La prima esperienza in assoluto di didattica dell’arte è donna, e anche le successive! Lo sapevi? Si avvivina l’8 Marzo e noi per la festa della donna andiamo alla scoperta delle primissime sperimentazioni di didattica museale in Italia!

Didattica dell’arte: la prima esperienza è donna!

Vi ricordate che la prima esperienza di didattica dell’arte risale ai primissimi anni dopo la seconda guerra mondiale?

Siamo alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma e la prima esperienza di didattica museale è della direttrice Palma Bucarelli.

La didattica della GNAM

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La direttrice era convinta che il museo dovesse essere fruito da tutti, non solo dai soliti esperti e per raggiungere questo scopo rivolse la sua attenzione “didattica” agli allestimenti arrivando a occuparsi poi delle campagne pubblicitarie e della struttura delle visite guidate.

… E anche le successive! Esperienze di didattica museale alla Pinacoteca di BreraPinacoteca di Brera Milano

 

Anche alla Pinacoteca di Brera ad opera di un’altra donna direttrice, Fernarda Wittgens, erano state proposte delle iniziative didattiche.

Divenuta direttrice temporaneamente nel 1941, in sostituzione di Ettore Modigliani (di origine ebraica, Ettore Modigliani dovette lasciare la direzione della Pinacoteca dopo l’approvazione delle leggi razziali, rientrerà nel 1946 contribuendo alla ricostruzione della Pinacoteca distrutta dai bombardamenti e definitivamente nel 1947 alla sua morte), ebbe l’enorme merito di aver salvato dalla Guerra tutti i tesori della Pinacoteca di Brera, di aver contribuito alla successiva ricostruzione e in particolare, per ciò che attiene la nostra trattazione, di aver attivato nel 1955 la “Sezione Didattica”.

Le iniziative in questo senso sono datate già al 1952-1953 quando la Wittgens propose degli incontri in collaborazione con il Provveditorato agli Studi, rivolti ai maestri e ai loro allievi.

Non solo scuole per la Pinacoteca di Brera: la Wittgens  promosse iniziative anche per il Centro Ricreativo Aziendale dei Lavoratori del Comune di Milano, per i disabili e per il pubblico di pensionati.

Il museo lavorava in collaborazione con il territorio e faceva ricerca e sperimentazione per rendere l’esposizione didatticamente formativa per diversi tipi di pubblico. In particolare si svolgevano ricerche in collaborazione con l’Istituto di psicologia dell’Università di Milano sulla percezione dell’allestimento museale da parte dei bambini.

L’effetto inibitorio che avevano le sale enormi e poco illuminate viene mitigato creando visite di gruppo ed esperienze corali di scoperta!