La vita e le opere di Andy Warhol sono circondate da un alone leggendario che l’artista stesso ha creato con la sua eccentricità. Possiamo considerarlo una vera pop star internazionale delle arti figurative, una figura mitica e dalla carriera fulminante.

Andy Warhol: biografia di un’icona!

Nato a Pittsburgh, nell’agosto del 1928, all’età di 8 anni fu costretto a letto per molte settimane. Vittima di un esaurimento nervoso, iniziò ad immergersi in un mondo di star del cinema, di cui collezionava foto e autografi.

andy warhol marylin
Andy Warhol, Marylin, 1967

L’incredibile ascesa da figlio di immigrati cecoslovacchi a star newyorkese si era compiuta nel giro in pochi anni: aveva intrapreso la via della grafica pubblicitaria, lasciandosi alle spalle un’infanzia difficile e un’adolescenza trascorsa nel centro minerario – industriale di Pittsburgh. Ammiratore di Jasper John e Robert Rauschenberg e ostile alla pittura soggettiva, sceglie di dedicarsi alla Pop art. Questo concetto circolava da qualche tempo nel mondo dell’arte e si riferiva ad alcuni inglesi che sperimentavano con materiali figurativi tratti dalla vita quotidiana. La prima idea pop di Warhol fu quella di dipingere ritagli di fumetti riprodotti in forma di gigantografie.

Nel 1962, secondo un aneddoto, qualcuno gli suggerì di dipingere un oggetto così familiare e così americano che nessuno vi avesse mai prestato attenzione: “Una scatola di zuppa Campbell”. Warhol comprò una serie di zuppe e si mise al lavoro.

Ma che senso ha l’immagine di una scatoletta di minestra?

Andy Warhol opere più importanti: Campbell soup

Andy Warhol iniziò a lavorare in maniera pittorica tradizionale, per poi accostarsi alla tecnica della serigrafia, un procedimento realizzato attraverso un tessuto di seta fissato a un telaio e reso impermeabile in tutte le parti che non devono lasciar filtrare il colore.

Questa tecnica si è poi rivelata la preferita dell’artista, utilizzata per ritrarre personaggi celebri (Elizabeth Taylor, Elvis Presley e Mao Zedong), immagini di cronaca (disastri stradali, sedie elettriche vuote e ritratti di condannati a morte) e della storia dell’arte (Ultima cena di Leonardo).

andy warhol campbell soup
Campbell: Andy Warhol special edition. Credit: Jonn Leffmann

Le scatole di zuppa erano dipinte in maniera così accurata e dettagliata che tutti si domandavano il senso di dipingere in modo cosi analitico un oggetto così banale. Grazie ad Andy Warhol, la zuppa Campbell diventò un simbolo di una società consumatrice, con implicazioni psicologiche e sociologiche.

La scatola rappresentava una società moderna che produceva elementi preconfezionati uguali per tutti. Il bello degli Americani, per Warhol, era l’american way of life, in cui l’uguaglianza si manifestava in uguali possibilità per tutti.

Ma qual è la differenza tra un oggetto qualsiasi e un oggetto industriale? Il secondo contiene in sé la sua destinazione: il consumo entro un contesto economico di riferimento. Warhol, un giorno, scrisse: “Il denaro per me è il momento. Il denaro è il mio umore”. Con queste parole l’artista rivela anche la sua piena consapevolezza della mercificazione di se stesso.

Andy Warhol utilizzò il processo serigrafico anche con la Coca – Cola: “Ciò che è straordinario in America, è che è il primo paese dove succede che i consumatori più ricchi acquistino, di fatto, le stesse cose che acquistano i più poveri”!

Lo sdoppiamento o la moltiplicazione meccanica dei soggetti si configura come rappresentazione della sostituibilità e riproducibilità assolute, che conducono ad un’inevitabile crisi del concetto di valore e dell’inesauribile disponibilità di beni di consumo.

Andy Warhol morì, nel 1987, ma aveva già incontrato la morte nel ’68, quando era stato ferito da un colpo di pistola sparato da una squilibrata in preda alla rabbia. Evitò gli ospedali, proprio per la paura di non uscirne più vivo, ma nel 1987 un’operazione alla cistifellea divenne inevitabile. L’intervento andò bene, ma durante la notte insorsero delle complicazioni fatali che avverarono tutte le paure di Andy. La vera fine dell’icona arrivò dopo quasi 20 anni dalla prima morte.

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