Benvenuti al terzo appuntamento della rubrica dal titolo Te la do io la didattica! Continuiamo il nostro viaggio lungo la penisola alla scoperta della didattica museale raccontata direttamente da chi la fa; oggi vi presentiamo i nostri #zebramici del Civico Museo Setificio Monti di Abbadia Lariana (LC)!

Attorno al 1818 Pietro Monti, setaiolo proveniente dai territori a sud di Milano, trasformò un antico follo da pannilani in un filatoio per sete, ed un fabbricato per la filatura dei bozzoli. Iniziava così l’attività serica nel comune di Abbadia Lariana, piccola perla lariana. La fabbrica, conservata così com’era all’inizio dell’ottocento, restaurata e arricchita con materiali coevi di altri filatoi ora scomparsi, dal 1998 è diventata il Civico Museo Setificio Monti. I fiori all’occhiello del Museo sono il grande Torcitoio circolare del 1818, tutt’ora funzionante e carico di seta, e la grande ruota idraulica, un tempo utilizzata per il funzionamento dei macchinari. Il Museo è quindi una delle testimonianze più significative dello sviluppo dell’industria serica nel territorio lariano; la sua offerta è inoltre arricchita dalla possibilità di usufruire della attività didattiche organizzate all’interno del laboratorio. Abbiamo avuto il piacere di conoscere Marta Grimoldi (Responsabile Museale), Annalisa Bottani (Operatrice Museale), Carla Ardis, (Volontaria Servizio Civile Nazionale 2015/2016): un piccolo staff per un piccolo museo, dotato di grande entusiasmo e grandi energie!

attività didattiche setificio monti

 

Quali sono, secondo voi, gli obiettivi principali della  “didattica museale”?

Secondo noi la didattica museale ha come obiettivo principale quello di avvicinare un pubblico sempre più vasto al nostro Museo. Le attività didattiche ci sembrano il mezzo più efficace per dimostrare che una collezione museale non è solo un’esposizione di polverosi cimeli, ma un luogo da vivere, che può riservare sempre molteplici scoperte, anche se lo si frequenta ormai da tempo. Inoltre, visto il profondo radicamento del nostro museo con il territorio, riteniamo sia uno strumento per rafforzare il legame delle giovani generazioni con la storia, relativamente recente, del loro paese. Con le attività didattiche il Museo diventa quindi un polo di aggregazione: in loco, tra i partecipanti, ma anche a casa: spesso i bambini sono stimolati dai racconti e dagli oggetti a chiedere a nonni e parenti anziani com’era la vita di Abbadia un tempo… E così l’esperienza educativa continua anche fuori dal museo!

 

Con quali fasce d’età lavorate?

Cerchiamo di rivolgerci a più fruitori possibili, con attività diversificate pensate per gli alunni delle scuole elementari e medie.

 

Qual è l’attività/laboratorio che vi siete divertiti di più a realizzare insieme ai ragazzi?

Ogni attività e ogni laboratorio è sempre una fonte di grande soddisfazione. Sicuramente però il progetto che ha più divertito sia noi che i bambini è quello della Notte al Museo. Ormai sono diversi anni che viene organizzata; per i bambini è sempre una festa, e durante il corso dell’anno i nostri “fedelissimi” sono sempre impazienti di conoscere la data. Ogni volta viene organizzata un’attività che porta i bambini a giocare tra le sale espositive in orario notturno, a luci spente, con il solo aiuto di una torcia. Quest’anno vestivano i panni di antichi mercanti e la loro missione era percorrere la via della Seta e portare in Occidente il prezioso carico; a ogni città della via carovaniera corrispondeva una delle sale del museo, dove i nostri Marco Polo dovevano affrontare coraggiose prove… in questo modo davvero l’apprendimento vien… giocando!

laboratorio didattico notturno setificio monti

Le attività durante “Una Notte al Museo”!

Qual è la cosa più strana che un bambino o un ragazzo ha detto/ha chiesto in merito ad un’opera esposta presso il vostro museo?

I bambini fanno spesso delle domande che a noi possono sembrare strane ma che spesso sono semplicemente dovuta al loro maggiore spirito di osservazione; a volte è capitato che ci facessero notare dei particolari di alcuni macchinari a cui non avevamo mai prestato molta attenzione! Sicuramente i momenti più curiosi e divertenti si hanno quando ci rivolgono domande convinti che ancora oggi, con le macchine esposte, si produca la seta: ci fanno quindi domande come «Ma quindi quando il rocchetto finisce lo sostituite?» oppure ci chiedono quale sia la mansione di ciascuna di noi nella produzione… Altre domande divertenti sono quelle che ci rivolgono i bambini più diffidenti. Per esempio qualche tempo fa, di fronte al nostro piccolo allevamento di bachi, intenti in quel momento a tessere, un bambino ci ha chiesto se i bozzoli già formati fossero di polistirolo…

Qual è la soddisfazione più grande che provate al termine di un’attività/laboratorio didattico?

