Il Quattrocento italiano è famoso in tutto il mondo per la superba maestria degli artisti: oggi vi parliamo del pittore soprannominato Perugino e di una delle sue opere più famose, Lo sposalizio della Vergine e delle differenze con l’opera omonima di Raffaello!

Perugino, il pittore amante dell’eleganza

Il vero nome del Perugino è Pietro di Cristoforo Vannucci, è nato a Città della Pieve nel 1445 circa ed è morto nel 1523. Il Perugino è noto soprattutto per essere stato maestro di Raffaello Sanzio, pilastro del Rinascimento italiano, ma la fama dell’allievo non deve farci dimenticare il suo grande talento: il Perugino, infatti, è stato titolare di due botteghe molto attive tra l’Umbria e la Toscana e verso la fine del Quattrocento era famoso in tutto il centro-nord!

Non si conoscono molte delle sue opere giovanili ma sappiamo che Perugia era in quegli anni un centro culturale molto interessante e, anche grazie ai viaggi a Firenze, l’artista sviluppò un linguaggio originale che coniuga la lezione prospettica di Piero della Francesca all’eleganza lineare di Botticelli e Andrea del Verrocchio.

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Perugino, Consegna delle chiavi a San Pietro, 1481-1482, Roma, Cappella Sistina.

Una delle sue opere più note è La consegna delle chiavi a San Pietro, affresco che possiamo ammirare nella Cappella Sistina (famosa soprattutto per gli affreschi di Michelangelo) realizzato tra 1481 e 1482. Il tema dell’affresco è estremamente importante perché riguarda l’investitura di Pietro, ovvero la trasmissione del potere spirituale da Cristo ai suoi successori. Il nostro sguardo viene immediatamente catturato dal sontuoso tempio sullo sfondo e subito dopo dai due protagonisti, raffigurati in primo piano. Cristo e Pietro sono circondati dagli Apostoli e le loro pose sono molto simili a quelle della statuaria classica e l’intera scena appena connotata da una profonda solennità. Il tramonto irradia di una luce rosata la piazza, mentre sullo sfondo i passanti sono ignari testimoni della vicenda.

Il Perugino riesce a mescolare la monumentalità delle architetture di Piero della Francesca e i suoi studi sulla prospettiva ad una certa naturalezza, grazie alla scelta dei toni morbidi e dei chiaroscuri raffinati.

Perugino e Lo sposalizio della Vergine: confronti con Raffaello

Le opere del Perugino sono connotate da una grande eleganza e compostezza, lo possiamo notare anche nell’olio su tavola Lo sposalizio della Vergine, realizzato tra 1501 e 1504 circa.  Il soggetto era stato inizialmente commissionato a Pinturicchio per la Cappella del Santo Anello del Duomo di Perugia ma venne poi affidato a Pietro Perugino. Al 1504, invece, risale la versione realizzata da Raffaello, oggi conservata alla Pinacoteca di Brera. Il confronto tra queste due opere, entrambe di altissimo livello, si può evidenziare osservando in che modo i due artisti hanno trattato lo sfondo e i personaggi.

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Lo sposalizio della Vergine, a sinistra versione del Perugino (1501-4), a destra versione di Raffaello (1504).

Innanzitutto possiamo notare che il punto di vista è differente perché Raffaello alza lievemente il punto di fuga prospettico. Il tempietto sullo sfondo ricorda quello ne La consegna delle chiavi a San Pietro di Perugino ma il tema, in questo caso, è molto diverso perché riguarda il matrimonio tra Maria e il più anziano Giuseppe. Nell’opera di Raffaello c’è una maggiore attenzione per i dettagli architettonici dell’edificio, vero e proprio fulcro intorno al quale ruota tutto il resto della composizione. Non si tratta di una mera scenografia!

Per quanto riguarda la raffigurazione dei protagonisti, il ventunenne Raffaello dipinge un numero di personaggi minore rispetto al maestro Perugino, al centro della composizione il sacerdote tiene le mani degli sposi che si scambiano gli anelli con grande solennità. I colori sono caldi e le pose assolutamente naturali, basti osservare il giovane sulla destra che, secondo un’antica usanza, spezza un bastone: nonostante la complessità della sua posizione, l’atto è descritto con grande eleganza. A differenza del suo allievo, Perugino non lavora con modelli dal vero e, secondo i critici, la sua versione dello sposalizio della Vergine è meno naturale e le pose appaiono leggermente più rigide.

Ti è piaciuto perugino sposalizio della vergine? Allora dai un’occhiata anche all’approfondimento su Piero della Francesca!