Da qualche anno ormai le zebre si occupano di street art e in particolare organizzano laboratori sulla street art a scuola per ragazzi e bambini. Ma oggi abbiamo un’occasione speciale: conosciamo da vicino un artista italiano che ha fatto muri in tutto il mondo: Millo!

Laboratori sulla street art a scuola, perché no?

Siamo convinte che l’arte urbana, come espressione artistica del nostro tempo, debba trovare spazio anche tra i banchi di scuola e poiché  moltissimi insegnanti ci dicono che è complicato arrivare con i programmi fino all’arte contemporanea, vuoi per i tempi stringenti vuoi per formazione degli insegnanti, da tempo le zebre portano la street art a scuola grazie alla progettazione di laboratori didattici ad hoc per le classi che ce li richiedono.

Spesso sono coinvolti nella progettazione anche gli artisti che danno il loro contributo spiegandoci le opere o rilasciandoci interviste come quella che state per leggere ;).

Millo e l’arte urbana spiegata ai ragazzi

Photos courtesy of Carlo Giardina

Photos courtesy of Carlo Giardina

Lui è Millo, se il nome non vi è nuovo è perchè i suoi lavori sono inconfondibili e sicuramente, dal vivo o magari sui social, ne avete visti alcuni! All’anagrafe è Francesco Camillo Giorgino e ha risposto per voi alle domande delle zebre!

Buona lettura 😀

E’ sempre interessante parlare degli inizi: qual’è stata la tua formazione e quando è avvenuti il “battesimo” del primo muro? ( ci racconti anche qualche aneddoto, qualche opera che ricordi con piacere…)

Io sono nato a Mesagne una piccola città in provincia di Brindisi e da bambino se non ero fuori a giocare nella campagna aperta ero in casa a disegnare.

E’ sempre stata la mia passione il disegno, a casa dei nonni ci sono ancora delle pitture rupestri a dimostrarlo .

Ho vissuto in Puglia fino ai miei 18, poi dopo essermi diplomato al liceo scientifico mi sono trasferito a Pescara dove ho conseguito la laurea in architettura.

Nel frattempo, un frattempo piuttosto lungo, ho continuato a disegnare, non ho mai smesso in verità.

All’inizio prediligevo le superfici classiche come la carta e la tela, poi lentamente sono approdato ai muri e credo che dal quel momento io non abbia più smesso, ormai si parla già di una decade fa…

E’ come se ad un certo punto della mia vita, la mia passione, il disegno, capace di farmi sentire bene ma soprattutto felice, avesse preso il sopravvento su tutto e lentamente sia stata l’unica cosa a cui volevo sinceramente dedicarmi…e quindi dopo molti anni, mi sono ascoltato.

Parliamo de soggetti dei tuoi lavori: la città là fuori sullo sfondo e i grandi personaggi dei quali intravediamo il mondo interiore, chi sono? Cosa vogliono comunicare le tue opere? 

 

Millo love-seeker Milano

Ho scelto di rappresentare nei miei lavori il nostro Habitat, inteso proprio come luogo in cui viviamo, e oggi questo luogo così familiare per noi è la città con il suo intreccio di strade e il suo caos di palazzi, è proprio in questa dimensione che i miei personaggi un po’ goffi e fuoriscala si muovono e creano le loro magie.

Ognuno vede in loro ciò che preferisce, c’è chi dice siano alieni, chi dei grandi bambini…per me loro solo la parte pura di ognuno di noi, quella parte che nella nostra vita quotidiana abbiamo un po’ dimenticato, quella parte ancora in grado di stupirsi.

Il lavoro di Milano, è stato un bellissimo lavoro di riqualificazione voluto dalle associazioni di quartiere, dagli abitanti e grazie all’aiuto di una personalità storica di Milano.

Prima del mio intervento quello spazio veniva utilizzato un po’ come una piccola discarica, cosa davvero molto strana per la centralità della sua posizione…

Ho eseguito i muri in due momenti diversi mentre nel frattempo il giardino prendeva la sua forma, dando vita ad un progetto unitario.

Come nasce un murales? Quali sono i passaggi che portano dall’idea al progetto? E quale tecnica porta poi alla realizzazione di superfici così grandi?

Solitamente sono invitato a prendere parte a progetti dedicati alla street art, e son proprio le associazioni che mi invitano svolgere il lavoro dietro le quinte.

Loro si occupano di scegliere le pareti, proporle agli artisti, richiedere i permessi e far trovare tutti i materiali per lo svolgimento all’arrivo dell’artista.

Una volta arrivato alla parete non traccio griglie e non uso proiettori. Mi posiziono con il cestello più o meno a metà della parete, allontanandomi da essa di circa 5-6 metri e con una lunga pertica a cui è attaccato il pennello traccio il mio personaggio sul muro.

Una volta che il mio personaggio,quindi la mia bozza è stato collocato sulla parete, a mano libera inizio a disegnare le nuvole gli aerei a mettere il colore e a riempire il Millo mondo di palazzi.

Photos courtesy of Carlo Giardina

Photos courtesy of Carlo Giardina

Tante manifestazioni e concorsi vinti in Italia e fuori: qual’è il confine, il rapporto tra legalità e illegalità con il quale fa i conti un artista che si occupa di arte urbana?

Personalmente ho realizzato quasi solo lavori legali in tutta la mia vita.

L’arte urbana include una moltitudine di forme in se, credo non si debbano reprimere i ragazzi ma far presente loro,  che ci sono eventi, associazioni , gruppi di persone , in definitiva grandi realtà anche qui in Italia che rendono possibile lavorare nella legalità.

Pensi che sia importante parlare di arte urbana anche a scuola? 

E’ una forma di arte che come dicevo ne racchiude molte in se, e quindi perché non parlarne, come si parla di tutto il resto?

 

E voi cosa ne pensate? Fateci sapere e fate un salto nel sito internet di Millo per conoscere meglio tutti i suoi lavori 😀