Nella società odierna le tecnologie stanno occupando uno spazio sempre più ampio invadendo ogni settore e anche in ambito culturale sentiamo parlare continuamente di “tecnologie applicate ai beni culturali”. Che cosa significa? Scopriamolo insieme in quest’articolo!

 

Tecnologie per indagare la materia

Con l’espressione “Tecnologie applicate ai beni culturali” possiamo riferirci a settori molto diversi tra loro seppur pertinenti i beni culturali.

Le tecnologie si sono dimostrate un valido alleato per raggiungere una conoscenza più profonda delle opere d’arte ma anche per allargare il bacino di utenza della loro fruizione, permettendo una loro divulgazione sempre più attraente e accessibile.
A tal proposito, tra gli impieghi più recenti delle tecnologie applicate ai beni culturali troviamo la fabbricazione digitale di tipo additivo, ovvero la riproduzione delle opere tramite stampanti 3D.

tecnologie applicate ai beni culturali

Stampa 3D in corso. Credit: Giulia Chellini.

Siamo abituati a pensare all’opera d’arte in virtù delle sue qualità estetiche. Iconografia, contesto storico di riferimento, percorso professionale dell’artista e committenza sono alcuni degli aspetti sui quali ci soffermiamo maggiormente.

In realtà, non dobbiamo dimenticare che l’opera d’arte è un oggetto in sé, con un proprio aspetto fisico e materico: è miscela di pigmenti scelti, è reazione chimica tra materiali. La componente materica, la brandiana consistenza fisica, viene spesso data per scontata ma può avere una voce importante nell’arricchire il nostro racconto.

 

Far affiorare l’invisibile: si può?

Così come per conoscere il nostro corpo ci serviamo degli strumenti offerti dalla scienza e dalla medicina, allo stesso modo possiamo utilizzare le tecnologie di ultima generazione per approfondire la nostra conoscenza delle opere d’arte.

Si tratta di rendere accessibile ai nostri occhi l’invisibile: individuare elementi costitutivi e prassi esecutive consolidate può raccontarci qualcosa di prezioso sulle scelte dell’artista.

diagnostica applicata ai beni culturali

Posizionamento e funzionamento in situ della strumentazione portatile della fluorescenza a raggi X. Credit: G. Chellini

Proprio come avviene con gli esami medici, possiamo studiare i materiali di un’opera per conoscere il suo stato di salute, le moderne tecnologie ci consentono di indagare nell’invisibile delle opere d’arte.

 

Gli strumenti della diagnostica

Al di sotto della superficie pittorica si nasconde un mondo di informazioni! Vi siete mai chiesti quali sono gli strumenti utilizzati dagli esperti per individuare i falsi e le copie?

Con la riflettografia ad infrarosso riusciamo, ad esempio, a raggiungere lo strato preparatorio attraversando tutti gli altri strati pittorici: qui, nella maggior parte dei casi, è possibile trovare il disegno tracciato dall’artista prima dell’impiego di pigmenti. Il disegno preparatorio è invisibile ai nostri occhi ma non scappa all’infrarosso!

In ugual misura, rimane traccia di eventuali pentimenti e questo molto spesso aiuta nell’identificazione di falsi o copie.

stratigrafia pittura

Livelli stratigrafici nella sezione trasversale lucida del campione prelevato da un dipinto. Credit: G. Chellini

La Fluorescenza a raggi X si è rivelata spesso preziosissima: determinando la composizione chimica dei pigmenti utilizzati, si può individuare anche il periodo storico in cui essi sono stati impiegati!

Questo risulta estremamente utile perché se ad esempio viene rintracciato dalle analisi un pigmento introdotto nel mercato solo dal XX secolo, siamo di fronte ad un ritocco moderno o un intervento di restauro.

Se le condizioni di degrado dell’opera lo consentono, possiamo asportare un micro-frammento dal dipinto e, con opportuno procedimento, effettuare un’analisi stratigrafica. Come se stessimo affettando una torta, così il frammento pittorico sezionato ci mostrerà in successione tutti gli strati di cui è composto. Il nostro racconto intorno all’opera d’arte alla fine si arricchirà di dati relativi alla prassi esecutiva, alla tecnica utilizzata, al tipo di legante impiegato.

Una breve rassegna che merita sicuramente un approfondimento, ma è il caso di dirlo: le tecnologie applicate ai beni culturali ci aiutano a trovare importanti risposte.