La tecnica della miniatura ha origini antichissime. Scopriamo insieme le origini di questa tecnica e il percorso storico che, ahimè, ha portato alla sua quasi definitiva scomparsa, in seguito  all’invenzione della stampa.

L’ARTE DELLA MINIATURA

Spunti per una lezione di storia dell’arte per la scuola media.

Un cavaliere, Miniatura dai Carmina Regia.  Oggi simbolo della Provincia di Prato

Un cavaliere, Miniatura dai Carmina Regia.
Oggi simbolo della Provincia di Prato

Se siete in cerca di idee per realizzare una lezione di storia dell’arte per la scuola media, la miniatura può essere un

argomento interessante e, perchè no, divertente per iniziare il nuovo anno scolastico. I ragazzi adorano decorare quaderni e diari e, alcuni, potrebbero concorrere con i manoscritti miniati eseguiti nel Medioevo!

Una lezione sulla miniatura può essere anche l‘occasione per sviluppare tematiche trasversali. Con la collaborazione degli insegnanti di storia e di italiano è possibile creare un progetto interdisciplinare con la creazione, ad esempio, di un racconto “miniato” dai ragazzi.

Il consiglio è di iniziare spiegando cos’è una miniatura, come e da chi veniva realizzata, concentrandosi sul periodo di maggior prestigio di questa arte, un tempo considerata minore, ma oggi preziosissima.

Guillebert de Metz,  Roman de Mélusine, 1410. La miniatura veniva usata come immagine per corredare il testo.

Guillebert de Metz, Roman de Mélusine, 1410.
La miniatura veniva usata come immagine per corredare il testo.

Che cos’è una miniatura? Qualche nozione tecnica…

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Miniatura dal Libro delle ore, Francia, ca.1400

Una miniatura è un’immagine, realizzata a tempera o con colori ad acqua ed utilizzata per decorare le lettere iniziali delle pagine o dei paragrafi di un manoscritto. Spesso le miniature venivano inserite anche come immagini correlate al testo.

L’arte della miniatura ha origini antichissime, i primi manoscritti miniati infatti risalgono all’Antico Egitto e sono composti da papiri conservati e raccolti in forma di rotoli. Nei secoli, l’arte della miniatura utilizzò come supporto prima il papiro, poi la pergamena ed, infine, la carta.

Grazie ai lavori di trascrizione e di produzione di testi all’interno dei grandi monasteri, la miniatura medievale rappresenta il periodo di maggior splendore di questa antica arte. Nel ‘500 però, con l’invenzione della stampa, la produzione di testi miniati andò via via scomparendo in favore del libro stampato.

Il termine miniatura deriva da minio, nome con cui i Romani chiamavano il colore rosso usato per sottolineare o decorare il titolo del testo, i capitoli o le lettere iniziali di un manoscritto.

 La miniatura Medievale

La miniatura ha avuto un grande rilievo durante l’impero di Carlo Magno, nel IX secolo. L’imperatore si fece promotore della cultura antica e di quella religiosa, promuovendo la costruzione di numerosissimi monasteri con annesso lo scriptorium: luogo dove i monaci scrivevano e trascrivevano i manoscritti. In questo momento storico, i monasteri erano i principali centri di cultura del Medioevo.

Ascensione, Sacramentario di Drogone, miniatura su pergamena, 844-55

Ascensione, Sacramentario di Drogone, miniatura su pergamena, 844-55

La regola benedettina prevedeva, per i monaci, una vita organizzata tra attività manuali ed intellettuali, perfettamente espressa nel motto “ora et labora”, cioè prega e lavora. Parte della giornata era quindi dedicata allo studio e impiegata soprattutto nella trascrizione di manoscritti. I monaci lavoravano all’interno dello scriptorium, generalmente vicino alla biblioteca, ed erano specializzati nei diversi ambiti: c’erano gli amanuensi, che trascrivevano i testi antichi, i calligrafi e i miniatori. Lo scriptorium non lavorava solamente per le esigenze del monastero e per l’arricchimento della biblioteca, ma anche su commissioni esterne, provenienti da corti vescovili, chiese e privati. Il libro miniato era un oggetto di gran pregio e di alto costo, spesso impreziosito ulteriormente da legature sontuose e ricche di pietre ed elementi di oreficeria.

In breve tempo si iniziarono a distinguere diverse culture nazionali. In Italia, in Spagna e in Francia, ad esempio, le miniature erano accomunate dalla presenza di figure fantastiche, animali e mostri dal significato religioso e simbolico. Nel periodo carolingio quindi, le immagini miniate erano particolarmente vivaci e narrative; uno dei più famosi manoscritti è il Salterio di Utrecht, in cui sono trascritti 150 salmi illustrati da miniature che sembrano anticipare il fumetto.

Dopo aver fornito ai ragazzi cenni storici e artistici riguardo alla miniatura, l’insegnante potrà avviare un dibattito, mostrando immagini di miniature e cercando di confrontare gli stili e le tecniche. Per concludere, si potrà lasciare il compito per casa: magari proprio la realizzazione di una lettera miniata!

Buon lavoro!