Come promesso il team di Zebrart al completo ha seguito l’inaugurazione di Pop Punto Roma, una mostra di opere della neo pop art italiana, all’interno della manifestazione openARTmarket presso la Fonderia delle Arti, una mostra di Antonietta Campilongo, curatrice romana indipendente che da anni dedica il suo lavoro alla promozione e alla valorizzazione dell’arte contemporanea.

In quell’occasione l’abbiamo conosciuta meglio: vi proponiamo la sua intervista e la galleria delle foto scattate all’inaugurazione!

Antonietta Campilongo: POP PUNTO ROMA e molto altro

Sappiamo che lavori da anni nel campo della curatela e gestisci anche un’associazione culturale: ci racconti qualcosa del tuo lavoro? Quali sono gli scopi che persegue l’associazione? 

Si, sono molti anni che mi occupo di curatela e dell’organizzazione di mostre di arte contemporanea, e di questo ne sono felice. Faccio parte dell’Associazione Neworld in qualità di vice presidente e curatore del settore mostre (nwART). Tuttavia il legame con l’associazione non mi impedisce di lavorare in autonomia. Come curatore indipendente ho collaborato e collaboro con molteplici gallerie private e spazi istituzionali in Italia e all’estero. L’associazione  è nata nel 2007 con la finalità di analizzare le  problematiche sociali ed ecologiche del nostro tempo e sviluppare idee e progetti utili alla loro risoluzione; partecipa al dibattito critico  che mette in discussione il modello di società fondato sullo sviluppismo,  ma anche l’alternativa dello sviluppo sostenibile con le sue molteplici contraddizioni.  Ci adoperiamo affinché si diffonda un pensiero eco-equo-culturale capace di far percepire nella loro reale dimensione le criticità ecologiche e sociali che non possono più essere trascurate. E’ necessario che si affermino stili di vita innovativi capaci di coinvolgere tutti nella costruzione di una società più altruistica e sobria.

Il campo del nostro progettare è ampio e diversificato come lo sono le attività e i luoghi che fanno da sfondo alla vita: abitare, lavorare, relazionarsi, coltivare e scambiare saperi. I nostri scopi: promuovere l’ecoarte, l’architettura bioclimatica,  l’ecodesign, l’educazione all’ambiente,  riflessioni sulla società dei consumi, la pratica dell’autoproduzione, il riutilizzo e il riciclo dei materiali, l’uso di energie da fonti autonome e rinnovabili, l’agricoltura contadina biologica e gli orti urbani, il vivere lento e la cultura del cibo sano, la preservazione delle culture del pianeta a rischio di estinzione. Alla definizione dei progetti ed alla loro realizzazione  partecipano esperti e specialisti competenti nei vari ambiti  (scientifico, tecnico, umanistico, sociologico, artistico, economico, giuridico, educativo e formativo), secondo le caratteristiche del progetto e quasi sempre in una modalità di collaborazione multi-disciplinare.

 

Tutto il team di Zebrart era presente all’inaugurazione di OpenArtMarket presso la Fonderia delle Arti. Di che cosa si tratta e come si inserisce un’iniziativa come questa nel panorama dell’arte contemporanea romana?

Con openARTmarket, l’opera e l’artista, rispettivamente prodotto e produttore d’arte, escono dalla logica dell’eccezionalità e del collezionismo d’élite per diventare un mezzo di comunicazione sociale ed estetico a costi  accessibili a tutti. Senza dubbio vogliamo essere un punto di riferimento per chi è interessato a collezionare arte contemporanea, soprattutto con un focus sui giovani artisti nazionali ed internazionali. Per adesso le persone che si rivolgono a noi sono da una parte collezionisti esperti che conoscono la qualità di quello che proponiamo; dall’altra anche aspiranti collezionisti che stanno muovendo i primi passi in questo mondo e che nutrono in noi fiducia e ci seguono fin dagli esordi di openARTmarket.

