Inammissibile non conoscere Fontana! 😀 Scopriamo la sua vita e le sue opere principali!

Lucio Fontana, biografia

Lucio Fontana nasce in Argentina, a Rosario di Santa Fè, il 19 febbraio 1899. Luigi, suo padre, è scultore e la madre Lucia è attrice di teatro. Si trasferisce a Milano nel 1928, dove frequenta corsi di scultura all’Accademia di Brera. Nel 1930 conosce Teresita Rasini che diventerà sua moglie.

lucio fontana vita e opere

La famiglia di Lucio Fontana nel 1911. Fonte: fondazioneluciofontana.it

Nel 1940 parte per Buenos Aires, dove lavora e vince concorsi. Professore di modellato alla Scuola di Belle Arti, nel 1946 organizza una scuola d’arte privata: l’accademia di Altamira. Nel frattempo, elabora teorie di ricerca, che portano alla stesura del Manifesto Blanco (1946). Lasciata Milano e trasferitosi a Comabbio, paese d’origine della sua famiglia di cui aveva restaurato la vecchia casa colonica, muore il 7 settembre 1968.

Lucio Fontana tagli su tela: il tempo dell’attesa

Nel 1947 fonda il Movimento spaziale e pubblica il Primo Manifesto dello Spazialismo, che gli permette di esprimere le sue nuove idee sull’arte. Per Fontana, gli artisti devono concepire lo spazio in un modo nuovo e devono abbandonare la pittura da cavalletto. “Vogliamo che il quadro esca dalla sua cornice e la scultura dalla sua campana di vetro”: l’arte si deve espandere alla scoperta di nuove tecniche e forme.

lucio fontana tagli su tela

L. Fontana, Concetto spaziale, Attesa, 1960. (particolare)
Fonte: culturaeculture.it

Dal 1949 l’artista realizza le sue opere più originali e più conosciute: alla ricerca di una terza dimensione lavora con tagli e buchi, che gli offrono la possibilità di mettere in relazione la superficie della tela con lo spazio. Lo spazio ha una propria fisicità, non è vuoto, ma è materia: è una superficie attraversata dalla luce, costruita con la luce.

Dal 1958 Fontana lavora ai Concetti-Spaziali-Attese: tagli verticali, inizialmente realizzati in successioni multiple e poi unici. Tele monocrome con tagli rettilinei, dove “passa la luce, non c’è bisogno di dipingere”. Ma che cos’è l’attesa? È il tempo dell’assenza, che presuppone un presente e un futuro. Si tratta di un lavoro concettuale, perché ciò che sta dietro a una di queste opere è la parte più importante. L’operazione artistica consiste nello sfondamento della tela, attraverso un taglio e\o buco creato nella materia.

Le opere di Fontana hanno, inizialmente, scandalizzato il pubblico anche per la facilità con cui è possibile rifarle.

I quadri di Fontana e la luce

Lucio Fontana sperimenta diversi materiali, tra cui gesso, bronzo e ceramica, ma esplora anche una vasta gamma di esperienze legate alla luce, partendo dall’uso della luce nera (lampada di Wood) e arriva al neon.

opere di fontana tagli su terracotta

L. Fontana, Concetto spaziale, 1959-1960. Taglio su terracotta colorata a ingobbio. Fonte: fondazioneluciofontana.it

Grazie alla luce, l’artista propone gli Ambienti Spaziali: il primo di questi fu realizzato alla galleria il Naviglio di Milano nel 1949. in quell’occasione Fontana usa grumi di cartapesta, colorati con vernice fluorescente, che fluttuano in un ambiente nero. Fontana collabora con diversi architetti e nel 1951, in occasione della Nona Triennale, realizza un Ambiente spaziale, composto da un unico neon di 100 metri (oggi visibile al Museo del Novecento di Milano). Lucio Fontana, in questo modo, amplia il repertorio di materiali per fare arte e dimostra che architettura, pittura e scultura sono in grado di giungere ad una sintesi di colore, movimento e spazio. Il vuoto è protagonista perché usando luce e spazio, si divide tra materiale e immateriale.