Pisa è una città incredibile, ricchissima di storia e di bellezza; oggi esaminiamo insieme una delle opere d’arte più straordinarie del Trecento, custodita al Duomo della città.

Di chi stiamo parlando? Scopriamolo subito!

Chi è Giovanni Pisano?

Giovanni Pisano è un architetto e scultore nato intorno al 1248 e morto nel 1318. Fin da giovanissimo lavorò nella bottega del padre, Nicola Pisano, anche lui scultore.

Spesso si pone l’accento sulle differenze tra le opere di Giovanni Pisano e quelle del padre Nicola: il primo viene definito scultore gotico e il secondo, invece, classico. In realtà questo sono definizioni un po’ troppo estreme. Anche Nicola, infatti, era ben inserito nella temperie culturale del suo tempo. Nelle opere di Giovanni possiamo riscontrare una maggiore attenzione alla resa drammatica delle scene e un certo orientamento verso un linearismo elegante e raffinato; Nicola poneva molta attenzione alla resa volumetrica dei personaggi rappresentati e ad una più compassata restituzione delle emozioni dei personaggi.

Giovanni Pisano è uno dei maggiori artisti del Trecento anche perché seppe rinnovare il repertorio iconografico dell’epoca e viene menzionato nei documenti per la prima volta nel 1265, in quanto aiutante del padre. In pochi anni ebbe modo di fare molta esperienza finché giunse a realizzare opere completamente da solo: una di queste è il pulpito del Duomo di Pisa.

immagine fotografica del duomo di Pisa
Duomo di Pisa. Fondazione nel 1064 e consacrazione nel 1118.

Che cos’è un “pulpito”?

Presso l’antica Roma veniva chiamato pulpito una superficie leggermente rialzata, utilizzata per molteplici scopi. Gli attori, ad esempio, la utilizzavano durante le performance teatrali e i magistrati durante l’esercizio della giustizia. Durante il Medioevo, tuttavia, questo elemento architettonico si connota per un uso strettamente religioso: collocato di solito in prossimità dell’altare maggiore, era il luogo dal quale il predicatore si rivolgeva al pubblico.

Il pulpito del Duomo di Pisa

Nel Duomo di Pisa c’era già un altro pulpito, realizzato da maestro Guglielmo tra il 1159 e il 1162, donato successivamente al Duomo di Cagliari. Il nuovo pulpito per il Duomo impegnò molto Giovanni che vi lavorò dal 1301 al 1310.

pulpito di Giovanni Pisano
By Tetraktys (Own work) [CC BY 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/3.0)], via Wikimedia Commons.
Su un basamento circolare prendono posto otto colonne, alcune delle quali poggiate su leoni stilofori. La colonna al centro vede le tre Virtù Teologali che sormontano la rappresentazione della Filosofia e delle Arti Liberali. Sopra i capitelli possiamo trovare pennacchi con profeti, apostoli ed evangelisti, accompagnati da mensole e motivi decorativi fitomorfi. Al di sopra troviamo la cassa, formata da pannelli rappresentanti scene tratte dal Nuovo Testamento, separate da piccole statuine rappresentanti profeti, apostoli e angeli. I riquadri sono leggermente incurvati assecondando la circolarità del basamento. Le scene ritratte sono l’Annunciazione, la Visitazione e la Nascita del Battista; la Natività e l’Annuncio ai pastori; il Viaggio, l’Adorazione e il Sogno dei Magi; la Presentazione al Tempio, i Re Magi davanti ad Erode, Fuga in Egitto; la Strage degli Innocenti, la cattura e Passione di Cristo, Crocifissione e Giudizio Finale.

L’aspetto che più colpisce è la profonda unità dell’opera che viene concepita come un continuum narrativo organico ed elegante, attraversato da un’energia sottile ma perfettamente ravvisabile nelle pose e nei gesti dei personaggi. L’attenzione prestata alla realizzazione dei dettagli è massima, la finitura molto accurata e le decorazioni preziose.

Lo sapevi che…

– Sul pulpito ci sono due iscrizioni realizzate da Giovanni Pisano. Una di esse ci rivela la data di chiusura dei lavori, il nome dell’artista e quelli dei curatori dell’Opera del Duomo. In entrambe, inoltre, l’artista ribadisce la dignità del suo lavoro, molto probabilmente per difenderlo dai giudizi poco generosi dei detrattori.

– Nonostante l’incendio avvenuto nel 1595, il pulpito non andò distrutto. Fu, invece, smontato all’inizio del Seicento per portare a termine il rifacimento della copertura della chiesa e venne rimontato solo nel 1926, in una posizione diversa da quella originaria.

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