Conoscete #smallmuseumtour? Ora non avete più scuse… scoprite insieme a noi che cos’è e come si partecipa a questa splendida iniziativa dell’Associazione Piccoli Musei grazie a Ilenia Atzori, una delle coordinatrici insieme a Caterina Pisu, del progetto.

Musei e Twitter: che cos’è #smallmuseumtour?

Nell’ambito delle iniziative messe in campo da associazioni, blog e musei (ricordiamo #artbtweets, #followamuseum ecc) è balzata ai miei occhi da un po’ di tempo a questa parte quella dello #smallmuseumtour. Dopo un primo momento di indecisione ho deciso di approfondire e scoprire cosa si celava dietro a questo hashtag …. Un mondo bellissimo! Fatto di direttori e responsabili di museo competenti, coordinatori che coordinano, associazioni che uniscono, appassionati che partecipano!

Nasce da qui, dalla partecipazione ai tours e dalla conoscenza con la coordinatrice dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei, la volontà di far scoprire anche a voi questo progetto, scoprirlo però da una prospettiva privilegiata…direttamente dalle parole di Ilenia Atzori.

Leggete la prima parte della sua intervista, ribattezzata, per noi #zebreburlone, intervista-papiro! 😀

Ilenia Atzori ci presenta #smallmuseutour… e non solo!

#smallmuseumtour, Associazione Nazionale Piccoli Musei

  • Siamo davvero curiosi di addentrarci in questa iniziativa: che cos’è dunque #smallmuseumtour e da chi è promosso? 

#smallmuseumtour è il tour virtuale dei piccoli musei italiani, su Twitter. Ogni settimana viene presentato, attraverso 8 immagini e relative didascalie, un museo diverso; a condurre il tour, il responsabile incaricato dal museo (che molto spesso è lo stesso direttore, oppure il responsabile per la comunicazione) ed uno degli account dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei: @PiccoliMusei e @PiccoliMusei2.

#smallmuseumtour nasce nel maggio dello scorso anno, da un’idea della dott.ssa Caterina Pisu, coordinatrice nazionale dell’APM, sulla scia del successo e delle relazioni che sono venute a crearsi durante la precedente #MuseumWeek, evento internazionale promosso a marzo, su Twitter, da alcuni tra i musei più importanti al mondo.

Lo scopo di #smallmuseumtour non è solo quello di promuovere un piccolo museo. Da un lato, c’è il desiderio di stimolare l’utilizzo dei social network come strumento per la promozione delle proprie attività, in modo creativo. Dall’altro, quello di portare il museo oltre i propri confini, verso un punto di incontro con un pubblico più vasto rispetto a quello abituale, provando a creare anche delle relazioni che superino il virtuale. Mi spiego meglio…

Non sempre abbiamo la possibilità di raggiungere un museo, e le ragioni possono essere diverse: distanza e relativi costi di viaggio e soggiorno, malattia, disabilità, limitazioni alla propria libertà di movimento. O, magari, più semplicemente, non sappiamo della sua esistenza. E, viceversa, come potrebbe un piccolo museo, con budget evidentemente ridotti da destinare alla promozione e comunicazione delle proprie attività, farsi conoscere al di là dei confini locali (che, spesso, non coincidono nemmeno con quelli regionali)? L’uso dei social permette di abbattere questo genere di barriere, e di modificare la percezione stessa che il pubblico ha dei musei, e dei punti di interesse culturale in genere.

Come associazione, puntiamo molto su diversi temi complementari, come ad esempio l’accoglienza (non per nulla, il nostro Presidente è il Prof. Giancarlo Dall’Ara, uno dei massimi esperti sul tema, in Italia), la comunicazione, il legame tra piccolo museo ed il territorio cui appartiene. Con questa iniziativa, si è voluto porre l’accento anche su un altro dei temi che ci stanno a cuore: il ruolo sociale dei musei.

Se vi state chiedendo cosa significhi “piccolo museo”, vi anticipo subito che non si tratta necessariamente di una questione di dimensioni. Per piccolo museo intendiamo, ad esempio, un museo che racconti la storia, le tradizioni, l’arte, la gastronomia di una città, di un paese, di un borgo, del quartiere di una città oppure di una famiglia o un personaggio storico del luogo. Una struttura, insomma, che abbia un profondo legame col territorio che lo ospita e con la sua popolazione, che perderebbe di significato fuori dal contesto che lo caratterizza. I musei di questi tipo rappresentano la maggior parte del patrimonio museale italiano, eppure gran parte della normativa del settore non è pensata per loro. Persino l’ultima Riforma del Mibact sembra relativa solo ai grandi musei/poli museali italiani. Il nostro obiettivo è quello di portare una progressiva attenzione verso i piccoli musei, anche da parte delle Istituzioni, in modo che si cerchi di produrre una normativa più adeguata alle loro esigenze. Desideriamo, inoltre, che i piccoli musei non perdano la loro identità, perché rappresenta un punto di forza, che li rende autentici, “genuini”. E #smallmuseumtour ci aiuta anche in questo.

 

  • Musei e social: favorire la partecipazione di tutti, un obiettivo possibile. Ci spieghi quali sono le “regole” da seguire per partecipare a #smallmuseumtour?

