Chi lavora nel mondo della didattica sa bene che aver studiato a menadito le tappe della visite guidate è senz’altro indispensabile ma saper comunicare con il pubblico più giovane è altrettanto fondamentale: vediamo insieme quali sono i comportamenti da evitare e quali, invece, quelli consigliati nelle visite guidate per ragazzi!

1) Mostrati interessato

Stabilire un rapporto con il loro gruppo è possibile, basta creare un ambiente inclusivo e reattivo, nel quale ogni adolescente possa sentirsi libero di partecipare. Gli educatori, ad esempio, possono chiedere ai ragazzi di condividere qualcosa di sé: le loro precedenti esperienze nei musei, ciò che sanno di arte, che cosa si aspettano di vedere durante il tour. La guida può utilizzare queste informazioni per personalizzare la visita piuttosto che sperare che il gruppo sia disponibile ad assorbire passivamente ciò che egli vorrebbe comunicare.

ragazzi in visita presso un museo

Credits: sito del Comune di Torino

2) Sii diverso, assumiti dei rischi

I ragazzi sono abituati dai professori e dai genitori a fare ciò che viene loro detto e sono tristemente famosi per resistere a tali approcci autorevoli. Crea un piano di parità, non assumere un ruolo da esperto ma comportati da mediatore. Raggira la tradizionale gerarchia insegnante-studente. Invita i ragazzi a diventare parte integrante della visita attraverso espressioni quali: «Scoprire insieme quest’opera» o «Io non so tutto su questo lavoro ma diamo un’occhiata e scopriamola insieme».

 

3) Sii te stesso, non cercare di essere cool

Fai attenzione a non confondere il ruolo di mediatore con quello di loro pari, i ragazzi tendono a prendere le distanze rapidamente da un adulto che cerca di comportarsi come uno di loro.

4) Mettiti nei loro panni

I ragazzi hanno condiviso con gli operatori illuminanti feedback circa la loro prima visita al museo. Ecco alcune delle loro risposte: «L’edificio sembrava ricco e di alta classe», «L’altezza dei soffitti è intimidatoria» e «Ho immaginato ci fosse una barriera tra i giovani e l’arte». I ragazzi camminavano verso la porta d’ingresso con la sensazione che il museo non fosse un posto per loro, sentendolo distante: per questo motivo sembravano sulla difensiva!

ragazzi al museo laboratorio didattico

Credits: www.vitaincamper.it

5) Sii flessibile

I ragazzi si sentono rassicurati quando è evidente che la loro guida ha pianificato la visita nei minimi dettagli ma d’altra parte è importante che l’operatore si dimostri flessibile e disponibile ad accogliere le loro esigenze. Rallenta. Gli educatori nervosi e i ragazzi hanno qualcosa in comune: entrambi preferiscono correre piuttosto che sedersi in silenzio a guardare un’opera.

6) Crea uno spazio sicuro

Il meccanismo di difesa naturale dei ragazzi consiste nel mostrarsi diffidente: braccia incrociate, distanza elevata, occhi che scrutano altrove. Questo, però, non significa che non stiano ascoltando! Le guide che utilizzano un approccio basato sull’indagine invitante creano uno spazio sicuro nel quale tutti possono partecipare. Ponendo domande aperte che promuovono una vasta gamma di risposte, le guide possono star certe di non portare mai a termini due tour perfettamente identici perché ogni visita e ogni gruppo sono unici. Domande come: «Se potessi portare una di queste opere d’arte ad un appuntamento quale sceglieresti, dove vorresti andare, e di cosa vorresti parlare?», o un più tradizionale, «Che cosa vedi quando guardi quest’opere d’arte?» farà ottenere una varietà di risposte.

7) Nessuna risposta è sbagliata

Gli operatori che pretendono come risposte unicamente il “sì” e il “no” stanno segnalando al gruppo che vi è una solo risposta esatta e, di conseguenza, una risposta sbagliata. I ragazzi, per paura di fallire di fronte ai loro coetanei, spesso evitano di rispondere. Risulta quindi più efficace chiedere a ciascuno di loro un parere sulle opere per far sì che esprimano le proprie idee.

9/11 Memorial visite guidate degli studenti

Annalee presso l’installazione di Spencer Finch. Credits: Joshua Bright.

8) Dai valore alle loro risposte

Dà credito a tutte le risposte, nonostante il grado di rilevanza. Le conversazioni inclusive danno la possibilità ai ragazzi di condividere la propria esperienza e la propria storia in riferimento ad un’opera, anche se sono diverse da quello che l’artista intendeva o da ciò che l’operatore conosce. A volte è utile ripetere le risposte ottenute per assicurarsi che tutto il gruppo senta ciò che viene detto, incoraggiando gli altri membri a contribuire. Fai osservare nuovamente l’opera e stimola ulteriori risposte. Emozionati; proponi altre risposte esemplari o sorprendenti e trova sempre il modo appropriato per gratificare chi propone risposte interessanti. L’entusiasmo, ricorda, è contagioso.

 

Questi otto punti sono stati liberamente estratti da un articolo di Krista Dahl Kusuma e Gabrielle Wyrick dal titolo Real Teens, Real Tours: Engagement Strategies for the One-Time Visit pubblicato sulla rivista «The Journal of Museum Education».