Te la do io la didattica! nasce come rubrica per dare la possibilità agli operatori museali di raccontarci la loro esperienza e il loro lavoro: dopo le belle testimonianze degli #zebramici di Porto Torres, Civico Museo Setificio Monti e Centro Studi Villa Bighi, oggi è la volta del Museo civico archeologico del Distretto minerario di Rio nell’Elba!

 

Il Museo civico archeologico del Distretto minerario di Rio nell’Elba, aperto dal 2003, è stato istituto dal Comune di Rio nelll’Elba per testimoniare la storia dell’Elba orientale, legata allo sfruttamento delle sue straordinarie risorse minerarie, dalla Protostoria fino all’età contemporanea. Il percorso, che si sviluppa dal piano terra fino al soppalco, procede in senso cronologico dall’età del Rame al Medioevo.
Nel 2009 il Museo si è arricchito della Collezione dei minerali elbani della Gente di Rio: una raccolta di notevoli campioni di minerali di esclusiva provenienza elbana. I più antichi materiali archeologici e i più numerosi sono quelli eneolitici (della fine del III millennio a.C.) provenienti dai corredi funebri della grotta di San Giuseppe, che fu la sepoltura collettiva di una comunità stanziata in prossimità del mare. Tuttavia nel Museo si trovano anche reperti etruschi, romani. reperti di epoca medievale e del XIV secolo.

Oggi chiacchieriamo con Valentina Caffieri che collabora dal 2010 con il Comune di Rio nell’Elba e si occupa delle attività di Comunicazione. Dal 2014 si occupa anche della valorizzazione e dell’accoglienza del Museo archeologico di Rio nell’Elba. Laurea e Dottorato di ricerca in Filosofia, Master in Comunicazione pubblica e politica, specializzata in Scritture autobiografiche e narrazioni e in Philosophy for Children, è inoltre giornalista pubblicista dal 2005, anno in cui è iniziata la sua collaborazione presso alcune Pubbliche Amministrazioni. Ha un debole per i gatti ed essi lo sanno… quando è al Museo vanno spesso a farle visita!

rio elba interno del museo

A sinistra, peso da bilancia romana raffigurante un busto di donna; a destra, visita guidata al museo.

 

Quali sono, secondo voi, gli obiettivi principali della  “didattica museale”?

Incuriosire e far percepire la “vita” e le storie che stanno dietro ad oggetti apparentemente inerti, come spesso vengono percepiti gli oggetti di un museo, soprattutto quelli archeologici. E per fare questo è necessario suscitare connessioni con gli interessi degli interlocutori siano essi adulti o bambini.

 

Con quali fasce d’età lavorate?
Noi lavoriamo con varie fasce di età perché al Museo possono capitare sia gruppi di ragazzi sia gruppi di adulti sia singole persone che famiglie. Ogni persona o gruppo che entra nel nostro Museo viene subito accolto e in base alle necessità si crea un percorso a misura: in alcuni casi con un focus sulle risorse del Museo e il suo percorso storico, dalla protostoria fino all’età contemporanea, perché trattandosi di un museo nato per testimoniare la storia e l’evoluzione dello sfruttamento dei giacimenti minerari e delle civiltà che all’Elba si sono avvicendate, abbiamo sia reperti a partire dal III Millennio a.C. sia la Collezione di Minerali della Gente di Rio, formata da campioni estratti dalle miniere dell’Isola d’Elba nel XX secolo.

 

Qual è l’attività/laboratorio che vi siete divertiti di più a realizzare insieme ai ragazzi?

Sicuramente la Caccia al Tesoro nascosto del Museo, in cui i bambini di 6-12 anni, divisi in squadre, dovevano esplorare tutto il Museo, osservare gli oggetti e trovare quelli “evocati” dalle domande e poi appuntarli su un foglio ma non comunicarli agli altri gruppi, con una piccola e sana competizione ludica. C’è stato un lavoro di preparazione con la numerazione delle teche del Museo, che abbiamo fatto rigorosamente disegnando i numeri a mano e colorandoli. I bambini si sono sentiti liberi di correre nel Museo a caccia di oggetti e informazioni, stimolati da una Caccia al tesoro che per loro è stata molto insolita.

