Quest’anno scolastico, così come quello passato, ha visto un aumento dell’utilizzo della didattica a distanza: quali sono gli strumenti digitali per le videolezioni veramente utili ed efficaci? Cerchiamo di scoprirli insieme!

Perché tanta attenzione agli strumenti digitali?

Un sociologo molto noto, Marshall McLuhan, ha scritto un libro dal titolo Gli strumenti del comunicare (1964). La prima frase è breve e al tempo stesso significativa: il medium è il messaggio. 

Con questa espressione ormai famosissima, McLuhan ci sta dicendo che ogni medium influenza la comunicazione grazie alle sue stesse caratteristiche e peculiarità. Non esistono media “neutrali”, ognuno di questi indirizza la comunicazione secondo determinate modalità a secondo di come è stato progettato. Allo stesso modo, ogni mezzo induce nell’utilizzatore finale un determinato comportamento, modi di pensare, reazione.

Per esempio, la televisione è un mezzo di comunicazione unidirezionale, in cui la comunicazione è prodotta da poche persone e viene fruita da molte. Proprio per questa ragione non favorisce il confronto e lo scambio. Piuttosto, il telespettatore assiste passivamente al dispiegarsi di show, approfondimenti, programmi e pubblicità senza né potersi opporre né poter scegliere.

bambini e televisione
Se rapportiamo alla didattica a distanza questa riflessione, dunque, capiamo che è fondamentale scegliere lo strumento digitale giusto a seconda delle nostre esigenze didattiche e anche in base alle caratteristiche di apprendimento dei bambini e dei ragazzi oggi.

Il nostro obiettivo non è quello di difendere a spada tratta la DAD: nessuno crede che la didattica in presenza diventerà mai obsoleta o inutile. Tuttavia, finché l’emergenza sanitaria sarà una realtà è necessario fare i conti con la capacità di dare la migliore istruzione possibile ai nostri ragazzi e ai nostri bambini. Anche a distanza, ovvio.

Didattica a distanza: strumenti utili per le videolezioni

Ci sono tantissimi strumenti digitali per tenere una videolezione, i più noti sono Zoom, Google Meet, WeSchool, Microsoft Team. Ognuna di queste piattaforme, però, ha delle caratteristiche particolari, che la rende più adatta a determinati usi.

Per esempio, spesso gli insegnanti di musica preferiscono utilizzare Zoom perché hanno sperimentato che i tempi di latenza sono inferiori alla media e che l’audio è migliore.

Come potete vedere in questo video, le possibilità che Zoom fornisce sono tantissime, possiamo modificare lo sfondo, programmare una lezione, far accedere gli alunni con una password per una maggiore sicurezza, condividere lo schermo, chattare in real time e molto altro!

Nel caso di WeSchool, la situazione è più complessa perché si tratta di una piattaforma che dà la possibilità di organizzare una videolezione ma anche di gestire una classe virtuale. Lo sapevi che è possibile registrare la lezione? O anche vedere insieme agli studenti un filmato?

Grazie a questo tutorial vedrete tutte le altre funzionalità, per esempio come registrarsi, come creare un gruppo, condividere materiale offline, ovvero proveniente dal nostro computer, oppure proveniente da fonti online (come youtube, per esempio), creare verifiche e test di varie tipologie.

Whereby è poco utilizzata dagli insegnanti ma, al contrario, riscuote molto più successo nelle aziende e i contesti lavorativi. L’interfaccia è molto semplice da usare e la grafica curata e gradevole, tuttavia non permette a più di 4 utenti di collegarsi contemporaneamente a meno che non si utilizzi un profilo a pagamento… Piuttosto limitante!

Microsoft Teams, invece, permette di creare dei veri e propri gruppi di lavoro. È molto utilizzata sia dalle aziende che hanno sperimentato il lavoro a distanza e che hanno bisogno di tenersi costantemente aggiornati, sia dalle classi. Consente di condividere una chat, contenuti multimediali e di avviare videoconferenze. È possibile scaricare un software gratuito oppure utilizzare la versione online. A Teams sono connesse una serie di altre app Microsoft che rendono l’esperienza più completa, come Evernote o Polly, utili per condividere appunti e testi e per ricevere feedback.

Idee e suggerimenti per una videolezione efficace

Non dimentichiamo, però, che la scelta dello strumento digitale adatto non rende automaticamente efficace la nostra lezione.

Chiunque abbia sperimentato la didattica a distanza sa bene che non basta avere un microfono e una webcam: le competenze richieste sono ben altre! E soprattutto: è necessario che la progettazione della didattica a distanza avvenga in modo consapevole.

La soluzione è forse “convertire” una lezione dal vivo in una videolezione? Purtroppo no! 

È necessario ripensare fin dal principio l’azione didattica: rimodulare gli obiettivi, ridefinire le modalità, gestire diversamente i tempi. La progettazione in digitale e quella in presenza non sono interscambiabili!

Se siete interessati a scoprire come poter progettare contenuti didattici in digitale davvero efficaci vi potranno tornare utili gli articoli su didattica digitale e lezioni a distanza, il nostro progetto sui percorsi interdisciplinari digitali, qualche spunto sull’insegnamento a distanza di arte e immagine, sulle modalità con cui formarsi e aggiornarsi continuamente.

Continuate a seguirci: la sezione è in costante aggiornamento!

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