Anche questa settimana vi proponiamo un nuovo appuntamento con la rubrica che vi racconta la didattica museale italiana come non l’avete mai vista! Oggi ci spostiamo verso sud con gli #zebramici della Valle dei Piccoli (AG)

Abbiamo avuto il piacere di conoscere Laura Danile, archeologa e guida turistica, collaboratrice esterna del Parco e parte del team di professionisti che ha creato il progetto Valle dei Piccoli, curandone lo svolgimento. Durante il proprio percorso accademico non avrebbe mai immaginato di lavorare con i bambini e invece, ci ha confidato, è proprio questo l’aspetto della sua professione che oggi la gratifica di più, facendola sentire «parte attiva della società».

Il Team di valle dei Piccoli è composto dalle archeologhe Maria Serena Rizzo, Maria Concetta Parello, Valentina Caminneci (funzionari del Parco valle dei templi), Laura Danile e l’esperta in didattica museale Romina Mancuso (entrambe collaboratrici esterne) e tante altre persone che collaborano a vario titolo.

attività didattiche in famiglia alla valle dei piccoli

  • Quali sono, secondo voi, gli obiettivi principali della  “didattica museale”?

Il nostro impegno nasce dalla convinzione che sia necessario rinsaldare i legami tra il patrimonio culturale e la comunità e  favorire la creazione di uno stretto legame tra la città e il suo passato al fine di determinare una crescita socio-culturale del territorio in cui viviamo. Per questo cerchiamo di rendere facilmente accessibile la conoscenza della storia a un’ampia fascia di fruitori che possa includere anche i più giovani. Nello specifico con il progetto Valle dei Piccoli il nostro principale obiettivo è quello di avvicinare i più piccoli e le loro famiglie al patrimonio culturale, facendo in modo che possano imparare divertendosi, permettendo loro di trascorrere qualche ora piacevole nella splendida cornice del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi. Con le nostre attività cerchiamo di stimolare la curiosità verso il patrimonio culturale, perché da una migliore conoscenza della storia di quei luoghi e dei nostri antenati possa scaturire l’amore e il rispetto verso i Beni Culturali, che auspichiamo diventino spazi di aggregazione, luoghi da vivere e da fruire in maniera attiva e non soltanto da spettatori.

Nel corso dei nostri incontri proponiamo attività che richiedono l’impiego di manualità, creatività, fantasia, con particolare attenzione alla collaborazione, la sinergia, la cooperazione e la socializzazione.

la valle dei piccoli di agrigento visita guidata

 

  • Con quali fasce d’età lavorate?

Prevalentemente le nostre attività coinvolgono bambini di età compresa tra i 4 e gli 11 anni e i loro familiari. Spesso sono presenti anche i fratellini più piccoli per cui ci piace definire con il range 0-99 anni il nostro target di utenti.

 

  • Qual è l’attività/laboratorio che vi siete divertiti di più a realizzare insieme ai ragazzi?

scavo simulato alla valle dei piccoli di agrigentoIn questi tre anni abbiamo proposto numerose attività legate a diversi aspetti della vita nell’antica Akragas (moda, gioielli, cucina, ceramica, guerra, scrittura, architettura..) ma una di quelle che riscuote maggiore successo in maniera trasversale –tra grandi, piccini, insegnanti e archeologi- è lo scavo archeologico simulato. Noi ci divertiamo a (ri)costruire un contesto di età greca, a disporre due scheletri con il loro corredo funerario sempre diverso e a sotterrare suppellettili domestiche di vario tipo (anfore, mortai, vasi figurati etc) per stimolare la curiosità dei bimbi sui Greci che abitavano Akragas. Poi spieghiamo minuziosamente in cosa consiste il nostro lavoro e li aiutiamo a scavare. L’entusiasmo della ricerca e la felicità per i ritrovamenti creano un’atmosfera magica.

 

  • Qual è la cosa più strana che un bambino o un ragazzo ha detto/ha chiesto in merito ad un’opera esposta presso il vostro museo?

Passeggiare nel parco archeologico offre moltissimi spunti e i bambini (ma non solo loro) ne sono sempre affascinati e molto spesso fanno delle domande imprevedibili, soffermando la loro attenzione su qualcosa che magari noi non avevamo mai notato.

Ciò che più cattura la loro attenzione e rimane impresso in maniera indelebile nella loro mente è l’enorme telamone del tempio di Zeus, alto quanto sette bambini, che di solito suscita numerose domande. Dopo aver sentito la storia della gigantomachia a volte i più piccoli si meravigliano quando vedono il gigante di pietra perché lo immaginano in carne e ossa e ci chiedono perché è disteso e dove sono tutti gli altri giganti sconfitti da Zeus.

 

  • Qual è la soddisfazione più grande che provate al termine di un’attività/laboratorio didattico?

Osservare i sorrisi dei bambini mentre lavorano e i loro occhi che brillano quando ci salutano dicendoci “ci siamo divertiti tantissimo” è una soddisfazione indescrivibile. Siamo molto contenti anche di ricevere dei feedback positivi da parte degli adulti (familiari e docenti) e le loro richieste di informazioni per le attività successive perché significa che abbiamo lavorato bene e che siamo riusciti a rendere l’area archeologica uno spazio da vivere.

 

  • Lavorando con le classi avete notato quali sono i possibili punti forza e quali, invece, i difetti dell’insegnamento della storia dell’arte? 

Una consistente parte delle nostre attività è rivolta agli alunni delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Abbiamo potuto notare che solo pochi conoscono l’antica Grecia, i miti e le storie degli dei e tutti confondono la figura dell’archeologo con quella del paleontologo. Per questo, quest’anno, abbiamo proposto degli incontri da svolgere in aula, prima della visita, per avvicinarli al mondo dell’archeologia, stimolare la loro curiosità e rispondere a tutte le loro domande.

 

  • Quali vantaggi offre ai bambini e ai ragazzi l’esperienza di laboratorio/attività presso un museo?

Partecipare a uno dei nostri laboratori offre l’opportunità di immergersi completamente nel mondo dell’archeologia e della storia antica, sperimentare in prima persona il lavoro di un archeologo, sporcarsi le mani con la terra che nasconde i segreti del passato, toccare i reperti che raccontano storie plurimillenarie  e trascorrere una giornata indimenticabile.

valle dei templi di agrigento

  • Non dimentichiamoci dei bambini un po’ cresciutelli… didattica museale e adulti: un connubio che funziona? A quali condizioni?

Siamo pienamente convinti che le attività di didattica ed educazione al patrimonio possano e debbano rivolgersi anche ai “meno piccoli”. Nel corso delle nostre attività i­­­ bambini sono felici di lavorare insieme ai genitori e gli adulti si divertono moltissimo a sporcarsi le mani e testare la loro manualità e imparano qualcosa di nuovo. A volte abbiamo richieste di partecipazione anche da parte di adulti che non hanno bambini ma che vogliono condividere le nostre esperienze e noi li accogliamo molto volentieri!

 

  • Quali sono i punti di forza del vostro progetto?

L’entusiasmo dei professionisti che mettono a disposizione le loro competenze, la collaborazione con la libera università agrigentina, grazie alla quale gli “studenti della terza età” che ci aiutano con entusiasmo nello svolgimento dei laboratori e soprattutto nel contatto con i bambini, grazie alla loro dimestichezza con i nipotini e alla loro grande esperienza di vita, la cornice eccezionale nella quale si svolgono, con spazi sia al chiuso sia all’aperto, adatti a tutte le stagioni.