Quando si avvicina l’estate, ogni anno la mia mente comincia a divagare e a perdersi pensando al mare, al fruscio delle onde e all’acqua. Ogni tanto è bello prendersi una pausa e immergersi in pensieri positivi! Osservare un’opera d’arte è concedersi uno spazio all’interno della giornata per compiere un breve viaggio da fermi e ritrovarsi, dopo 10 minuti, arricchiti.

Esistono molte onde nell’arte ma un’opera in particolare riaffiora costantemente tra i miei ricordi: La grande Onda di Hokusai. La osserviamo insieme?

La grande onda di Kanagawa

Hokusai, La grande onda di Kanagawa, 1830/31 ca.

Hokusai, La grande onda di Kanagawa, 1830/31 ca.

Questa stampa, oltre a rappresentare una delle immagini più famose al mondo, è la prima della celebre serie intitolata 36 vedute del Monte Fuji (富嶽三十六景 Fugaku sanjūrokkei) ad opera del maestro Katsushika Hokusai.

L’opera è una xilografia (cioè una stampa su legno) di dimensioni medio-piccole. È raffigurata un’onda di enormi dimensioni che minaccia alcune imbarcazioni nel mare di Kanagawa; sullo sfondo il tema ricorrente di tutta la serie: il Monte Fuji, il vulcano, la montagna più alta del Giappone e considerato sacro.

Katsushika Hokusai è stato un artista giapponese vissuto a cavallo tra la fine del ‘700 e la prima metà dell’800. I suoi lavori divennero celebri anche in Europa e moltissimi artisti come Monet, Van Gogh e Gauiguin trassero ispirazione dalle sue opere.

La serie delle vedute del Monte Fuji ebbe una gestazione particolare. Attorno al 1828 Hokusai si trovava in gravi difficoltà finanziare, dovendo anche occuparsi di un nipote. Furono i debiti ad ispirare il maestro per la creazione di una serie di stampe che unissero la sacralità del Monte Fuji con la vita secolare, la tradizione della pittura giapponese con le influenze dell’arte occidentale.

Analisi dell’opera La Grande Onda e piccole curiosità

La grande onda, part.

La grande onda, part.

  • Nella xillografia della Grande Onda compaiono due scritte. La prima, inserita in un riquadro, rappresenta il titolo dell’opera mentre la seconda è la firma dell’artista che può essere tradotta come “Dal pennello di Hokusai che cambiò il nome in Iitsu”. L’artista utilizzò, nelle 36 vedute della serie, diverse firme all’interno delle sue opere.
  • Spesso, erroneamente, si è associata la grandezza dell’onda rappresentata da Hokusai con la forza distruttrice dello tsunami. In realtà è stato osservato che, prendendo come riferimento la dimensione delle imbarcazioni presenti sulla stampa, l’altezza dell’onda sarebbe approssimativamente di 10-12 metri. Si tratterebbe quindi di una grande onda, o un treno di onde, in mare aperto.
  • Nell’opera compaiono tre imbarcazioni. Si tratta di veloci chiatte che venivano utilizzate per il trasporto del pesce ancora vivo destinato ai mercati. La grafica lineare e pulita di Hokusai non tralascia i dettagli; l’artista ritrasse i vogatori all’interno delle imbarcazioni, con dei vestiti di color indaco. Dallo studio degli abiti si è potuto ambientare l’intera opera nel periodo primaverile, stagione in cui venivano indossati abiti da lavoro di quel colore.
Una delle 36 vedute del Monte Fuji di Hokusai

Una delle 36 vedute del Monte Fuji di Hokusai

È incredibile pensare come, a distanza di secoli queste stampe possano ancora narrare le storie di un passato così distante da noi; come, con la loro linearità e lucida osservazione, rappresentino alla perfezione il lavoro dell’uomo, la natura e la società stessa riuscendo a coniugare le antichissime tradizioni del Giappone con le influenze dell’occidente.