Chiedersi l’importanza del ruolo dell’arte nei processi educativi significa anche interrogarsi sui compiti che la disciplina deve assolvere a scuola. Ci sono tantissimi studiosi che hanno affrontato l’argomento: senza pretesa di esaustività, vi propongo delle riflessioni tratte da un libro che vi consiglio di leggere, scritto da Chiara Panciroli e intitolato Le arti visive nella didattica. È un testo che non può mancare nella vostra libreria!

Che cos’è l’arte?

Alla domanda “che cos’è l’arte?” è molto difficile trovare una risposta. Ciò che in questo ci interessa, tuttavia, non è trovare una definizione precisa del termine ma capire come l’arte può essere impiegata per arricchire e potenziare i processi educativi a partire dall’infanzia.

laboratorio materiali carta origami

L’arte, è molto più di un oggetto: è un percorso che non deve necessariamente portare a conoscere ogni dettaglio storico, iconografico, tecnico delle opere d’arte.

Certo, quello è un approccio importante per chi ha deciso di studiare storia dell’arte a livello accademico. In quel caso non si può prescindere da una conoscenza molto approfondita di ogni aspetto della produzione di un’opera e del contesto storico in cui essa è avvenuta! Ma quando parliamo del ruolo dell’arte nei processi educativi ci riferiamo ad altro.

Che rapporto c’è tra arte e conoscenza?

Quando ci riferiamo all’arte come strumento educativo ci stiamo riferendo alla necessità di utilizzare metodologie e prodotti artistici per finalità trasversali. Eresia? Non necessariamente!

L’arte può essere un’occasione di incontro e contaminazione con tutto ciò che ci circodanda.

Educare all’arte significa condurre i bambini e i ragazzi verso esperienze conoscitive di fascinazione, stupore, che a volte hanno caratteristiche ambigue e di mistero. La parola ambiguità nel linguaggio comune ha un’accezione negativa, ma in questo caso va intesa come qualcosa che non si svela mai completamente e che si presenta differente per ognuno di noi. È proprio questo sforzo di entrare in contatto con l’altro e con l’arte che permette di vivere il sentimento della scoperta.

Il sentimento della scoperta nei processi educativi

materiali per attività con i bambiniForse noi adulti lo abbiamo dimenticato, ma in realtà il sentimento della scoperta è un’emozione bellissima.

Vi ricordate la prima volta che siete riusciti a suonare un’intera canzone con il vostro strumento? O quella volta che avete ascoltato una poesia bellissima? Ecco. Questi sono esempi molto banali ma che ci danno immediatamente l’idea di quella sensazione di svelamento, di comprensione, che rimane dentro di noi a lungo! Per i più piccoli, questa sensazione può essere uno strumento non solo per veicolare nozioni ma per stimolare un approccio fertile e reattivo alla realtà che li circonda. 

L’approccio alle opere d’arte non deve necessariamente generare un significato univoco ma dovrebbe essere utilizzata come pretesto per creare una dimensione libera e informale, in cui ognuno possa pensare liberamente. Ben vengano le aperture al dubbio, le domande senza una risposta: è così che si crea uno scambio, un dialogo e possono essere elaborati significati condivisi.

Non a caso utilizziamo la parola “pretesto”: l’arte può essere l’occasione per sviluppare l’individualità dei bambini e dei ragazzi, nonché la loro creatività!

 

Che cos’è la creatività?

materiali per attività a scuolaQuando parliamo di una persona creativa solitamente ci riferiamo una persona estrosa, fantasiosa e con una buona manualità. In realtà il termine è da intendersi in maniera molto più ampia.

La creatività non è prerogativa dei geni ma in generale di chi “combina, immagina, modifica e realizza qualcoa di nuovo”, come afferma Wygosokij. Secondo Winnicott, la creatività è una predisposizione naturale e universale, appartiene al fatto di essere vivi e al modo in cui l’individuo incontra la realtà esterna. Per alcuni autori della Gestalt, la creatività è una facoltà mentale caratterizzata da originalità di idee e fluidità concettuale, che chiamano “pensiero divergente”.

Per Piaget la creatività è parte dell’intelligenza e si esprime come livello elevato di questa. Secondo questa teoria,  ripresa anche da Bruno Munari, il bambino non è più creativo dell’adulto ma pensa in modo diverso. Questo è possibile perché non ha ancora interiorizzato le informazioni che permettono agli adulti di agire in modo socialmente condiviso.

La creatività è un atteggiamento, un modo per affrontare i problemi e utilizzare il sapere.

In che modo l’arte rende creativi?

L’opera d’arte rappresenta dunque il mezzo per scoprire il mondo che ci circonda in modo personale e attivo. Farsi domande, ascoltare gli altri, imparare a osservare: sono azioni che possono essere applicate a qualunque branca del sapere e che possono essere esercitate attraverso l’utilizzo dell’arte nei processi educativi.il ruolo dell'arte nei processi educativi

Un elemento molto importante, su cui si concentra molto Munari, è infatti la capacità di creare relazioni. Avete mai provato a leggere il suo famosissimo testo Fantasia? È un inno alla libertà, intesa non come voglia di fare ciò che si vuole, ma come possibilità dell’individuo di spaziare da un argomento all’altro per creare relazioni, collegamenti, suggestioni.

Tutto questo ci arricchisce. Arricchisce la nostra visione delle cose, il nostro modo di interpretare il mondo e di pensarci all’interno di esso. Non è solo alla base della cultura di tipo umanistico ma è il fondamento del pensiero libero, non condizionato dall’esterno.

Ecco perché il ruolo dell’arte nei processi educativi deve essere importante! Perché è anche attraverso l’arte che possiamo stimolare le nuove generazioni a essere creative, libere. Migliori di noi, si spera.

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