Cosa sarebbe il Neoclassicismo senza le sue opere? Scopriamo l’artista Jacques-Louis David e le opere con un riassunto!

Jacques-Louis David opere neoclassiche dalla bellezza immortale

Ci sono opere d’arte ormai entrate a far parte dell’immaginario collettivo, non solo perché rappresentano al meglio i valori di un’epoca e di un paese, ma anche per la loro capacità di veicolare valori universali quali la perfezione formale, l’equilibrio e l’armonia.

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Jacques-Louis David, La morte di Seneca, 1773.

Uno degli artisti neoclassici per eccellenza è sicuramente Jacques-Louis David, pittore francese vissuto tra il 1748 e il 1825. Avevamo già parlato di Antonio Canova e di Amore e Psiche, una delle sue opere più celebri: le differenze tra i due autori sono significative sebbene entrambi rappresentino i vertici artistici di quel periodo.

Formazione e opere di Jacques-Louis David, riassunto!

Una tappa significativa della carriera di David è certamente costituita dal viaggio realizzato in Italia dal 1775 al 1781. Il giovane artista, infatti, reduce da una rigida formazione di gusto rococò con François Boucher e di stampo chiaramente accedemico con Joseph-Marie Vien, il contatto con l’arte classica da una parte e con i grandi Michelangelo, Raffaello, Caravaggio dall’altra hanno contribuito ad arricchire il suo già importante bagaglio culturale.

Il lungo viaggio lo portò a Torino, Milano, Genova, Verona, Bologna, Firenze, Roma e Napoli. Durante quegli anni straordinari, David riconosce e impara ad apprezzare l’importanza della luce, inizia a studiarne gli aspetti pratici insieme alle opere di Raffaello.

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Jacques-Louis David, Belisario che riceve l’elemosina, 1781. Olio su tela, 288 x 312 cm, Lille, Musée des Beaux Arts.

Una delle opere che potremmo addurre come risultato di questo lungo soggiorno in Italia, realizzata al suo ritorno in Francia, è Belisario che riceve l’elemosina del 1781 che ha fatto la storia della pittura a olio su tela . La scena è descritta con chiarezza e immediatezza: Belisario, generale bizantino caduto in disgrazia, anziano e ormai cieco, viene riconosciuto da un soldato che aveva combattuto nel suo esercito. Quest’ultimo viene ritratto nel momento in cui riconosce il vecchio generale, in preda al più profondo stupore. Belisario, nello stesso momento, sta ricevendo la caritatevole elemosina di una giovane donna; l’opera propone un innegabile insegnamento morale perché se da una parte mette in guardia contro la bellezza effimera della gloria, allo stesso tempo ci fa riflettere sulla compostezza e sulla dignità mantenuta dal protagonista.

Jacques-Louis David e Napoleone al Gran San Bernardo

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Jacques-Louis david, Napoleone al Gran San Bernardo, 1800. Olio su tela, 260 x 221 cm.

Nel corso dei vent’anni successivi la storia della Francia è contrassegnata da innumerevoli sconvolgimenti politico-sociali e lo stesso David dovette scontare un periodo di reclusione. Tutto ciò si riflette anche sulla sua pittura tanto da portarlo ad allontanarsi dalla severità delle opere storiche (per esempio: Il giuramento degli Orazi) per affrontare i soggetti con un afflato leggermente più romantico, inteso nell’accezione storica del termine. 

Napoleone che valica il San Bernardo rappresenta certamente un esempio di quanto detto. Napoleone non posò per l’artista che per circa tre ore, convinto che l’opera non dovesse rappresentare le sue fattezze quanto testimoniare la grandiosità delle sue gesta. Napoleone è ritratto in maniera volutamente idealizzata e i nomi incisi sulle rocce collocano il condottiero nel solco di una gloriosa tradizione. 

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