Tra le opere più importanti di Picasso c’è senza dubbi Guernica: sai cosa c’è rappresentato? E da che cosa è stata ispirata? Che ci fanno un toro, un cavallo e le fiamme?

Su libri e non solo di arte, riviste, internet, lezioni universitarie e studi vari si leggono miradi di definizioni sull’opera Guernica di Picasso, forse davvero una delle immagini più rappresentative del XX secolo, per la sua valenza simbolica, per la storia che ha alle spalle per la scelta dei toni del grigio e per la personalità dell’artista che l’ha dipinta.

Quello che posso dirvi è che tutte le pagine lette e i sentito dire, si annullano, si azzerano nel momento in cui entrate nella sala del museo Reina Sofia a Madrid dov’è esposta Guernica. Esposta ovviamente, da sola!

Tutte le immagini viste, allora non valgono più, si ripensa al formato A4 e ci si meraviglia… innanzi tutto per le sue dimensioni! In tutte le didascalie è ovviamente è riportato 3,49 x 7,76 m, ma davvero, leggerlo non rende l’idea!

Ora analizziamo Guernica nei suoi aspetti più salienti e costruiamo una scheda di analisi con la spiegazione stampabile per i ragazzi. Ricordate però che la miglior spiegazione ve la daranno i vostri occhi persi in quell’immensa tela, quella sì che lascia il segno, o almeno per me è stato così 😉

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Spiegazione di Guernica? Si parte dalla storia!

Mentre Picasso lavorava nel suo studio a Parigi, la Spagna viveva un periodo di forte agitazione: era in atto una guerra civile tra i monarchici, guidati dal generale Francisco Franco e i repubblicani. Picasso non fu mai tanto coinvolto negli affari della politica, ma in questa occasione non poté tirarsi indietro.

Il governo repubblicano, vedendo in lui un personaggio di spicco gli affidò la direzione del Museo del Prado di Madrid e gli commissionò una grande tela da esporre a rappresentanza della Spagna all’Esposizione Universale che si sarebbe tenuta nell’estate 1937 a Parigi.

Fu così che Picasso dipinse Guernica: proprio quando stava riflettendo sul soggetto da rappresentare nella sua grande opera, iniziarono ad arrivare a Parigi le prime eco del grande bombardamento che il 26 Aprile 1937 rase al suolo la città di Guernica. Arrivarono sui giornali anche i primssimi reportage di guerra: morti, feriti e case in fiamme.

La guerra civile spagnola si concluse solo nel 1939 con circa un milione di morti e la vittoria di Franco, e alla storia dell’arte passò l’opera d’arte Guernica di Picasso, forse l’opera più impegnata “civilmente” di tutti i tempi.

Analisi dell’opera Guernica di Pablo Picasso

Partiamo dalle dimensioni appunto e dalla tecnica: Guernica  è una tela dipinta ad olio delle dimensioni di 3,49 x 7,76 m e si trova esposta al Museo Reina Sofia di Madrid.

Ciò che appare subito evidente è la scelta dei colori: la tela è quasi un monocromo giocato sui toni del grigio e questo perché, come abbiamo detto in precedenza, Picasso non ha mai visto dal vivo il bombardamento e il risultato di tale disastro, ma le sue fonti di ispirazione sono stati i reportage fotografici di guerra che erano appunti caratterizzati dal bianco e nero.

Tutta la composizione rispecchia chiaramente il principio prospettico tipico del cubismo: abbiamo una serie di figure incastrate una sull’altra, rappresentate da punti di vista differenti, notiamo inoltre che alcuni corpi hanno volume e altri risultano estremamente piatti e bidimensionali.

Lo spazio che Picasso rappresenta in Guenica è uno spazio interno ( ce ne accorgiamo anche dal lampadario centrale, una lampada domestica appunto, e dalla finestra sulla destra della tela), sventrato e messo a soqquadro dal bombardamento appena avvenuto.

La composizione pittorica, che ha al suo interno molti richiami alla storia dell’arte, è concepita come molti polittici medievali con uno schema triangolare, il cui vertice corrisponde al polso della donna, che segna anche un asse di simmetria di tutta l’opera.

Ma andiamo per gradi… chi sono le figure rappresentate in Guernica?

Partendo da sinistra verso destra notiamo subito una madre con un bambino in braccio: è disperata, il bambino è ferito o addirittura morto, nel suo volto c’è lo strazio di ha perso un bambino. Il riferimento esplicito, anche per la posizione assunta dai personaggi è a Michelangelo con la prima Pietà o al bambino che nelle Natività rappresenta il presagio della morte e per la posizione del braccio invece il riferimento è a Marat nell’opera di David.

Salendo verso il vertice del triangolo abbiamo poi un toro, simbolo della forza e del potere della Spagna ma anche di brutalità, che era stato più volte analizzato e dipinto da Picasso nelle sue Tauromachie, e il cavallo invece è il simbolo della natura addomesticata e addolcita all’intelligenza, molto espressivo in questa opera è il grido di dolore che sembra emettere. Picasso dichiarò che il cavallo rappresenta anche il popolo. Un grido di dolore universale dunque, che accomuna tutti, uomini e bestie, verso un unico destino.

A terra nella metà di sinistra c’è un soldato: non un eroe che combatte, ma a terra, sconfitto, con una spada ridotta a un frammento. Anche lui caduto sotto il bombardamento. Ma un piccolo segno di speranza in tutta questa tristezza: tra le mani c’è un piccolo fiore, simbolo della pace e della rinascita.

Le figure sulla parte destra invece sono figure umane: una donna che grida e corre verso sinistra ( tutta l’opera sembra essere attraversata da una forza che spinge tutti verso la sinistra, anche gli animali e le altre figure sembrano mosse da un vento che spira verso quella direzione), un’altra figura di donna che sta cercando qualcosa con la luce di una candela e nella parte terminale di destra l’inquietante presenza del fuoco: lingue di fuoco che si sprigionano dalle case bombardate e che colpiscono anche un uomo, che grida e tenta di fuggire. Quest’ultima figura per la posizione assunta rimanda invece alla posizione della Maddalena in molte Crocifissioni.

Guernica: il grido di dolore universale

Insomma Guernica rappresenta il grido di dolore di tutta l’umanità sconvolta dalle guerre del Novecento, che entrano con prepotenza nelle case e nelle vite dei civili.

Lo stesso Picasso donò l’opera alla Spagna con la condizione che la tela sarebbe dovuta tornare in patria solo quando questa avesse ripristinato un regime democratico. Per questo motivo l’opera fu conservata presso il Museum of Modern Art di New York e ritornò in Spagna solo nel 1981.

Una curiosità…

Sapevate che esiste un arazzo raffigurante la Guernica di Picasso all’ONU?

Questo arazzo ha fatto da sfondo per molto tempo a tutte le comunicazioni stampa ufficiali dell’ONU, ma nel febbraio 2003 si è deciso di oscurarlo con un drappo azzurro, il colore simbolo dell’ONU, quando era imminente l’annuncio di una prossima guerra in Iran. A buon intenditor … poche parole!

Scheda didattica per l’analisi di Guernica di Picasso

Tutto chiaro? Scarica qui sotto la nostra scheda con la spiegazione di Guernica, facile da stampare e da studiare!

Scarica la scheda di analisi di Guernica