Dal 25 marzo potremo ammirare la mostra su Mirò a Milano presso il MUDEC (Museo delle Culture). Mirò è uno dei grandi maestri del surrealismo che seppe portare colore e vivace allegria tra le fila del movimento teorizzato da André Breton!

Mirò e le sue opere… Un gioco da bambini!

Come abbiamo già visto in un articolo precedente dedicato a Magritte e alla sua famosa pipa , il Surrealismo è un movimento che abbraccia tante discipline e che può contare su un Manifesto, scritto nel 1924. Breton, intellettuale che firmò il Manifesto, descriveva il Surrealismo come:

Puro automatismo psichico attraverso cui si intende esprimere verbalmente, con la scrittura o attraverso qualsiasi altro metodo, il vero funzionamento della mente. È il dettato del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di là di ogni preoccupazione estetica o morale.

Ciò significa che per scoprire il vero funzionamento della mente non era necessario ricorrere alla ragione e alla logica ma, piuttosto, accettare l’irrazionalità, l’assurdo, il gioco e la magia.

opera di mirò artista spagnolo surrealista

Possiamo provare anche noi! Uno degli esercizi utilizzati da alcuni artisti surrealisti, la scrittura libera, è nota con il nome di Cadaveri squisiti: è un gioco molto divertente da fare anche con i bambini (il nome può trarre in inganno ma l’attività è adatta a tutti! 😀 ) !

Ogni artista surrealista, quindi, scavando nella propria mente, nei propri ricordi e nei propri pensieri, scopre qualcosa di assolutamente unico. Ognuno di noi, infatti, ha emozioni e pensieri che meritano di essere ascoltati! Qualche artista canterà l’amore, qualcun altro esplorerà le proprie paure… Juan Mirò dipinge la gioia e l’allegria, con colori vivaci.

Mirò, nato a Barcellona nel 1893, si reca intorno agli anni Venti a Parigi. Sapeva già dipingere e le sue opere erano influenzate dallo studio del cubismo. Pian piano, entrando in contatto con quelli che diventeranno presto suoi amici, ovvero gli altri membri del gruppo surrealista, inizia a cambiare rotta.

mirò pittore surrealista opere bidimensionali

Elimina, innanzitutto, la prospettiva e la profondità: molto spesso le sue opere sono puramente bidimensionali. I suoi paesaggi -osserviamoli bene: non sono forse un po’ strani? Alcuni ricordano la spiaggia, altri il deserto… Ma hanno sempre qualche elemento che li riconduce ad una dimensione diversa da quella reale!- sono popolati da forma astratte, animaletti, occhi, forme geometriche e, cosa molto importante, non c’è una vera e propria distinzione tra il bordo e il centro.

La sua pittura, infatti, è definita all over perché le figure che la popolano vengono dipinte sulla tela senza differenza tra il centro e i bordi della tela. Questo ci può apparire un dettaglio ininfluente ma in realtà è molto importante! Per secoli, infatti, i pittori erano abituati a dipingere non soltanto utilizzando la prospettiva ma consapevoli che le scene posizionate al centro dell’opera avevano un impatto visivo maggiore rispetto a quelle collocate di lato, e spesso riservavano ai personaggi più importanti  o alle scene più emozionanti la parte centrale della tela. Con Mirò questa distinzione si perde: le sue mezzelune e i suoi soli fluttuano liberamente sulla tela!

juan mirò surrealista spagnolo

Le sue opere sono spesso dipinte senza sfumature o chiaroscuri perché in molte opere ha preferito le campiture piatte.

La mostra a Milano su Mirò: visitiamola con i bambini!

Dal 23 marzo non potete perdere la mostra dedicata a Mirò! Si terrà al MUDEC di Milano e conterrà le opere della collezione della famiglia dell’artista e della Fondazione Mirò di Barcellona. È un’ottima occasione per portare con voi i bambini! Scarica la nostra scheda didattica gratuita in omaggio e metti in tasca qualche matita colorata (o se preferisci pastelli a cera, pastelli a olio…): fai scegliere ai bambini l’opera che preferiscono e mettetevi comodi 😀

Divertimento assicurato! Parola di zebra :)

Mostra a Milano: Mirò per bambini!