La fantasia ci può condurre ovunque vogliamo, immaginiamo di avere la fortuna di poter passeggiare su uno scavo mentre un’equipe di archeologi è al lavoroQuali strumenti useranno? E cosa permette di fare ciascuno di essi? Scopriamolo insieme! 😀

Strumenti per l’archeologia: i grandi classici!

Lo strumento per eccellenza dell’archeologo, quello che proprio tutti hanno e che è indispensabile, ha un nome un po’ particolare ma una forma semplicissima: si tratta della cosiddetta “trowel” (pronuncia: “traul”), che potremo definire come una cazzuola, in acciaio, con la caratteristica di essere forgiata in un pezzo unico, perché altrimenti rischierebbe di spezzarsi mentre si lavora.

trowel il più noto strumento per l'archeologia
photo credit: Premyslaw Sakraida

Questa serve per scavare le superfici che riguardano il sito di interesse degli archeologi, le cosiddette unità stratigrafiche delle quali abbiamo parlato nell’articolo sull’archeologia spiegata ai bambini. Se queste superfici si trovassero, per esempio, a 2 metri di profondità rispetto al suolo che oggi noi calpestiamo, come faremmo? Utilizzare una piccola cazzuola richiederebbe troppo tempo! Ecco perché in tal caso, considerando che la terra da asportare fino al raggiungimento delle superfici archeologiche non sarebbe d’interesse, l’archeologo farà uso di piccone e pala… Sì, sì avete letto bene, non si tratta di nomi in codice, sono proprio quelli che si usano nel mondo agricolo… Se non si era capito, quello dell’archeologo è un lavoro duro! 😉

Per asportare radici o piccole porzioni di terra si può ricorrere al cosiddetto “malepeggio”, una specie di piccozza che può essere usata anche con una sola mano… Dipende dai muscoli che si hanno!

Ma domandiamoci: come si fa a togliere tutta la terra che man mano viene asportata? Nel modo forse più semplice che riusciamo a immaginare: in ciascuna microarea di scavo si utilizzano scopetta e paletta per raccogliere la terra, per poi depositarla in un secchio (avete presenti quelli belli resistenti in plastica, solitamente neri? Proprio quelli!) che viene svuotato in una carriola e successivamente in un’area limitrofa allo scavo.

Strumenti da archeologo per piccoli reperti!

Sappiamo che all’interno delle diverse unità stratigrafiche l’archeologo può rinvenire monete, ceramica, vetro, ossa… Specialmente in quest’ultimo caso, e in generale in presenza di piccoli frammenti di reperti fragili, si ricorre all’uso del bisturi, del tutto simile a quello usato in medicina.

gli strumenti per scavare un sito archeologico il bisturi
Photo credit: wikimedia commons, Hazara University Archaeologist

Per pulire questi reperti cosa si utilizza? Pennelli e spazzolini… Sì, proprio simili a quelli che usiamo tutti i giorni per lavarci i denti! Può farci sorridere ma come stiamo vedendo gli strumenti dell’archeologo coincidono molte volte con gli strumenti che si usano quotidianamente, o quasi!

Infine, durante la nostra passeggiata, potremmo osservare qualcuno fare uso di un particolare strumento che tutti conosciamo perché da bambini lo usavamo sulla spiaggia appoggiandolo sul secchiello: è il setaccio. Serve per scovare i frammenti più piccoli che possono sfuggire alla vista: si posiziona su di un secchio e si riempie della terra scavata in modo che tutto ciò che potrebbe esserci di interessante (piccole monete, frammenti ossei o ceramici…) rimanga all’interno del setaccio stesso.

Su di uno scavo non mancano alcuni strumenti molto complessi, ad esempio di quelli usati per fotogrammetria, che permette tramite una serie di foto effettuate di ricostruire tridimensionalmente un oggetto, così si può studiare anche senza averlo fisicamente tra le mani! Fantascienza? No, tecnologia applicata ai beni culturali!

archeologia e strumenti sofisticati
photo credit flickr.com/photos/grand_canyon_nps/5975537378

In ogni caso sappiate che se veramente porrete attenzione nell’osservare gli archeologi al lavoro li troverete impegnati con gli strumenti per la documentazione delle unità stratigrafiche (disegni, foto e schede), saranno molto concentrati perché non ci si può distrarre!

Ecco dunque una panoramica, seppur breve, degli strumenti che gli archeologi usano sugli scavi. Serve a farci capire ancor meglio chi è l’archeologo e come lavora. Nei prossimi articoli approfondiremo insieme quali sono le scoperte che l’archeologo può fare, addentrandoci ancor di più all’interno di uno scavo archeologico!

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