 

Qual è la cosa più strana che un bambino o un ragazzo ha detto/ha chiesto in merito ad un’opera esposta presso il vostro museo?
Fra i reperti romani al Museo abbiamo un peso da bilancia in bronzo che raffigura un busto di donna con i seni scoperti, che rappresenta l’antica Roma, ecco un bambino ha chiesto che cosa fosse e a cosa servisse ma senza malizia. Era semplicemente incuriosito da un oggetto che ai suoi occhi raffigurava una donna e non capiva a che cosa potesse servire e in che modo potesse essere usato.

 

attività didattiche al museo rio elba

Attività e laboratori didattici.

Qual è la soddisfazione più grande che provate al termine di un’attività/laboratorio didattico?

Cogliere lo stupore. Vi riporto la frase di una bambina alla fine della Caccia al tesoro nel Museo che, esprimendo lo stupore collettivo, di tutto il gruppo, ha detto «Non pensavamo che in un Museo si potessero fare cose di questo tipo!». La bambina era stupita del gioco che in realtà è stato un modo indiretto, ma pianificato, per far acquisire delle piccole conoscenze sul Museo e su alcuni reperti in esso esposti. E tutto questo è stato fatto all’insegna del divertimento e non con una “noiosa” lezione frontale. Questa è la soddisfazione più grande. Per gli adulti invece il discorso è diverso, in quel caso l’elemento più “gratificante” è quello di far percepire il Museo inserito in un territorio che per storie e bellezze naturalistiche è esso stesso una specie di Museo diffuso a cielo aperto.

 

Quali vantaggi offre ai bambini e ai ragazzi l’esperienza di laboratorio/attività presso un museo?

Sicuramente, nel nostro caso, offre la possibilità di conoscere un territorio ricco di storia e di risorse naturali come è l’Isola d’Elba, in cui c’è ancora molto da scoprire da questo punto di vista. Il Museo archeologico del Distretto minerario di Rio nell’Elba inoltre è collocato in una posizione panoramica “strategica”,- in mezzo alla storia- che a nord guarda il mare e ad ovest il Monte Giove, sulla cui sommità sono visibili ancora oggi i ruderi dell’omonimo castello fortificato e nella cui valle si trova il più grande cantiere minerario a cielo aperto dell’Isola d’Elba. I ragazzi quindi vedono con i loro occhi i segni della natura e i segni che l’uomo vi ha impresso per trasformarla, conquistando con la tecnica nuove conoscenze ma anche faticando per costruire questo percorso.

 

Non dimentichiamoci dei bambini un po’ cresciutelli… didattica museale e adulti: un connubio che funziona? A quali condizioni?

Di solito per gli adulti, dopo una breve descrizione del percorso espositivo del museo, che ospita sia la parte archeologica sia la parte mineralogica, la “Collezione di minerali della Gente di Rio”, segue poi la visita e l’osservazione dei reperti anche con il supporto dei pannelli didattici.

Gli adulti sono molto interessati anche a sapere quali altri luoghi si possono visitare sul territorio e le varie iniziativa in corso, spesso per loro il Museo è una delle molte “tappe”, soprattutto nel periodo estivo. E da noi trovano materiale informativo che apprezzano molto. Dal punto di vista “strettamente” didattico uno degli elementi indispensabili anche con gli adulti è quello di creare connessioni e storie legate al Museo, ai reperti e al territorio, che a loro volta si connettono ad altre storie che , nel nostro caso, varcano i confini dell’Isola d’Elba, sia a livello fisico che temporale.

 

Avete lavorato su progetti specifici con le scuole del vostro territorio?

Nel paese in cui si trova il Museo, a Rio nell’Elba, abbiamo sia la scuola materna che le scuole medie ma da circa due anni sono in corso dei lavori di ristrutturazione di tutto il plesso scolastico. Il prossimo anno dovremmo riavere di nuovo aperto il plesso scolastico e stiamo già pensando di coinvolgere i ragazzi in progetti specifici, ovviamente da concordare con le insegnanti. Successivamente in base ai risultati si potrà vedere di estendere il progetto anche ad altre scuole del territorio dell’Isola d’Elba e non solo. Noi ci proveremo!