Sicuramente vedere i bambini soddisfatti e felici! E sentirli andare via chiedendoci quale sarà la prossima attività. Il fatto che ci sia un gruppo di bambini che partecipa a tutti i laboratori proposti è per noi uno stimolo a continuare a metterci in gioco e ad inventare laboratori sempre diversi. Anche il feedback positivo dei genitori e degli insegnanti è molto importante. Infine, avere scuole e associazioni che ormai da anni propongono il nostro museo come uscita didattica è per noi un importante segnale che ci stiamo muovendo nella direzione giusta.

 

Lavorando con le classi, avete notato quali sono i possibili punti forza e quali, invece, i difetti dell’insegnamento della storia dell’arte e delle altre materie?

Nel nostro caso non è tanto la storia dell’arte quanto le scienze e la tecnologia. In realtà nella nostra esperienza abbiamo sempre incontrato classi abbastanza preparate; spesso gli insegnanti inseriscono la visita al nostro museo dopo aver dedicato diverse lezioni alla produzione della seta, o alle attività manifatturiere del nostro territorio, se si tratta di istituzioni scolastiche locali. In generale comunque abbiamo finora incontrato ragazzi attenti e curiosi, supportati da insegnanti capaci di trasmettere loro interesse per il sapere. Raramente, anche con le classi più numerose, abbiamo faticato ad ottenere l’attenzione!

 

attività didattiche al setificio monti di lecco

Attività didattiche presso il Civico Museo Setificio Monti.

Quali vantaggi offre ai bambini e ai ragazzi l’esperienza di laboratorio/attività presso un museo?

Sicuramente aiuta i piccoli fruitori a percepire il museo in un modo diverso: non un luogo noioso, da visitare con le mani dietro la schiena, ma uno spazio aperto e in continua evoluzione, perché ogni attività permette di conoscerlo con occhi diversi. E imparano anche loro ad amarlo e farlo proprio: vederli durante la Notte al Museo che salivano e scendevano le scale e si aggiravano curiosi tra le sale, eccitati ma sempre attenti a non rompere niente e rispettosi di quanto si trovava davanti ai loro occhi, è una prova di quanto ormai qui si sentano “a casa”. Inoltre attraverso i laboratori il museo diventa per loro un punto di aggregazione, dove passare un pomeriggio in compagnia dei propri amici, magari facendo attività a casa “proibite” (tipo colorare con le tempere a dita, mangiare caramelle nel sacco a pelo, o stare svegli fino a tardi….).

 

Non dimentichiamoci dei bambini un po’ cresciutelli… didattica museale e adulti: un connubio che funziona? A quali condizioni?
Al di là delle visite guidate, per il momento non abbiamo mai realizzato attività specifiche rivolte ad un pubblico adulto… Li vediamo però interessati, e soprattutto, vista la particolare natura del nostro museo, ci piacerebbe organizzare qualcosa per i più anziani, che magari ancora ricordano il vecchio setificio in funzione, e la cui testimonianza è per noi molto preziosa…

 

State conducendo qualche progetto collaterale?

Dall’inizio di Maggio abbiamo deciso di sperimentarci… bachicoltori! Siamo riusciti ad allevare 25 bachi da seta. Tra molte incertezze e dubbi, i bacolini sono diventati grandi e hanno iniziato a tessere il loro bozzolo! Ora una stanza del museo è letteralmente invasa dalle farfalle… che stanno anche deponendo le prime uova!!! Il nostro progetto è di riuscire ad allevare almeno un’altra covata.
L’esperienza è stata infatti per ora molto positiva, sotto diversi aspetti. Innanzitutto per i visitatori, per i quali vedere dal vivo i piccoli insettini da cui deriva la seta è stato in tutti i casi una grande emozione. Neanche a dirlo, i più entusiasti sono stati i bambini: alcuni hanno costretto i genitori a tornare in museo più volte per seguire la crescita dei bachi!
Ma è stato molto utile anche per noi operatori: abbiamo toccato con mano, anche se solo in forma ridotta, quanto potesse essere faticoso allevare questi animaletti. Ma anche quanto sia soddisfacente e per alcuni aspetti… magico! I giorni in cui tessevano i bozzoli sono stati davvero entusiasmanti, così come il momento in cui le farfalle ne sono finalmente uscite… Per questo non vediamo l’ora di ricominciare il ciclo da capo!