Il nostro acquirente ideale è un collezionista interessato a tutto il nostro programma e che crede a quello che proponiamo anche offrendo, perché no, spunti e suggerimenti. Stiamo facendo il possibile per rendere questo “ideale” reale. La finalità di openARTmarket è dunque quella di creare un luogo dove stabilire un contatto diretto tra l’artista emergente ed il pubblico che si affaccia all’arte contemporanea; un luogo dove guardare, discutere, scegliere di comperare delle opere d’arte contemporanee a costi veramente praticabili. Questi sono proprio i due punti qualificanti dell’iniziativa: riconoscere all’artista la sua dignità e qualità di creatore d’arte retribuito per il suo lavoro e funzione sociale e consentire ad un pubblico di utenti interessati all’arte contemporanea la possibilità di acquisire opere di autentico valore artistico.

 

Abbiamo notato con nostro grande compiacimento, che le opere presenti in mostra avevano un cartellino con cifre affordable, che è una tendenza che da qualche anno seguono anche le grandi fiere dedicate all’arte contemporanea (Affordable Art Fair presente a Milano ma anche in altri Paesi ne è un esempio) . Dare un valore all’arte è un tema molto dibattuto  nel sistema dell’arte contemporanea e che vede tra i protagonisti gli artisti, i galleristi, i curatori, i collezionisti. Qual’è la tua opinione da addetta ai lavori?

L’obbiettivo di openARTmarket è dare all’arte la capacità di aprire nuovi spazi di dialogo, e far si che l’arte contemporanea sia sempre meno un discorso per pochi con meno timore reverenziale e più voglia di partecipazione. In questo momento di grave difficoltà finanziaria l’arte soffre poiché l’opinione pubblica non ha maturato nei suoi confronti una sensibilità sufficiente a riconoscerla come una vera priorità. Ci troviamo di fronte a una nuova situazione nella quale bisogna cercare canali diversi, nei quali le logiche di produzione nei prossimi anni probabilmente cambieranno. Di fronte alla prospettiva di cambiamenti  in cui si intrecciano l’emergere di nuove forme di committenza e di un collezionismo in grado di esercitare la sua influenza sul sistema dell’arte a livello globale, diventano ancora più importanti persone che non sono già sintonizzate su questo tema. questo sta diventando per molti artisti una vera urgenza, oltre che una grande opportunità per la società. Attraverso le varie rassegne di openARTmarket, si propongono opere d’arte (pittura, scultura, installazione, fotografia, arte digitale, design) in una fascia di prezzo che va da 49 a 999 euro.

 

Lo speciale POP PUNTO ROMA merita davvero una visita, uno spaccato della nuova pop art davvero interessante con nomi di spicco del panorama nazionale ma non solo. Quali opere e quali artisti ti piacerebbe far conoscere meglio al pubblico di Zebrart?

Lo special Guest che ho presentato in questa edizione di openaARTmarket è davvero “speciale”, artisti di fama internazionale diventano in qualche modo portatori di nuovi valori. Si fanno sostenitori e promotori di nuovi stili di vita più accorti e consapevoli per dare un esempio, attraverso l’arte, alle generazioni future. Uno degli scopi della ricerca artistica, infatti, consiste proprio nell’individuare alcune importanti trasformazioni del panorama sociale. La presenza alla Fonderia delle Arti, di 10 artisti  professionisti provenienti da tutta Italia  mi  fa essere fiera e se dovessi sceglierne uno… li sceglierei tutti!

 

Che progetti hai per il futuro? Vuoi darci qualche anticipazione sui progetti che curerai o più in generale sugli artisti e sulle tematiche che tratterai prossimamente?

Spero di portare a termine eventi ai quali sto lavorando da qualche tempo. Sono in preparazione varie art-actions di cui darò presto notizia; seguiteci! Ecco altri progetti curatoriali di Antonietta Campilongo e il nostro laboratorio didattico per OpenArtMarket!

Ecco le foto dell’inaugurazione… sono solo un assaggio di tutte le opere in mostra!

E voi? Siete già andati alla Fonderia delle Arti a vedere openArtmarket e Pop Punto Roma? Cosa aspettate… avete tempo fino al 15 Dicembre!