grand Tour (letteralmente “grande giro”) era un lungo viaggio, compiuto per lo più dall’aristocrazia e dalla borghesia illuminata del ‘700, attraverso numerose tappe, alla scoperta dell’ arte, delle antichità e della cultura dei paesi visitati. La meta finale era quasi sempre l’Italia, patria dell’arte antica o, più raramente, la Grecia.

E. Brack, Planning the Grand Tour
E. Brack, Planning the Grand Tour

Moltissimi giovani, provenienti da ogni parte d’Europa, intraprendevano il loro viaggio culturale per arricchire la loro formazione sia a livello culturale che sul piano sociale. Oltre ad appagare la vista con i magnifici paesaggi infatti, le mete selezionate avevano uno scopo.

Arte neoclassica e illuminismo, ma non solo – Le tappe del viaggio

La Francia era la culla dello stile e della ricercatezza; si andava lì per carpire i segreti dell’eleganza innata dei francesi e per rifarsi il guardaroba. Solo così si era pronti per fare ingresso nell’alta società.

L’Italia era invece patria dell’arte e divenne ben presto una delle tappe obbligate dei grand-touristi. Arte antica e monumenti erano conoscenze di cui un aristocratico non poteva fare a meno. I viaggiatori scoprivano con il Grand Tour le rovine di Pompei ed Ercolano, le opere del Palladio e la Napoli neoclassica. Immancabile anche una tappa a Roma, dove, oltre a visitarne le rovine, spesso venivano commissionati agli artisti dei ritratti che testimoniassero quella speciale tappa del viaggio. Roma era anche una meta prediletta per l’acquisto di opere d’arte e souvenir da riportare al termine del viaggio.

Una mappa d'epoca di Siracusa
Una mappa d’epoca di Siracusa

Infine la Sicilia, tappa molto importante perché permetteva di osservare l’arte greca antica senza dover arrivare alla Grecia, all’epoca sotto il dominio turco, senza dover correre i rischi e i pericoli che comportava.

Viaggiare in Sicilia aveva un gusto ancora più avvincente, perché era una terra poco e mal collegata e questo comportava diverse difficoltà di spostamento e i rischi che si frapponevano alla bellezza e alla grandezza dei suoi monumenti antichi.

Pompeo Batoni, due ritratti di Grand-touristi
Pompeo Batoni, due ritratti di Grand-touristi

Arte neoclassica e Illuminismo inneggiavano alla riscoperta delle grandi vestigia del passato. L’arte romana antica e quella greca erano in quel momento, fonte di ispirazione per gli artisti e per la borghesia illuminista e il Grand Tour era l’occasione perfetta per condensare tutto questo in un unico, lungo viaggio.

Touristi famosi

grand tourIl Grand Tour ebbe un tale successo che può essere considerato il primo fenomeno di turismo di massa della storia. Moltissime persone si cimentarono in questo viaggio e anche moltissimi artisti e studenti d’arte lo intrapresero per poter osservare da vicino i capolavori dei Maestri. Interessantissimi sono infatti i taccuini di viaggio, quaderni spesso pieni di schizzi realizzati sul momento e di annotazioni. Questo fenomeno portò anche alla stesura di vere e proprie guide turistiche che evidenziavano i siti di maggior interesse e le varie tappe.

Ci furono anche molti touristi famosi, tra i quali il celebre Goethe Vivant Denon, futuro primo direttore del Louvre; ma anche Lord Byron e Charles Dickens, il quale viaggiava insieme alla famiglia in un’elegante carrozza dotata di illuminazione per il giorno e per la notte.

Insomma il Grand Tour ancora oggi, a distanza di secoli, fa parlare di se, pensate che ci sono numerosissime organizzazioni e agenzie di viaggi che lo ripropongono. Può essere una buona idea per le prossime vacanze non credete?

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