La mostra dal titolo “Amedeo Modigliani et ses amis” attualmente in corso a Pisa, presso Palazzo Blu, è un’ottima occasione per approfondire la conoscenza di altri due grandi artisti che hanno vissuto a Parigi nello stesso periodo: Costantine Brancusi e Chaim Soutine.

Entrambi amici di Amedeo Modigliani, i due artisti sono molto diversi tra loro.

Chaim Soutine e Constantin Brancusi
C. Soutine, Il bue squartato, 1925.

Chaim Soutine, lituano, nacque in una famiglia molto povera. Si trasferì a Parigi nel 1913 dove iniziò una vita dura, nella miseria e in condizioni igieniche disastrose. Per sbarcare il lunario lavorava come facchino nelle stazioni, era molto timido e impiegò anni per farsi degli amici tra i quali ricordiamo lo stesso Modigliani. Un incontro fortunato gli cambiò la vita: nel 1922 conobbe un medico molto ricco, collezionista e amante dell’arte, che comprò molte delle sue opere. Soutine affittò allora uno studio nel quale realizzò alcune delle opere più stupefacenti della sua carriera. L’artista lituano dipinse soprattutto paesaggi, dai colori cupi, che sembrano evocare un’imminente tempesta; nature morte, composte soprattutto di animali, bestie da macello e pesci perché attratto dai processi di decomposizione e di corruzione, dal passaggio dalla vita alla morte; ritratti di persone comuni, fattorini, postini, cuochi, con indosso la divisa usata durante il lavoro, se li guardiamo attentamente noteremo come anche questa parte della sua produzione è contraddistinta dalla ricerca dell’anomalia: i volti sono lividi, scorticati, a volte deformati.

Chaim Soutine e Constantin Brancusi
C. Brancusi, La Maiastra, 1912.

Niente di tutto ciò può essere trovato nelle sculture del rumeno Constantin Brancusi, che ha iniziato il suo percorso di formazione ispirandosi ad Auguste Rodin, distaccandosene in seguito. Studiò la scultura africana e quella popolare rumena. Le superfici delle sue opere sono lisce, levigate, le forme sempre essenziali e pure. Brancusi lavorava in un ambiente quasi asettico, ordinato, interamente dipinto di bianco e permetteva a pochissimi eletti di entrarvi. I temi sui quali si concentrò riguardarono le teste, gli uccelli ridotti in forme tanto scarne da rasentare l’astrazione, gli abbracci di amanti. Un elemento molto importante del suo lavoro va identificato in un trattamento particolare riservato alla base delle sculture, che fa assorbire lo zoccolo all’interno della scultura, tanto che in certe opere si finisce col perdere la distinzione tra i due elementi.

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