 

Il bello di #smallmuseumtour è che le uniche “regole” da seguire sono: scegliere le 8 immagini che più rappresentano l’identità ed il carattere del museo, scrivere 8 didascalie che le raccontino, ed inviarci tutto prima del tour, in modo che possiamo adattare immagini e testi alle esigenze di Twitter (principalmente, 140 caratteri – tag incluso – e foto non troppo pesanti, per velocizzarne l’upload e la visualizzazione). Per il resto, è solo necessario avere un account Twitter, collegarsi nel giorno stabilito per il tour ed utilizzare il tag #smallmuseumtour sia per le domande che nelle risposte. In questo modo, è più semplice ritrovare domande o commenti, durante il tour, ed aggiornare la tagboard che abbiamo creato apposta per coloro che, a causa di impegni o altri motivi personali, non possano partecipare al tour negli orari stabiliti (di solito, dalle 15 alle 16; nel caso si svolgesse in orari diversi, ne diamo comunicazione nei giorni che precedono il tour).

Ci sarebbe anche una regola per Twitter e per la connessione (non crashare nè piantarsi), ma non sempre viene seguita…

 

  • Quindi…Chi può partecipare? E a quale target di pubblico vi rivolgete?

 

Sembrerà banale, ma ci rivolgiamo a tutti coloro che desiderano trascorrere un’ora alla scoperta di un pezzetto del nostro patrimonio culturale. Solitamente, #smallmuseumtour è seguito dagli stessi musei (le cui domande riguardano spesso gli aspetti più tecnici, relativi alla gestione ed ai finanziamenti, ma non solo), archeologi, esperti in didattica, appassionati d’arte, museum addicted (sembra strano, ma girano in rete -e non solo- pericolosi individui con una smodata passione per i musei!), studenti e… zebre!

Potrete verificare personalmente, partecipando al prossimo appuntamento; si va in Sardegna, nella regione del Sulcis, in una città che deve il suo nome al materiale estratto dalle sue miniere: Carbonia. Vi accompagneremo al Museo del Carbone, la ex Grande Miniera di Serbariu!

 

  • Abbiamo a disposizione tanti social, Facebook e Twitter i più diffusi. Perché avete scelto proprio Twitter per dar vita a questa iniziativa?

 

Premetto che consideriamo i social network degli strumenti di comunicazione favolosi, se saputi utilizzare adeguatamente, e ne promuoviamo il loro utilizzo in maniera consapevole. Dopo la #MuseumWeek abbiamo avuto modo di fare alcune considerazioni, che in realtà avevamo già fatto in precedenza: Twitter era un canale ancora poco utilizzato dai musei italiani. Dopo marzo, però, gli account hanno cominciato ad aumentare, ed era anche tanta la voglia di scoprire nuovi musei. Inoltre, si tratta di un canale che permette una comunicazione più immediata, grazie al vincolo dei 140 caratteri che costringe alla sintesi, e le interazioni restano legate tra loro.

Inoltre, su facebook avremmo dovuto creare una pagina apposta per l’evento, ed avremmo avuto post lunghissimi, che difficilmente sarebbero stati letti dall’inizio alla fine. Su Twitter, puoi anche scegliere l’immagine, o la domanda che più ti interessa, e leggere solo i tweet relativi a quell’argomento. Abbiamo scelto, in sostanza, il social che facilitava la gestione del tour virtuale, e la sua successiva consultazione. E dato che, quando abbiamo iniziato, gli account museali non erano tantissimi, abbiamo pensato di promuoverne l’utilizzo attraverso un’iniziativa che ne mostrasse a pieno le potenzialità. Il nostro primo #smallmuseumtour si è svolto il 12 maggio 2014, con il Museo del Bottone di Santarcangelo di Romagna, del quale abbiamo convinto il direttore, Giorgio Gallavotti, ad iscriversi su Twitter: è stato semplicemente fantastico!!

Ma non finisce qui… La didattica nei Piccoli Musei???

Non potevamo non sottoporre a Ilenia una bella domanda sulla didattica museale. Pensate sia assente nei Piccoli Musei? Siete convinti che non ci siano iniziative degne di nota? Be’ vi sbagliate di grosso… Dovrete aspettare il prossimo articolo ( ma ne vale assolutamente la pena!)  per scoprire tutte le iniziative messe in atto dai Musei che hanno aderito allo #smallmuseumtour raccontate da Ilenia 😉

Stay tuned e seguite #smallmuseumtour !!!

 

Per ulteriori informazioni o approfondimenti:

http://piccolimusei.weebly.com

http://piccolimusei.blogspot.it

 

 

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Comments to: #smallmuseumtour: i musei nell’era di Twitter!
  • 6 Febbraio 2015

    Bellissima iniziativa e articolo super interessante! Grazie!

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    • 6 Febbraio 2015

      Grazie mille Roberta! #smallmuseumtour mi piace davvero tanto e per questo ho deciso di proporlo su zebrart ! Io e Ilenia ci abbiamo lavorato molto su questo articolo e dunque mi fa doppiamente piacere che sia interessante te 😉 A breve sarà online anche la seconda parte… ti aspetto! 😀

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