Con il nome di Liberty si intende un movimento artistico che ha interessato, a cavallo tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, soprattutto l’architettura e le arti applicate. Lo stile Liberty nell’arte ha preso diversi nomi a seconda della provenienza: Art Noveau in Francia, Jugendstil in Germania, Secessione in Austria, Modern Style in Inghilterra.

Stile Liberty nell’arte

Fermata del Metrò di Parigi Art Noveau

Fermata del Metrò di Parigi in stile Art Noveau.

Lo stile Liberty trae ispirazione dalle forme vegetali e dalla natura rifiutando gli stili storici del passato (specialmente in architettura). Questo nuovo movimento, allo scorcio dell’Ottocento, entrò subito in voga per la sua originalità ed eleganza decorativa e divenne in breve tempo lo stile della nuova classe borghese.

Il Liberty prevedeva l’uso del ferro, del vetro, dei nuovi materiali e tecniche di produzione industriale. Si aprivano nuovi settori di produzione e nuove modalità progettuali: si fondano in questo periodo le basi di quello che oggi viene definito industrial design.

Lo stile Liberty in Italia

Il nuovo stile si diffuse anche in Italia, e più precisamente dopo l’Esposizione di Torino nel 1902. Inizialmente con il nome di Floreale, prese poi il nome Liberty da quello di un commerciante di oggetti orientali a Londra: Arthur Lasenby Liberty.

Lo stile liberty in Italia trovò spazio in città come Torino, Milano, Palermo, Firenze e Roma. Anche in moltissimi altre centri minori si possono, ancora oggi, ammirare splendide architetture di questo periodo.

Gli artisti ricercavano l’armonia delle forme nella natura e nella vegetazione. Ogni arte applicata, dalla pittura alla scultura, agli oggetti della vita quotidiana vengono coinvolti nella decorazione a motivi floreali e ambienti vegetali.

Le linee che determinano lo stile sono curve, sinuose, morbide.

Vediamo qualche esempio…

Lampione Liberty, particolare di palazzo Re Enzo, Bologna

Lampione Liberty, particolare di palazzo Re Enzo, Bologna

Nelle decorazioni degli edifici, sulle grate dei balconi, sui lampioni e in tutti gli elementi in ferro il motivo vegetale con fiori e foglie viene usato spesso in combinazione con  elementi del mondo animale. Il colore scuro del ferro crea un vero e proprio disegno che viene evidenziato dal contrasto con il resto dell’edificio.

Gli edifici appaiono usciti da un mondo incantato e fiabesco. Le forme arrotondate e morbide si accostano a colori tenui e sobri che ben rispecchiano il gusto della borghesia dei primi del Novecento.

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Facciata del Villino Lampredi a Firenze

Il quartiere Coppedè a Roma

Esistono in Italia moltissimi esempi in questo stile, declinato in ogni città, in diversi modi. Un esempio interessante di un Liberty particolare è il quartiere Coppedè a Roma.

La zona (non è propriamente un quartiere ma è conosciuto come tale) si snoda attorno ad una piazza centrale e prende il nome dall’architetto che lo progettò nel 1915: Gino Coppedè.

Piazza Mincio e il quartiere Coppedè.

Piazza Mincio e il quartiere Coppedè a Roma.

Si entra nel quartiere tramite un arco all’interno del quale pendono grandi lampadari in ferro battuto ed un’ edicola con una Madonna con Bambino. Subito dopo l’arco c’è la Fontana delle Rane, costruita nel 1924.

Gli edifici presentano uno stile molto particolare. Si riscontrano molte caratteristiche proprie del Liberty ma l’eclettismo dell’architetto prevale a tal punto e in maniera così unica per cui viene chiamato stile Coppedè.

Gli elementi naturali si mescolano con stucchi barocchi, torrette dal gusto medievale, gotico e classicismo greco. Se siete in zona non potete evitare una passeggiata in questo angolo di città che sembra immerso in una bolla incantata.