Oggi vi parliamo di un’artista francese straordinaria: Sophie Calle! Le sue opere sono state esposte in alcuni dei più noti musei, scopriamo insieme di cosa si occupa e quali sono le tematiche che affronta.

Sophie Calle e le donne nell’arte

Il mondo dell’arte contemporanea è estremamente variegato e gli artisti di oggi, attraverso mezzi e tecniche a volte inediti o non convenzionali, cercano di farci guardare con occhi diversi aspetti della vita a cui non prestiamo attenzione. Per questo motivo conoscere le opere d’arte contemporanea non solo può risultare estremamente divertente ma è anche un’occasione per interrogarci su noi stessi e sulle nostre scelte, sul mondo che ci circonda e sulle incredibili (e meravigliose!) realtà che popolano il nostro pianeta.

sophie calle opera filatures parisienne

S. Calle, Filatures parisiennes, 1978-9. Courtesy: mondeap-art2.blogspot. it

Sophie Calle è un’artista concettuale nata nel 1953, molto apprezzata e famosa. Quand’era molto giovane, nel 1973, decise di partire per un lungo viaggio e quando tornò a casa circa 5 anni più tardi si accorse di essere profondamente cambiata ma non solo: anche gli altri lo erano. Gli amici di un tempo avevano preso strade diverse e la giovane Sophie realizzò di essere sola.

Quello che potrebbe sembrare l’incipit di una storia molto triste è invece il punto di partenza di una carriera da artista, a conferma del fatto che molto spesso ciò che ci sembra sancire la fine rivela invece una nuova opportunità da cogliere.

Sophie Calle opere sull’osservazione

sophie calle opere artista les dormeurs

S. Calle, Les dormeurs, 1979. Courtesy perrotin.com

Una delle sue prime opere si intitola Les Dormeurs e risale alla fine degli anni Settanta. L’artista ha chiesto ad alcuni sconosciuti di dormire nel suo letto, creando dei veri e propri “turni” di otto ore così che questo non rimanesse mai vuoto. Sophie Calle scatta delle foto dei 28 partecipanti dormienti e partecipa alla Biennale di Parigi del 1980. Qualche tempo dopo verrà pubblicato un libro contenente le fotografie accompagnate da testi. In quest’opera vediamo come l’artista affronti una tematica che rimarrà centrale nella sua produzione, spesso concentrata nell’indagine delle conseguenze e del significato di “osservazione”. Che cosa significa osservare? 

Con un atteggiamento al limite del voyerismo, Sophie Calle esplora questo tema anche in Filatures parisienne in cui segue degli sconosciuti per le strade di Parigi fino a perderne le tracce e dimenticarsene. In che modo l’osservazione partecipa ai complessi meccanismi di rimozione e conservazione dei ricordi?

Nell’opera intitolata Voir la mer, invece, siamo di fronte ad una video installazione molto emozionante. L’artista scopre che alcuni abitanti di Istanbul, pur abitando in una città che si affaccia su di esso, non hanno mai visto il mare. Ne resta molto colpita e decide di portare bambini, donne, uomini e anziani a vedere il mare, così come recita il titolo dell’opera. Voir la mer riprende quindi le reazioni di chi, su una spiaggia del mar Nero, contempla per la prima volta nella vita quel grandioso spettacolo che è il mare. L’artista chiede ai partecipanti di osservare l’oceano e poi voltarsi e guardare in camera: attua così un  interessante capovolgimento della prospettiva perché gli occhi che hanno guardato fino a quel momento diventano gli occhi che noi possiamo osservare. È un’opera commovente, toccante, che comunicare un’infinità di emozioni pur non utilizzando parole, lo sfondo sonoro, infatti, è costituito unicamente dalla risacca delle onde.