Cosa intendiamo comunemente per accessibilità museale? Quando un museo è veramente accessibile?

Siamo soliti pensare all’accessibilità museale come superamento delle barriere architettoniche che permettono l’accesso fisico e senza ostacoli al museo. Certamente per accessibilità intendiamo un accesso e una visita agevole negli ambienti museali ( ascensori al posto di ostiche gradinate, vetrine alla giusta altezza, corridoi tra le opere abbastanza ampi da permettere il movimento della sedia a rotelle) ma accessibilità non è solo questo.

Accessibilità museale: barriere architettoniche e non solo.

Il tema dell’accessibilità museale è complesso e molto articolato: si deve necessariamente fare i conti con aspetti legati alla fruibilità del museo, dei suoi contenuti anche rispetto ai differenti pubblici, con diverse esperienze e aspettative, con diversi e variegati bisogni e grado di soddisfazione.

Questione che quindi riguarda la struttura architettonica del museo e coloro si occupano di adeguamenti ( la normativa italiana è attiva già in questo senso dal 1978 con i primi decreti in cui si regolava la costruzione di nuovi edifici pubblici secondo norme di accessibilità – D.P.R. n 384) ma anche i professionisti che si occupano di comunicazione e servizi educativi.

accessibilità museale e barriere architettonicheIl museo accessibile: contenuti alla portata di tutti

Occupandoci da anni di didattica museale ci siamo rese conto attraverso l’esperienza diretta che le barriere architettoniche non sono solo certo l’unico ostacolo che rende il museo un luogo “poco accessibile” o in alcuni casi “poco frequentato”.

Certamente dobbiamo fare i conti con il retaggio culturale che oggi, anche attraverso le azioni educative, i musei cercano di abbattere: l’opinione condivisa da molti tra il non pubblico dei musei ci rimanda all’idea di un museo chiuso in sé stesso, elitario, solo per pochi, perché pochi sembrano essere in grado di comprenderne i contenuti.

Parlando anche del pubblico di frequentatori più o meno assidui del museo dobbiamo ricordare che l’esperienza al museo non è la stessa per tutti. Ci sono gli insoddisfatti, ci sono quelli che lo vivono come una realtà lontana, estraniante, ci sono quelli che lo considerano un luogo noioso e da frequentare solo per studio, ci sono quelli che lo trovano incomprensibile e non ritornano, ci sono quelli che lo trovano immobile, quindi dopo la prima volta non ha senso tornare!

Poi ci sono le zebre e tantissimi altri #museumlover come noi che non finirebbero mai di perdersi nel museo camera delle meraviglie, of course!

Ma da cosa dipende il non gradimento dell’esperienza al museo? Dalla sua accessibilità, accessibilità ai contenuti che quindi non è solo legata a barriere fisiche ma a barriere culturali.

Barriere sensoriali, barriere cognitive, barriere culturali: il ruolo dei servizi educativi per l’accessibilità del museo

Come può il museo essere percepito allora come organismo vivo, innovatore, propulsore di cultura, poco autoreferenziale e stimolante?

Un ruolo molto importante lo giocano i professionisti dell’educazione per far arrivare a pubblici diversi ed eterogenei e al non pubblico i contenuti del museo.

In particolare la progettazione dell’offerta educativa si dovrà concentrare sull’abbattimento delle barriere sensoriali e cognitive del pubblico del museo, progettando azioni didattiche volte alla fruizione del museo da parte di pubblico con disabilità sensoriali e/o cognitive.

Entriamo nel dettaglio: il senso maggiormente coinvolto durante una visita al museo è certamente la vista. E allora come si fa ad accedere ai contenuti del museo se si è ciechi o ipovedenti? Ma al museo ci sono anche le audio guide, o altre stimolazioni sonore, filmati con audio, voci fuori campo: e allora se si è sordi come si fa a fruire di certi contenuti?

L’accessibilità ai contenuti per abbattere le barriere sensoriali sono possibili, la professionalità e la formazione in questo senso fanno la differenza. Interventi in questa direzione devono essere necessariamente promossi dal museo.

In Italia ci sono tantissimi esempi di musei che hanno promosso il superamento delle barriere sensoriali, i nostri amici del Museo Statale Omero ad esempio, ve li ricordate?

Corsi online sull’accessibilità museale e la didattica inclusiva

Su questa tematica ci concentremo nell’ultimo appuntamento di Aprile delle Pillole di didattica online EXTENDED.

Martedì 27 aprile ci incontreremo online per iniziare un viaggio attraverso le pratiche di accessibilità e didattica inclusiva con il racconto di tante esperienze diverse per costruire un dialogo partecipato sul tema alla scoperta di pratiche metodologiche per rendere le azioni educative accessibili a differenti tipologie di pubblico.

 

accessibilità museale e didattica inclusiva

martedì 27 aprile 2021 ore 18.00 – Accessibilità museale e didattica inclusiva

durata: 90 minuti

costo: 24,99€

fino ad esaurimento posti, piattaforma Google meet

90 minuti per parlare insieme di accessibilità e di progettazione di azioni educative inclusive al museo attraverso una ricognizione di pratiche e metodologie per la didattica inclusiva e accessibile del museo. Il racconto di esperienze di professionisti sul campo sarà il punto di partenza per un’analisi dello stato attuale delle ricerche in ambito educativo per l’abbattimento delle barriere sensoriali, culturali e cognitive al museo.

ISCRIVITI SUBITO! Accessibilità museale e didattica inclusiva – 27 aprile 2021 ore 18.00

* Effettuando l’iscrizione e completando il pagamento con paypal decidi di donare l’importo all’associazione Zebrart che lo utilizzerà per finanziare interventi educativi nelle scuole, per la ricerca e la condivisione di materiale di studio e attività didattiche gratuite per docenti, educatori museali, genitori e bimbi curiosi di scoprire il mondo attraverso l’arte!

 

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