Quando si parla di rivoluzioni vengono in mente sempre grandi imprese, personaggi eroici che hanno trascinato popoli, rivolte di piazza e conquiste sociali… Ma facendo un focus nel campo della didattica dell’arte, habitat naturale delle zebre, qual è stata una bella rivoluzione da raccontare?

Laboratori didattici rivoluzionari? Ecco a voi i laboratori tattili!

bambini toccano le tavole tattili nei laboratori didattici

photo credits “I laboratori tattili”, Edizioni Corraini

Vietato non toccare! Questa si che è una rivoluzione per i piccoli ( ma anche per i grandi) visitatori di un museo!
Siamo alla fine degli anni 70, precisamente nel 1977 e Bruno Munari insieme agli esperti di Giocare con l’arte realizza i primi lavoratori tattili per una mostra molto particolare, “Le mani guardano” che giunge a Milano direttamente dal Beaubourg di Parigi. Grandi scatole dove i visitatori potevano inserire le mani per toccare l’interno e scoprire con il tatto di cosa si trattasse.Inedita come prospettiva non credete?

Per la prima volta durante i laboratori didattici ci si è basati assolutamente sul senso del tatto alla scoperta delle sensazioni provocate dal tocco dei diverso materiali.

Toccare per leggere: rivoluzionari testi tattili!

I bambini sperimentano diverse consistenze nei laboratori tattili

photo credits “I laboratori tattili”, Edizioni Corraini

Interessante notare che nel 1922 Filippo Tommaso Marinetti, dopo il famosissimo Manifesto Futurista che segnò la nascita del Futurismo, scrisse il Manifesto del Tattilismo: una nuova estetica basata sul senso del tatto come mezzo di trasmissione di sensazioni.

Ma come si realizza un laboratorio tattile?

Visto che tra le due vie di comunicazione, quella visiva e quella tattile, prevale quella visiva, è bene predisporre ai bambini una stessa forma di materiali diversi. Ad esempio un quadrato di stoffa liscia, un quadrato di velluto, uno ci cartone ondulato e uno di carta vetrata.

In questo modo si può costruire una vera e propria tavola tattile composta da tanti quadrati di consistenza diversa tra loro, e si può giocare a leggere la tavola e, perché no, a comporla, creando dei percorsi sempre diversi!

Per scoprire i materiali e “usare meno” il senso della vista è possibile anche realizzare delle scatole bucate dove si può infilare la manina e scoprire i materiali all’interno che ovviamente non si vedono! Sarà bello inserire all’interno consistenze completamente diverse come il riso (crudo, mi raccomando!), la segatura e la farina e giocare ad indovinare!

Laboratori tattili storici 1977 con Bruno Munari

photo credits “I laboratori tattili”, Edizioni Corraini

Il tatto è un senso davvero importante e come ci si allena a saper guardare e a saper ascoltare, sarà bellissimo esercitarsi a “saper toccare”!