L’Associazione Nazionale Piccoli Musei si occupa di promuovere la valorizzazione dei musei italiani attraverso l’organizzazione di conferenze, giornate di studio su temi specifici e un uso intelligente dei social network. 

Essere “piccoli” non significa valere meno: è questo il messaggio che l’Associazione Nazionale Piccoli Musei cerca di trasmettere dal 2007.

I piccoli musei costituiscono la grande maggioranza dei musei presenti in Italia e ne fanno parte vere e proprie eccellenze. Servono, tuttavia, competenze specifiche per far fronte a problemi complessi. Per scoprire le caratteristiche, i vantaggi e i limiti dei Piccoli musei abbiamo oggi una guida d’eccezione: il Presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei, il Dottor Giancarlo Dall’Ara, docente e studioso di Marketing nel Turismo.

 

Quando un museo può essere definito “piccolo”?

Un Piccolo Museo non è solo un mix di “spazi, visitatori, addetti, e risorse” limitati o contenuti, ma è il frutto di una particolare modalità di gestione che offre esperienze originali, in un contesto accogliente e che manifesta un forte legame con il territorio e la comunità locale.

Un piccolo museo non è una versione rimpicciolita di uno grande, ma un modo diverso di intendere il museo: più radicato nel territorio, con un forte legame con la comunità locale, più accogliente, più relazionale. In sostanza la piccola dimensione è anche una questione di atmosfera.

 

piccoli musei

 

Quali sono i punti di forza di un Piccolo Museo?

La dimensione non è una variabile ininfluente e richiede la consapevolezza sia dei limiti che dei vantaggi senza questa consapevolezza la piccola dimensione è “ingestibile”.

Tra i vantaggi abbiamo maggiore flessibilità nella gestione, nel marketing, e nella proposta di visita, maggiore vicinanza all’utenza, maggiore radicamento nel territorio e nelle comunità locali.

Infine – almeno in teoria- un piccolo museo più di uno grande è in grado di curare i dettagli, ma sono proprio i “dettagli”, come i tesori minimi, il grande patrimonio non valorizzato nel nostro Paese.

Tutto questo può essere sintetizzato con uno slogan: “un piccolo museo è un luogo vicino”

Naturalmente ci sono anche gli svantaggi: penuria di risorse, a volte insufficiente professionalità del personale, mancanza di servizi collaterali, poca visibilità/appeal e debole richiamo turistico, il legame con le Istituzioni locali.

 

 

Secondo Lei i Social Network possono rivelarsi validi alleati dei Piccoli Musei? Come andrebbero adoperati affinché risultino efficaci?

I social network sono i grandi alleati dei piccoli musei, sono l’ambiente relazionale coerente con noi, e sempre in teoria, più facilmente gestibile da un piccolo museo. C’è una sola regola perché la presenza sui social sia funzionale al progetto di un museo e ai suoi obiettivi culturali e di sviluppo: che siano gestiti con passione. Tutto il resto è dato da aspetti tecnici che si acquisiscono facilmente, con un poco di formazione e magari anche con qualche risorsa economica.

 

 Quali saranno i prossimi obiettivi dell’Associazione?

Ora siamo impegnati per organizzare il 6° Convegno Nazionale che si terrà a Massa Marittima il 2 e 3 ottobre 2015 e che vedrà la partecipazione anche di diversi piccoli musei esteri. Il convegno nazionale è il nostro appuntamento per eccellenza, e come sa chi ha già partecipato alle nostre iniziative, è davvero una occasione unica sia per la qualità delle relazioni che per la passione che anima i partecipanti, perché finalmente i problemi e gli obiettivi sono  presentati e valutati non nell’ottica generica di un museo, ma in quella specifica di un piccolo museo.

Inoltre con periodicità settimanale Caterina Pisu, che è la coordinatrice dell’Associazione, e Ilenia Atzori, che è la responsabile regionale della Sardegna, gestiscono #smallmuseumtour, l’appuntamenti dei piccoli musei su Twitter, che è diventato un vero caso di studio.