Saper riconoscere e utilizzare opportunamente i colori in elaborati creativi è un’abilità molto importante da acquisire, soprattutto durante gli anni della scuola dell’infanzia e il primo ciclo della scuola primaria!

È necessario che i bambini acquisiscano competenze sui colori primari e secondari, che sappiano distinguere tra colori caldi e freddi impiegandoli correttamente in un elaborato creativo.

Molto spesso, tuttavia, ci dimentichiamo dell’esistenza e dell’importanza di un colore fondamentale: il nero!

Il colore nero: che percezione ha il bambino?

Potrebbe sembrarci strano ma… Il nero non è un vero e proprio colore! Il mondo che ci circonda, infatti, è fatto di colori e noi riusciamo a percepirli grazie alla presenza della luce. La luce è composta da onde elettromagnetiche e gli oggetti assorbono e riflettono una certa quantità di queste onde, determinando in questo modo la percezione di un certo colore! Ad esempio quando un oggetto riflette completamente la luce ci apparirà bianco, quando un oggetto assorbe interamente la luce sarà percepito come nero.

I bambini molto piccoli non lo usano con leggerezza: lo trovano un colore “cattivo” e lo utilizzano per esprimere sentimenti negativi, sensazioni sgradevoli, oggetti di cui hanno timore. I bambini un po’ più grandi lo impiegano, ad esempio, per la realizzazione dei contorni, di dettagli specifici o per rendere le ombre, spogliandolo sì di una connotazione assolutamente negativa ma senza porlo al centro dei loro disegni.

In realtà il nero è un grande protagonista dell’arte di tutti i tempi: perché non proviamo a presentarlo ai bambini in modo alternativo? Vediamo come i grandi artisti hanno utilizzato il nero per dare forza ed espressività alle proprie opere!

Il colore nero nell’arte: idee per un laboratorio didattico sui colori!

Il primo artista che viene in mente quando parliamo di colore nero è sicuramente Caravaggio (Michelangelo Merisi 1571-1610), celebre per i dipinti in cui dal nero profondo dello sfondo emergono i personaggi e si sviluppano le vicende.

il colore nero nell'arte opera di caravaggio

Caravaggio, Vocazione di San Matteo, 1599-1600, olio su tela. San Luigi dei Francesi, Roma.

In Caravaggio il contrasto tra luce e ombra ha un significato spirituale molto forte: la luce che rappresenta la grazia divina, entra nel quadro squarciando il nero delle tenebre, investendo i personaggi e indicando loro la via, come ad esempio nel famoso Vocazione di San Matteo, in cui il fascio di luce segue il gesto di Cristo, sulla destra, che è appena entrato nella taverna accompagnato da Pietro. Egli indica Matteo, gabelliere, intento a contare i denari, e proprio su quest’ultimo la luce è più forte: la chiamata di Dio è indirizzata proprio a lui.

Il nero è un colore funzionale a creare un fortissimo contrasto, a far emergere il carattere teatrale della composizione, sembra quasi che un sipario si sia aperto lentamente davanti ai nostri occhi, rivelando personaggi e trame.

Se ci spostiamo avanti nel tempo troveremo molti altri artisti che hanno utilizzato il nero nelle proprie opere.

malevic e il nero spiegazione e analisi

Malevic, Quadrato nero su fondo bianco, 1915. Olio su tela, Museo russo, San Pietroburgo.

Tra questi Kazimir S. Malevic (1878-1935), russo, astrattista, realizza delle straordinarie opere come Quadrato nero su fondo bianco. Per precisa volontà dell’artista il quadro era collocato all’incrocio tra il soffitto e due pareti, in alto. È un posto che nella tradizione russa viene solitamente riservato alle icone sacre con il compito di proteggere l’abitazione e mediare fra mondo terreno e cielo! Collocando l’opera nel medesimo posto, l’artista indica che il fine dell’opera rimane lo stesso –avvicinare l’uomo a Dio- ma optando per una rappresentazione astratta indica la volontà di allontanarsi dalla tradizione e lasciare spazio solo alla meditazione.

laboratorio didattico sui colori il nero

A. Reinhardt, Pittura astratta, 1956. Olio su tela. Credit: pinterest, Thomas Dreher.

Ad Reinhardt (1913-1967) è famoso per la realizzazione di opere caratterizzate da un unico colore o dalla combinazione di pochi. Spesso le sue opere sono vere e proprie griglie che accolgono campiture di colori molto simili, tanto che per riconoscerli è necessario concentrarsi!

Il suo obiettivo è liberare l’opera da ogni emotività e dare voce ad un’arte che esprima solo se stessa, studiando i limiti dell’arte e decretando la fine del linguaggio tradizionale.

franck stella minimalismo americano

F. Stella, Die Fahe Hoch, 1959.

Esiste un movimento chiamato Minimalismo Frank Stella ne è considerato precursore e promotore. L’artista realizza nel 1959 La grande bandiera riflettendo sul significato dell’opera d’arte e soprattutto sul concetto di “quadro” convincendosi che si tratti di una superficie bidimensionale, di un oggetto che non rimanda a nient’altro se non a se stessa! Decide quindi di semplificare la struttura del quadro fino a ridurlo “a ciò che si può vedere”: secondo Stella i quadri non devono emozionare né rimandare a concetti o metafore, tutto si esaurisce nell’atto essenziale del “vedere.”

Questo breve viaggio ci aiuta a comprendere come il nero sia stato variamente utilizzato da artisti di tutti i tempi e di tutte le latitudini, esprimendo significati complessi che hanno a che fare con la spiritualità (Caravaggio e Malevic) o con i limiti stessi dell’arte e della pratica artistica.