Quando si osserva un quadro astratto, non conoscendo l’autore approfonditamente, spesso ci si chiede se, oltre a linee e macchie o campi di colore, esso sia stato effettivamente in grado di creare bei dipinti utilizzando tecniche grafiche e di disegno tradizionale.

Ovviamente si, gli artisti devono avere solide basi figurative per riuscire a semplificare e, quindi, passare all’astratto.

In quest’articolo voglio parlare di Piet Mondrian (1872-1944), uno dei primi artisti che nel suo lavoro operò via via una semplificazione, un’epurazione delle figure, passando per le linee cardinali che compongono l’oggetto, o il paesaggio, fino ad arrivare alla completa astrazione, la quale è rappresentata dal nucleo più noto delle sue opere.

Il periodo figurativo di Mondrian

mulino rosso Mondrian

Piet Mondrian, Mulino rosso, 1911

Fino al 1912 Mondrian visse in Olanda. In questo periodo, la sua pittura era perlopiù figurativa, riportava le influenze degli impressionisti e i soggetti erano spesso naturalistici.

La prima produzione di Mondrian procedette per temi che descrivevano la sua Olanda: mulini, campi, fiumi descritti alla maniera impressionista della scuola de l’Aia, seppur già carichi di un’espressione personale ben definita.

Piet Mondrian, Albero rosso, 1908-1910

Piet Mondrian, Albero rosso, 1908-1910

Nella sua ricerca si riscontravano influenze del puntinismo e del fauvismo nell’uso di colori estremamente vividi e accesi.

La figurazione, anche se geometrizzante, è ancora molto presente nel dipinto Evoluzione , eseguito tra il 1910 e il 1911, quadro simbolo dell’adesione del pittore alla teosofia (una dottrina mistico-filosofica fondata dalla filosofa Helena Blavatsky) . In questo quadro le tre figure femminili (da leggersi partendo da quella di sinistra a quella di destra ed infine la centrale) rappresentano i tre stadi per la conquista di una verità superiore, accordate con i simboli degli amaryllis rossi, che rappresentano la sensualità; della stella a sei punte, la perfezione, ed infine la luce bianca, la visione spirituale.

Piet Mondrian, Evoluzione, 1910-1911

Piet Mondrian, Evoluzione, 1910-1911

Mondrian a Parigi – il cubismo e l’astrattismo geometrico

Gli anni tra il 1910 e il 1912  furono cruciali per la storia dell’arte contemporanea, Parigi in quel momento era il centro del mondo dell’arte e anche Mondrian, già dal 1911, era lì.

Piet Mondrian, Natura morta con vaso di zenzero I, 1911

Piet Mondrian, Natura morta con vaso di zenzero I, 1911

A Parigi ebbe modo di approfondire la lezione di Cèzanne e entrare in contatto con Picasso e Braque, i quali all’epoca erano già approdati alla loro fase cubista. I loro studi, ma soprattutto il loro nuovo linguaggio (il cubismo può essere considerato un vero e proprio linguaggio), si insinuarono prepotentemente anche nelle riflessioni di Mondrian facendo scaturire quadri come Natura morta con Vaso di zenzero (eseguito in più versioni), dove il vaso, seppur stilizzato, rimane l’unico elemento pienamente riconoscibile all’interno di una natura morta le cui diverse componenti sono già fortemente geometrizzate.

Mondrian da questo punto in poi inizierà ad intraprendere una crescente stilizzazione e focalizzerà la sua attenzione, non più Piet_Mondrian,_1911,_Gray_Tree_(De_grijze_boom),_oil_on_canvas,_79.7_x_109.1_cm,_Gemeentemuseum_Den_Haag,_Netherlandsseguendo l’ottica cubista, ma dirigendosi verso una geometrizzazione sempre più forte e sempre più orientata verso le linee cardinali, origine della geometria stessa.

Il passaggio successivo, nella sua produzione, sono infatti quadri come Albero grigio, del 1911, dove l’albero ha perso il colore mentre le foglie, i rami e il tronco sono rappresentati da una serie di linee curve che si intersecano tra loro,  e Molo e Oceano, del

Piet Mondrian, Molo e oceano, 1915

Piet Mondrian, Molo e oceano, 1915

1915, in cui del molo e dell’orizzonte del mare sono rimasti solamente una serie di piccoli segni grafici perpendicolari che, nonostante l’estrema sintesi, rendono perfettamente il senso della rappresentazione, aiutata anche dalla scelta della tela di formato ovale.

Negli anni a seguire, la ricerca di Mondrian proseguirà in questa direzione, ormai l’astrattismo è diventato la sua principale espressione.

Dal 1919, di nuovo a Parigi, anche i titoli dei suoi lavori perderanno l’unico richiamo figurativo che era rimasto, diventando Composizioni e Losanghe e inaugurando un nuovo periodo nella produzione di quest’artista, quello del Neoplasticismo e  di De Stijl.

Per il resto della sua produzione Mondrian continuò a lavorare sullo schema grafico delle griglie e delle composizioni di colori, raggiungendo l’apice di un percorso di decenni di studio attraverso l’arte moderna e la sperimentazione.

Il suo stile, inimitabile, essenziale ed estremamente attuale, continua ad essere un riferimento nel campo dell’arte, della moda, del design e della grafica.

Piet Mondrian, Composizione II in Rosso Blu e Giallo, 1930

Piet Mondrian, Composizione II in Rosso Blu e Giallo, 1930