Scopriamo insieme le origini delle professioni artistiche. Il Medioevo non rappresenta solamente i secoli bui ma ha gettato le basi del sistema artistico odierno: dagli artisti alle committenze.

Artisti e artigiani

Photo credit: Cultorweb.com

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Gli artisti non sono sempre esistiti, o meglio, non in questi termini. La parola artista, per tutto il Duecento, veniva associata all’idea di un professionista dedito alle Arti liberali che, a quel tempo, comprendevano tutte quelle produzioni ottenute grazie ad un lavoro intellettuale e senza il ricorso a tecniche manuali.

Photo credit: Webalice.it

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La parola Arte nel Medioevo veniva collegata alle associazioni corporative di mercanti ed artigiani. Un artifices era quindi letteralmente una persona che lavorava in maniera manuale; un artigiano. Sotto questa categoria venivano identificati però anche i pittori, gli scultori e gli architetti.

L’artista nel Medioevo, era colui che aveva il compito di trasmettere tramite le immagini il proprio sapere. Perfetto per la divulgazione dei più disparati argomenti anche ad un pubblico non alfabetizzato.

L’artista/artigiano venne considerato, per tutto il corso del Duecento, di rango inferiore rispetto a chi praticava le Arti Liberali (generalmente chierici e tutti coloro che accedevano agli studi universitari) i quali sfruttavano la comunicazione scritta, più elitaria, destinata ai pochi in grado di leggere e scrivere.

Il Trecento

Solo a partire dal Trecento il termine “artista” divenne di uso comune ed utilizzato con l’odierna concezione del termine. Poeti, scrittori, pittori e musicisti venivano ora considerati artisti. Da questo momento in poi anche il valore attribuito a questo tipo di professione vide un cambiamento sia in ambito sociale che di prestigio per gli artisti stessi. Se prima l’Arte assumeva un valore collettivo ed era estremamente legata all’ambito religioso, a partire dal Trecento, divenne a tutti gli effetti riconosciuta come un lavoro, fonte di guadagno e di espressione personale.

Photo credit: Pennabili.com

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Anche se venivano resi noti alcuni nomi di artisti nel Medioevo (tramite la firma sull’opera, molto spesso accompagnata da una breve frase in latino) restano come figure di spicco i committenti; quasi sempre sovrani, il vescovi, il principi o nobili, i quali commissionavano il lavoro. Gli artisti rimanevano quindi in una tradizione di maestranze e di esperti del settore, anche se alcuni avevano raggiunto grande fama, ed eseguivano il lavoro tramite le botteghe e le corporazioni.

La distinzione tra artisti e artigiani sta nell’atto creativo, proprio dell’artista, che fa del proprio lavoro un pezzo unico ed irripetibile.

A partire da quello che viene definito convenzionalmente come Alto Medioevo, gli artisti più influenti inizieranno ad emergere nell’ambiente artistico e ad uscire dalle botteghe affermando quello che sarà il loro ruolo nel corso della storia dell’arte.