Quante volte abbiamo sentito parlare di colonne doriche, ioniche e corinzie senza ricordare esattamente le differenze che le contraddistinguono? Chi ha introdotto gli ordini architettonici per la prima volta e perché? Cerchiamo di dare una risposta a queste domande nel nostro post di oggi, continua a leggere!

Ordini architettonici: perché hanno nomi greci?

tipi di ordine architettonico spiegazione riassunto

Credit: zanichelli

L’ordine architettonico è il complesso di norme che regolano le proporzioni tra le parti di un edificio. Il primo a introdurre questo concetto è stato Vitruvio Pollione, un architetto romano vissuto nel I secolo a. C., autore del De Architectura, un testo diviso in 10 libri che illustra le principali tecniche costruttive dell’antichità. Gli ordini hanno nomi greci perché compaiono per la prima volta in specifiche regioni della Grecia: quello dorico ad esempio è originario del Peloponneso, quello Ionico dell’Asia minore e Samo, quello corinzio invece sarebbe stato suggerito all’architetto Kallimakos da un cesto di acanto posto sulla tomba di un giovane uomo. Vitruvio parla anche di un quarto ordine detto tuscanico, di origine etrusca e usato anche dai Romani, che ha un capitello abbastanza simile a quello dorico. Ricordiamo che esiste anche una quinta tipologia, quella chiamata composita, usata soprattutto al tempo degli imperatori Flavi, che combina aspetti del capitello ionico e del corinzio.

Ordine architettonico dorico, spiegazione

Quando parliamo di ordini architettonici siamo solitamente portati a concentrarci sulle forme assunte dal capitello. Sebbene ciò non sia affatto un errore, dobbiamo ricordare però che i diversi ordini si differenziano per un gran numero di elementi che concorrono a dare alle colonne e agli edifici un aspetto molto diverso. Si tratta di organizzare in modo diverso i rapporti tra la lunghezza della colonna e la lunghezza della trabeazione, ad esempio, o di variare il diametro del fusto della colonna per dare una sensazione di maggiore “leggerezza” all’intero edificio.

L’ordine dorico è il più antico e prevedeva un tempio eretto su un basamento (krepidoma) formato da tre gradini (ognuno dei quali si chiama stilobate). Le colonne erano composte da fusto e capitello e presentano la cosiddetta èntasis, ovvero un rigonfiamento del fusto della colonna che appare a circa un terzo dalla base: per sopportare il peso delle strutture superiori, infatti, era necessario che le colonne fossero molto robuste.

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Ordine dorico. credit: wikitecnica.com

Il fusto della colonna aveva spigoli vivi con 20 scalanature. Il capitello era formato da enchino (forma simile a un tronco di cono) e abaco (parallelepipedo). Sopra il capitello c’è la trabeazione, composta da architrave (epistilio) solitamente a superficie liscia, che precedeva la fascia di metope e triglifi, sopra la quale troviamo l‘ultima fascia ovvero la cornice. Quest’ultima componeva il frontone circondando la parete interna triangolare detta timpano. Il rapporto tra la misura della trabeazione e la lunghezza delle colonne era solitamente di 1:3 ma in certi casi, come ad esempio nel tempio di Zeus a Olimpia, era di 2:5.

Ordine architettonico ionico, riassunto

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ordine ionico. Credit: fisarcheo.altervista.org via pinterest

L’ordine ionico si distingueva per diversi elementi: innanzitutto la colonna ha una base formata da toro e trochilo alternati. Il fusto della colonna aveva più scalanature, solitamente 24, e non c’era èntasis.

Il capitello era costituito da una fascia di ovuli che sostenevano il cosiddetto cuscino, il quale si raccordava alla trabeazione mediante l’abaco.

Il rapporto tra l’altezza della colonna e il diametro inferiore del fusto era di 1:10, mentre nell’ordine dorico era di 1:6!

L’architrave era diviso in tre fasce, sopra vi prendeva posto il fregio continuo e poi la cornice, che componeva il frontone triangolare.

Ordine architettonico corinzio

L’ordine architettonico corinzio è il più recente perché venne utilizzato per la prima volta alla fine del V secolo a.C., durante la costruzione del tempio di Apollo a Bassae. È molto simile a quello ionico, la differenza più vistosa consiste nel capitello che viene riccamente decorato con motivi ispirati alle foglie d’acanto, e con piccole differenze di proporzione tra i vari elementi.