Avete mai osservato la società attraverso le opere d’arte?

Nella Francia di metà ‘800 si sviluppò una corrente artistica, il realismo, che mise l’accento proprio sui problemi della società moderna. Ne risultarono opere che mostravano “il vero” e quindi uomini al lavoro, scene di vita quotidiana, la cultura e i cibi della società.

Realismo, arte e vita quotidiana

Con il termine realismo si identifica un atteggiamento comune a molte arti.

Il realismo pittorico si configura come una corrente in cui, oltre ad uno stile definito (differente, ovviamente, a seconda delle aree di provenienza degli artisti e delle scuole), i soggetti e le tematiche delle rappresentazioni erano comuni e tenacemente ancorati al vero.

“Un oggetto astratto, invisibile, che non esiste, è estraneo all’ambito della pittura”. (G. Courbet)

G. Courbet, Bonjour Monsieur Courbet, 1854
G. Courbet, Bonjour Monsieur Courbet, 1854
H. Daumier, Il vagone di terza classe, 1862
H. Daumier, Il vagone di terza classe, 1862

Ecco quindi che la vita quotidiana, il lavoro e l’opera dell’uomo acquistano grande valore nei dipinti realisti. Anche il brutto trova il suo spazio e diviene un elemento degno di essere rappresentato proprio perché testimonianza della realtà, in opposizione al Romanticismo che basava la propria ricerca sul bello e sull’armonia.

L’attaccamento al reale è il motivo principale per cui si può definire il realismo arte nazionale, ogni artista voleva rappresentare la realtà che lo circondava ed è per questo motivo che, risentendo degli avvenimenti politico-sociali del periodo storico, si distinguevano, inevitabilmente, gli uni dagli altri, rendendo impossibile una definizione di Realismo comune.

Il realismo pittorico – le opere e gli artisti

La Francia ha dato un grande contributo alla nascita e alla diffusione del realismo pittorico. Nella seconda metà dell’800 la nazione era nel pieno della Rivoluzione Industriale e, politicamente, alla nascita del Socialismo, dei fenomeni di inurbazione e della miseria del popolo. I principali esponenti francesi sono stati Courbet, ma anche Daumier, Millet e Corot.

Attraverso le loro opere gli artisti del Realismo francese si pongono in un atteggiamento di ferma denuncia contro le ingiustizie della società, schierandosi con le rivendicazioni delle masse e con una partecipazione attiva alla vita politica.

J. F. Millet, Coltivatori di patate, 1862
J. F. Millet, Coltivatori di patate, 1862

In Italia, invece, le prime ricerche in questo senso erano iniziate già qualche decennio prima rispetto alla Francia, ma in alcune opere tardo romantiche e di ambito naturalista e verista.

G. Fattori, Pausa in Maremma, 1873
G. Fattori, Pausa in Maremma, 1873

Gli artisti italiani, come gli altri pittori europei, ebbero  il modo di conoscere le opere realiste di Courbet durante l’esposizione di Parigi del 1855. I giovani artisti del Caffè Michelangelo di Firenze e quelli del gruppo della Scuola di Staggia, furono sicuramente influenzati dallo stile e dai temi francesi, che si riscontrano nel nuovo stile e nelle ricerche dei Macchiaioli.

Anche l’Inghilterra, la Germania e l’America colsero lo stile realista e iniziarono a produrre arte che affrontava queste tematiche.

Il risultato del realismo pittorico, oggi, è il ritratto delle diverse, ma in fondo anche molto simili, società.

Dipinti che, come delle fotografie, non sono solamente bellissimi quadri da osservare nei musei, ma veri e propri documenti storici.

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