Continua il nostro viaggio alla scoperta degli elementi del linguaggio visivo! Oggi affrontiamo il delicato tema relativo alla composizione: che cosa significa processo compositivo? Come vengono composte le opere d’arte visiva? Che cosa sono la simmetria e il ritmo? Scopriamo tutto sulla composizione come elemento del linguaggio visivo!

Le regole della composizione visiva!

Parlando dei vari elementi del linguaggio visivo abbiamo menzionato la linea, il punto, la luce... Ecco: se finora sono stati studiati sepratamente, adesso proviamo a considerarli parti di quella complessa rete di rapporti che, a sua volta, costituisce l’opera d’arte. Gli artisti non si limitano a “mettere insieme” gli elementi del linguaggio visivo ma li utilizzano e li ordinano secondo critri e regole ben determinati. Ricordiamo inoltre che lo studio compositivo, infatti, non consiste nel raffigurare la realtà fedelmente ma nel farsi portavoce di contenuti e valori del proprio tempo. Esatto, è ora di sfatare un falso pregiudizio: un artista non viene considerato tale (solo) perché in grado di replicare perfettamente ciò che vede!

Ogni opera d’arte è il risultato di studi compositivi, a volte portati avanti per mesi o anni, realizzati mediate schizzi e disegni preparatori, studiarli è utilissimo per interpretare le intenzioni espressive dell’autore. Ciò non sempre è possibile perché si trovano sparsi nei musei di tutto il mondo e a volte sono andati perduti. Ad ogni modo un esercizio del genere, che potreste proporre ai vostri alunni, risulta importante per imparare a ricostruire il percorso compositivo a ritroso, guardando passo dopo passo tutti i passaggi che hanno portato alla realizzazione dell’opera. Quale elemento è stato inserito e poi tolto? Per quale motivo? Saper vedere la composizione significa infatti svelarla ed è forse l’aspetto più impegnativo del linguaggio visivo: non basta riconoscerla, bisogna comprenderla profondamente.

Cerchiamo di mettere in luce alcune caratteristiche che possono risultare utili nello studio della composizione delle opere d’arte.

La composizione in arte: simmetria e asimmetria

A sinistra: Cattedrale di Chartres, Rosone Nord; a destra: P. Picasso, L'amicizia, 1908. Il rosone di Chartres è un elsempio lampante di opera simmetrica, nel caso di Picasso, invece, la composizione è asimmetrica. All'artist interessava comunicare uno stato d'animo oltre che studiare forme nuove e non tradizionali.

A sinistra: Cattedrale di Chartres, Rosone Nord; a destra: P. Picasso, L’amicizia, 1908. Il rosone di Chartres è un esempio lampante di simmetria, nel caso di Picasso, invece, la composizione è asimmetrica. All’artista interessava comunicare uno stato d’animo oltre che studiare forme nuove e non tradizionali.

Viene definita simmetrica la composizione che, rispetto a un asse centrale, presenta forme speculari e, se ribaltate, coincidenti. La simmetria è un ordine compositivo molto diffuso anche nella realtà, basti pensare al viso e al corpo umano! Sono simmetriche anche le creature del mondo vegetale e animale, ad esempio. Il significato espressivo di un’opera organizzata simmetricamente è legato ai concetti di ordine, chiarezza, equilibrio e stabilità. Al contrario, si fa ricorso alll’asimmetria quando si cerca un effetto più naturale, capace di cogliere le sfumature dei movimenti delle figure umane o gli stati d’animo. Pensiamo di scattare due foto alla stessa persona, in una chiediamole di sedersi perfettamente composta, in posizione frontale rispetto al nostro obiettivo, nel secondo caso, invece, chiediamole di sedersi in posizione asimmetrica, secondo la propria preferenza: le due fotografie non comunicano forse sentimenti diversi?

La composizione in arte: equilibrio e direzione

composizione in arte direzionalità

Caravaggio, Crocifissione di San pietro, 1601.

L’artista ripete, ordina e sovrappone le sue figure su una superficie secondo criteri particolari e non casuali. Ogni personaggio o oggetto occupa uno spazio preciso per una ragione, i pesi delle varie figure infatti vengono organizati e bilanciati fino a dare la sensazione che ogni cosa si trovi al proprio posto!

È importante tener conto anche della direzione che assume la composizione. Le figure, infatti, sono organizzate seguendo una certa direzione (spesso obliqua) e sono caratterizzate da spinte e controspinte. Il risultato espressivo è di movimento e dinamicità.

Guarda la Crocifissione di San Pietro realizzata da Caravaggio: l’artista compone questa scena servendosi di due assi diagonali, uno formato dalla croce e l’altro dal corpo del crocifissore. In questo caso il colore, l’uso delle ombre e delle luci, giocano un ruolo fondamentale perché sottolineano il messaggio espressivo della composizione.

La composizione in arte: i piani e il colore

composizione dei piani in arte

A sinistra: Giorgione, La tempesta, 1502-3; a destra: P. Mondrian, Tableau I, 1921. Esempi di un diverso utilizzo dei piani compositivi: nel caso dell’opera a sinistra lo sguardo è costretto a fermarsi sulla successione dei piani prima di arrivare all’orizzonte, nell’opera a destra il piano è unico.

La composizione gioca un ruolo fondamentale anche nell’uso dei colori perché questi vengono scelti in funzione delle figure, per caratterizzare spazi formali precisi. Se un’opera d’arte ci trasmette un piacere cromatico immediato significa che l’artista ha saputo bilanciare il valore cromatico dei contrasti.

Quando disegniamo ci limitiamo ad allineare o sovrapporre piani: un artista, invece, compone anche attraverso i piani, lavorando per inserzione, successiione, giustapposizioni e dando molta importanza allo studio dell’inquadratura.

La composizione in arte: il ritmo

composizione in arte il ritmo

A sinistra: V. Vasarely, Zebras, 1959. A destra: Sarcofago di Giunio Basso, seconda metà IV secolo. L’opera a sinistra è costituita da figure geometriche convergenti verso lo stesso centro, il ritmo dà l sensazione di un movimento accelerato e i nostri occhi sono naturalmente portati ad assecondarlo. A destra, invece, le figure non sono ripetute esattamente nello stesso ordine ma la struttura stessa del sarcofago contribuisce a creare un ritmo serrato, convulso, sottolineato dal chiaroscuro.

Il ritmo del linguaggio visivo è dato dalla ripetizione degli elementi utilizzati in un certo spazio. Abbiamo il ritmo uniforme quando gli elementi si ripetono uguali; il rito alternato quando gli elementi ripetuti sono più di uno; il ritmo progressivo (o crescente) quando si procede dal piccolo al grande; il ritmo raggiato quando gli elementi compositivi convergono verso un centro o quando dal centro vanno verso gli estremi. A seconda del ritmo avremo sensazioni diverse.