Una delle tecniche più divertenti da sperimentare insieme ai bambini o ai ragazzi, è sicuramente il dripping. Occorrono solamente un grande cartoncino o un vecchio lenzuolo bianco, uno spazio possibilmente all’aperto, tanti colori e pennelli e via al divertimento!

Prima di sperimentare però, osserviamo gli esempi di Action Painting e di dripping più famosi della storia dell’arte.

Jackson Pollock, Blue Poles: Number 11, 1952
Jackson Pollock, Blue Poles: Number 11, 1952

Scheda tecnica dell’Action Painting

In cosa consiste? L’Action Painting viene tradotta in italiano come pittura d’azione. Si tratta di uno stile pittorico nel quale il colore viene applicato sulla tela con un metodo gestuale ed energico. Il colore viene lanciato o fatto gocciolare direttamente sul quadro.

In quali anni e dove si sviluppò? Questo stile si diffuse in America tra gli anni ’40 e gli anni ’60. Il termine “Action Painting” venne coniato dal critico statunitense Rosenberg nel 1952 che scelse questa definizione per comunicare l’importanza del gesto e del procedimento in questo genere di pittura.

La tecnica del dripping.

Cos’è il drippingIl dripping è la tecnica utilizzata per la realizzazione delle opere di Action Painting. Il procedimento, molto semplice ma fondamentale, consisteva nel far gocciolare i pennelli intrisi di pittura direttamente sulla tela, quasi sempre stesa a terra e di grande formato. L’artista si muoveva attorno alla tela, quasi danzando e seguendo un ritmo immaginario. Il pittore Jackson Pollock fece di questa tecnica la sua cifra stilistica e la paragonò alle danze sciamaniche degli indiani nativi americani.

Jackson Pollock.

Jackson Pollock è stato uno dei maggiori esponenti dell‘Action Painting. Abolì il cavalletto, preferendo dipingere appoggiando la tela a terra e facendo colare le vernici dall’alto attraverso la tecnica del dripping.

La firma di Jackson Pollock
La firma di Jackson Pollock

Nel corso della sua sperimentazione, l’artista fece degli studi sulle tradizioni dei nativi americani e si accorse che le danze e le preghiere che questi facevano attorno al fuoco, potevano essere paragonate ai movimenti spontanei che lui stesso compiva nel dipingere un quadro. Il pittore era quindi come uno sciamano che seguiva il suo istinto, il procedimento era più importante del quadro finito. Con questo tipo di pittura l’artista poteva esprimere tutta la sua energia e le sue emozioni, senza seguire schemi o limiti.

Jackson Pollock, Convergence, 1952
Jackson Pollock, Convergence, 1952

L’Action Painting per i bambini e i ragazzi

Action Painting per i bambini: da provare subito!
Action Painting per i bambini: da provare subito!

Un approccio pratico all’arte non solo aiuta a fissare nella mente i concetti teorici ma stimola all’espressione personale e promuove spunti per la costruzione di un’identità personale positiva e sicura.

La natura spontanea e istintiva di questa tecnica e l’approccio diretto con il colore, rendono questo stile particolarmente indicato per bambini e ragazzi (ma anche gli adulti possono trovare grandi soddisfazioni!). Unico requisito fondamentale per sperimentare questa modalità di pittura è la libertà d’espressione.

L’estate è la stagione adatta per sperimentare le grandi superfici dell’Action Painting senza sporcare troppo. Prediligete colori atossici e spazi aperti dove poter creare liberamente le vostre opere d’arte!

Se volete, inviateci i vostri lavori, saremo felici di pubblicarli!

Comments to: Action Painting: teoria e…pratica!

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Ultimi articoli

    Cosa intendiamo comunemente per accessibilità museale? Quando un museo è veramente accessibile? Siamo soliti pensare all’accessibilità museale come superamento delle barriere architettoniche che permettono l’accesso fisico e senza ostacoli al museo. Certamente per accessibilità intendiamo un accesso e una visita agevole negli ambienti museali ( ascensori al posto di ostiche gradinate, vetrine alla giusta altezza, […]

    Ultimi commenti

    Tag Cloud