Imparare le tabelline è sempre un problema, soprattutto quello del 7 e dell’8… ecco allora un’idea di laboratorio artistico con le tabelline che parte dal metodo del professor Bortolato per poi ampliarsi alle diverse materie creative che la scuola propone.

Il professor Bortolato suggerisce di accostare il bambino allo studio delle tabelline stimolando la sua memoria non solo per ciò che concerne la ripetizione dei numeri, ma anche stimolando la sua memoria visiva, facendo cioè diventare i numeri delle immagini.

Partendo da questa idea, in una classe terza, si è proposto un laboratorio che passando attraverso lo studio delle tabelline portasse il bambino a sviluppare le sue capacità creative e soprattutto gli mostrasse quale poteva essere per lui la strada migliore per memorizzare numeri.

Laboratorio con le tabelline: gruppo di lavoro, cartoncino, associazioni libere e… i numeri diventano immagini!

All’inizio la classe è stata divisa in piccoli gruppi, il lavoro di gruppo in questo caso non era considerato come un lavoro da svolgere tutti insieme, ma come il lavoro del singolo individuo che con il gruppo può confrontarsi, prendere idee, ma poi sviluppare la propria idea di lavoro.

Ovviamente questo è un traguardo importante da raggiungere ed è fondamentale lavorare fin dalla prima sulla classe e sulle relazioni del gioco e del lavoro perchè ogni bambino impari a conoscersi e a conoscere i compagni e si senta parte di un gruppo in cui è accettato e accolto, ma in cui può sviluppare il proprio percorso: i compagni suggeriscono, aiutano, ascoltano, ma poi sono io che decido quale sarà il percorso che andrò ad intraprendere perchè ogni peculiarità è fondamentale per tutti.laboratorio artistico sui numeri

Il primo incontro ad ogni bambino è stato dato un cartoncino e gli è stato chiesto di dividerlo in dieci parti, non erano importanti forma e grandezza l’importante era che potessero contenere un disegno chiaro e fossero “belle” per chi le costruiva e doveva poi utilizzarle.

Finito di tagliare su ogni cartoncino veniva scritto un numero e dalla parte opposta ogni bimbo disegnava ciò che il numero gli ricordava, ad esempio un bambino disse che l’8 gli ricordava una maschera di Carnevale quindi dietro al cartoncino 8 disegnò una mascherina di Carnevale.

Fino a questo punto il metodo ripercorre i passi del professor Bortolato, una volta però finito di disegnare il laboratorio ebbe inizio.

L’obiettivo era far sperimentare ad ogni bambino diversi tipi d’intelligenza che contraddistingono il genere umano per riuscire a scoprire quale fosse quella che meglio gli permetteva d’imparare.

Se durante la presentazione della tabellina dell’otto, come sempre si fa a scuola, avevamo sviluppato l’intelligenza logico-matematica ora cercavamo invece di puntare l’attenzione su quella spaziale.

Alla fine dovevano colorare le immagini incollandovi sopra dei materiali ritagliati tra quelli proposti. La scelta poteva essere fatta in base al colore ma anche in base a ciò che il contatto con quel materiali mi evocava.

Una bambina ad esempio riempì un trampolino, che lei associava al numero uno, con delle scaglie di plastica verde poichè raccontò che le ricordavano il freddo del trampolino e la difficoltà nel salire.

I bambini una volta finito di disegnare le immagini dovevano riscrivere su un foglio A3 la tabellina dell’otto sostituendo al risultato i simboli scelti per i diversi numeri e poi leggere dieci volte la tabellina così ottenuta in classe, da questo momento in poi il lavoro si concentrò sulle coppie di figure così ottenute

Quest’attività segnò la conclusione della prima giornata di laboratorio. Un passaggio importante era lasciare sempre il materiale a scuola poichè ciò permetteva d’osservare la volta sucessiva chi aveva memorizzato la tabellina con questo metodo.

Musica, teatro, scrittura anche questo è matematica

La seconda lezione iniziò con una semplice domanda:”Prima che vengano riconsegnate le tabelline, c’è qualcuno che vuole raccontare ai compagni la sua?”

In quel caso la risposta fu molto interessante poichè due dei bambini che ricordavano quasi tutte le figure della loro tabellina erano tra quelli che avevano più difficoltà a memorizzare la sequenza di numeri.

costruire insieme a mamma e papà

Finiti questi divertenti racconti si scese in palestra per dedicarsi allo sviluppo dell’intelligenza Corporeo-cinestetica.

A coppie si chiese ai bambini di creare una piccola rappresentazione della loro tabellina illustrata: una danza in cui si mimavano le figure scelte per i numeri, un balletto, una recita, una canzone, un racconto…

I lavori svolti furono mostrati in due giornate differenti: il primo giorno mostrava il suo operato un componente della coppia supportato dal compagno, il giorno successivo i ruoli si scambiavano i ruoli in modo che tutti facessero esperienza di un metodo diverso per apprendere la stessa cosa. Quest’aspetto era per noi molto importante poichè sarebbe stato l’aggancio per il laboratorio successivo che convergeva sul tema “me e gli altri”.

Alla fine fu chiesto ad ogni bambino di scegliere quale fosse il metodo che preferiva per mostrare la propria tabellina, le esibizioni furono divise nelle diverse giornate, due per giorno e alla fine con tutti i lavori creati fù allestita una piccola mostra in cui c’erano cartoncini disegnati, testi, musiche registrate su un cd e la Lim che mostrava le varie fasi del lavoro e gli spettacoli teatrali preparati dai bambini

E speriamo che nessuno dimentichi mai più la tabellina dell’otto!!!