I musei possono davvero fare la differenza nella vita di una persona? Come dovrebbero comportarsi, pensare, agire per partecipare alla formazione dei cittadini del XXI secolo?

Grazie all’articolo di Maria Xanthoudaki di marzo 2015 esamineremo la questione focalizzandoci sul (potenziale) ruolo dei musei nel processo di apprendimento individuale. A ben vedere non c’è niente di nuovo: la riflessione sull’identità del museo, sul proprio ruolo e sull’impatto sociale è sempre stata presente in queste istituzioni, stretti a doppio filo con la storia, la cultura, la società e le persone. Nel periodo storico attuale, tuttavia, tutto cambia molto velocemente e il bisogno di ridefinire i propri compiti si è intensificato. Riflettere sul proprio ruolo aiuta anche a spingere un po’ più in là i confini di ciò che consideriamo il lavoro di un museo, avvicinandolo all’ideale di un’istituzione impegnata nel sociale. Allo stato attuale delle cose, infatti, la nozione di responsabilità sociale acquista fondamentale importanza soprattutto per gli operatori didattici.

metodi di apprendimento musei e scuola

Come sta cambiando la società?

Non serve essere esperti di informatica per notare che non viviamo, non impariamo e non comunichiamo nello stesso modo di cinque anni fa. Le variazioni che subiscono le piattaforme tecnologiche avvengono ad una velocità impressionante. Oggi i media digitali e di rete offrono nuove possibilità di interconnessione, una maggiore accessibilità alla conoscenza e alla socializzazione; consentono di esplorare nuovi modi di incontrarsi, di imparare, di partecipare, di protestare, di (co)creare.

L’aumento del senso di responsabilità comporta anche un aumento di preoccupazioni che non riguardano solo i potenziali traguardi della tecnologia ma anche i cambiamenti nello stile di vita e nei rapporti tra le persone e il pianeta. In questa situazione, l’impegno civico e l’inclusione sono visti come strumenti fondamentali per tenere traccia di queste sfide e scamparne i pericoli maggiori.

Le competenze del cittadino di domani

Dagli Stati Uniti d’America, all’Unione europea e a Singapore, educatori e responsabili politici definiscono il cittadino modello del XXI secolo come una persona capace di comprendere la differenza tra giusto e sbagliato, versatile, che pensa in modo indipendente e critico, che sa comunicare in modo efficace.

Sviluppare queste competenze significa investire in nuovi approcci già tra i banchi di scuola. Promuovere il pensiero critico e la competenza informatica, la creatività e la capacità di adattamento, la coscienziosità e la tenacia pur insegnando l’importanza di coltivare interessi personali non è affatto facile. È richiesto un metodo fortemente individualizzato in cui gli studenti sono chiamati a collaborare con educatori ed esperti: l’obiettivo è personalizzare l’esperienza di apprendimento sulla base di competenze e interessi invece che sull’età anagrafica.

studenti e metodi di apprendimento nei musei

Per la prima volta viene chiaramente riconosciuta l’importanza e la necessità di far partecipare attivamente lo studente alla propria educazione. Questo cambiamento di rotta non è dovuto all’improvviso riconoscimento del valore dell’apprendimento personalizzato ma al fatto che esso sembra essere l’unico modo per affrontare il cambiamento con efficacia.

Gli esperti di apprendimento informale e i pedagogisti dovrebbero essere più felici che mai. Le politiche e le pratiche attuali sembrano riconoscere ciò che hanno sempre sostenuto: è il processo di apprendimento a doversi adattare allo studente, non il contrario!

Musei e apprendimento: tre nomi da ricordare

La convinzione che i musei siano in grado di cambiare la vita delle persone diventa oggi ancora più forte. I musei hanno imparato il valore di un approccio centrato sullo studente prima di molti altri istituti di istruzione e hanno adottato un approccio didattico che ora sembra essere l’unico efficace per il futuro. I musei possono fare la differenza perché sono in grado di utilizzare una metodologia che fa parte della loro stessa natura, per la quale sono ampiamente riconosciuti e apprezzati e che può essere la chiave per la costruzione delle competenze individuali del XXI secolo.

Quali potrebbero essere gli approcci da utilizzare?

Ve ne indichiamo tre:

– Il processo di apprendimento Kindergarten di Mitchel Resnick, che si basa su 4 semplici principi: Progetti – Compagni – Passione – Gioco. Introduce un metodo di apprendimento permanente attraverso la sperimentazione, lo studio e l’esplorazione dei limiti individuali, nonché la possibilità di condivisione collaborativa.

David Price nel suo testo Open: How well we’ll Work, Live and Learn in the Future promuove l’idea di una visione olistica dell’apprendimento. Sostiene (anche se non possiamo avere pretesa di completezza in questa sede) che il successo e la soddisfazione personale provengano dai seguenti steps: prendere l’iniziativa – assumersi delle responsabilità nello spazio sociale – costruire la fiducia in se stessi – imparare la condivisione e, infine, dal divertimento combinato con la sfida.

bambini e apprendimento informale nei musei

– Quello dell’inchiesta è ormai forse il più popolare metodo di insegnamento ‘alternativo’ e l’approccio di apprendimento adottato o raccomandato da una vasta gamma di testi di settore. Secondo questo metodo, gli studenti sono invitati a fare tesoro delle esperienze con l’aiuto di un operatore che li guida nella riflessione attraverso il dialogo e il confronto con gli altri, l’interpretazione dei dati e l’osservazione, fino ad arrivare all’applicazione delle concezioni di nuova acquisizione in altri contesti della vita.

L’elemento più importante che i tre approcci hanno in comune è il ruolo del discente. Tutti questi metodi si concentrano sull’importanza di formare una giovane generazione di creatori, ricercatori e liberi pensatori. Lo studente viene percepito – e valorizzato – in qualità di esperto e ricercatore nel suo pieno diritto, cresce attraverso esperienze significative a livello personale, ha voce in capitolo su cosa e come imparare, vede se stesso come un individuo libero e attivo in un ambiente di apprendimento sempre più de-istituzionalizzato. Lo studente può così diventare il co-artefice della propria conoscenza.