La retrospettiva a Palazzo Reale di Milano sarà visitabile fino all’1 febbraio 2015.

Russo di nascita, ebreo di origine e francese d’adozione, Chagall (1887 – 1985) ha dipinto opere memorabili: i personaggi delle sue opere volano, sfidando le leggi della fisica; teste e mani saltano fuori dai corpi; i musicisti si esibiscono sui tetti e animali dal pelo variopinto sembrano quasi sorridere. Il principio dell’assurdo lo rende uno degli artisti più noti e universalmente amati.

chagall1Fin dall’inizio della sua carriera, il pittore russo predilige tematiche di grande importanza come la nascita e la morte, l’amore, il bene e il male. Riscopre così domande antiche, che da sempre l’uomo si pone, nelle manifestazioni più semplici della vita quotidiana.

Le opere di Chagall

La struttura delle sue opere è molto diversa da quella che potremmo definire tradizionale: ci sorprende innanzitutto la mancanza di prospettiva, la componente fantastica e l’inverosimiglianza delle pose e dei gesti dei personaggi.

Spesso lo si è paragonato all’arte primitiva e a quella popolare. Le tracce di primitivismo, tuttavia, non lo rendono assimilabile a questa corrente perché in Chagall mancano le unità di tempo e di spazio. Sequenze narrative diverse convivono, sovrapponendosi.

Allo stesso modo, siamo distanti dall’arte popolare: se questa è carente in perizia tecnica e in coerenza inventiva, ciò non avviene in Chagall: egli può ignorare consapevolmente la logica razionale perché il suo stile si fonda sulla coerenza dell’immagine e della visione; sta all’osservatore, tramite associazioni, cercare di penetrare l’essenza del simbolo, riconoscendo la legittimità degli accostamenti in virtù della loro afferenza alla dimensione della fantasia.

Chagall, forse perché posto al limite di culture differenti, riesce perfettamente a coniugare contraddizioni eterne: l’aspirazione verso l’al di là e il senso tutto terreno della realtà, le sfumature dei sentimenti e l’evidenza plastica, la bontà angelica e l’inclinazione demoniaca, l’amore per l’Oriente e la padronanza delle tecniche occidentali.

Chagall e il cubismo

Durante la sua lunga permanenza a Parigi ebbe modo di confrontarsi con due delle avanguardie più importanti della pittura mondiale, il cubismo e l’espressionismo, studiandole senza lasciare che ciò determinasse bruschi mutamenti nella propria poetica. Chagall si concentrò soprattutto sul metodo cubista e lo superò svuotando la forma geometrica di tutto ciò che poteva risultare troppo razionale: se ne servì per dare più corposità e autorevolezza al proprio mondo immaginifico.

Comments to: Marc Chagall: tra memoria collettiva e individuale

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