Incarna l’ideale di bellezza rinascimentale grazie, soprattutto, alla profonda conoscenza dei modelli classici e allo studio dei modelli dal vero: ci riferiamo a Raffaello Sanzio e oggi vi parliamo di una delle sue opere più apprezzate, la Madonna del Cardellino.

Raffaello Sanzio: le sue opere e il suo tempo

Raffaello Sanzio Autoritratto INV. 1890 - n° 1706

Raffaello Sanzio Autoritratto
INV. 1890 – n° 1706

Il periodo tra il secondo Quattrocento e il Cinquecento è uno dei più fertili della storia dell’arte italiana, basti considerare che Leonardo è nato nel 1452, Michelangelo nel 1475  e Raffaello nel 1483. Questo periodo coincide con un grande splendore artistico ma, dal punto di vista socio-politico, è attraversato da una crisi profonda: nel 1492 muore Lorenzo il Magnifico, uomo dalle innegabili abilità diplomatiche, artefice della pace di Lodi; tra il 1494 e il 1496 Carlo VIII di Francia cerca di impossessarsi del trono di Napoli ma viene sconfitto da Ferdinando II d’Aragona; Girolamo Savonarola, predicatore infaticabile, verrà condannato a morte nel 1498 lasciando un segno profondo nella cultura del tempo.

Questi sono solo alcuni degli eventi storici che fanno da sfondo a grandi capolavori dell’arte italiana moderna, tra gli artefici c’è anche Raffaello Sanzio.

Raffaello Sanzio: analisi e descrizione della Madonna del Cardellino

raffaello sanzio madonna del cardellino

Raffaello Sanzio Madonna del Cardellino (Madonna con San Giovannino e il Bambino), 1506 circa. Olio su tavola, Firenze, Galleria degli Uffizi.

Raffaello nasce a Urbino. Impara i rudimenti della pittura dal padre, anch’egli pittore, ed entra poi a far parte della bottega del Perugino. Studia i modelli dal vero e diventa maestro nella composizione di pose naturali e morbide, una delle caratteristiche della sua pittura. Una delle testimonianze più note del rapporto tra Raffaello e Perugino è costituito da due opere con lo stesso titolo: Lo sposalizio della Vergine. Si tratta di un tema affrontato da entrambi gli artisti nello stesso periodo, le due opere presentano aspetti analoghi ma anche significative differenze.

Nel 1504 Raffaelo lascia Urbino e si reca a Firenze, dove conosce le opere di Michelangelo e di Leonardo, le studia attentamente e ne apprende gli insegnamenti. Ne abbiamo una prova con la Madonna del Cardellino (1506), una tavola realizzata per Lorenzo Nasi, ricco commerciante fiorentino.

La scena rappresenta un momento di tenero svago all’aria aperta: San Giovannino è abbracciato dalla Vergine e tiene in mano un Cardellino; alla nostra destra il piccolo Gesù si volta verso il compagno di giochi e accarezza l’uccello. La Vergine tiene in mano un libro, un dettaglio che allude alla sua consapevolezza circa il futuro del figlio. In questa scena, tuttavia, non sembra esserci posto per la tristezza e la paura: la giovane madre si prende cura dei due bimbi con grande serenità, accettando il destino di entrambi.

La Madonna indossa una veste rossa e un manto azzurro, due colori molto comuni nell’iconografia del personaggio e che abbiamo avuto modo di notare anche in alcune opere di Leonardo. Il rosso, infatti, allude al sangue e alla Passione di Cristo, l’azzurro al manto del cielo e al rapporto tra vita terrena e ultraterrena simboleggiato dalla Vergine. Osservando attentamente l’opera possiamo notare che nel trattare il paesaggio, il giovane Raffaello ha messo a frutto i suoi studi sulle opere di Leonardo. Si tratta, infatti, di un paesaggio fluviale tratteggiato morbidamente, con trapassi molto delicati tra zone d’ombra e di maggiore luminosità.

Intorno alla metà del Cinquecento l’opera ha subito un forte trauma in seguito al crollo della casa dove si trovava. Ha subito un importante restauro pochi anni dopo: si trattava, infatti, di riassemblare l’opera che si era spezzata in diversi punti. Un altro restauro è datato al 2008.

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