In questo articolo di Stephen Lockyer si affronta un tema molto delicato che interessa non solo gli insegnanti ma anche gli operatori didattici. Che importanza hanno le domande durante le fasi dell’apprendimento? Quali sono le domande giuste da fare e quali, invece, quelle da evitare? Domandare o non domandare: questo è il dilemma!

apprendimento e insegnamento le domande principali

Insegnare con le domande: perché?

Le domande sono la chiave di volta del successo nell’insegnamento. Porre le domande giuste può incoraggiare i bambini a diventare curiosi, ad approfondire e progredire, ma anche a migliorare la loro capacità di interrogarsi sulle proprie competenze.

Le domande peggiori sono quelle che servono solo a confermare qualcosa che il docente sta già assumendo implicitamente e non comporta lo stesso tipo di apprendimento che una buona domanda mette nelle condizioni di ottenere.

Ecco a voi cinque consigli per evitare di commettere errori!

insegnamento attraverso le domande e il dialogo

1) Evita le domande retoriche

Sono domande che non contemplano né un pubblico né uno scopo. Mettiti alla prova, prima di chiedere qualcosa alla classe domanda a te stesso: «Qual è lo scopo di questa domanda? Mettere alla prova i bambini o insegnare loro qualcosa? Voglio ascoltare da loro ciò che già so oppure condurli verso un nuovo traguardo?». Se fai vedere a dei bambini di tre anni una grande macchia di vernice è meglio chiedere «Che cos’è?» oppure «Raccontami quello che vedi»?

2) Che risposta vuoi?

Le domande aperte si nutrono di presupposti e obbligano i ragazzi a giustificare le proprie idee. Le domande che definiamo “chiuse” impongono invece una risposta netta, sono brevi e di grande aiuto nelle ricapitolazioni. Il modo migliore di scavare a fondo un argomento è continuare a chiedere: «Perché?», esattamente come farebbe un bambino di quattro anni!

3) Non porre due volte la stessa domanda

Se i ragazzi non hanno pienamente afferrato la domanda la prima volta è altamente probabile che non lo faranno neanche la seconda o la terza o la quarta volta… Continua a utilizzare le parole-chiave ma ristruttura la domanda, mettili nelle condizioni di poter trovare il tipo di risposta che stai cercando.

domande dei bambini durante le lezioni

Photo credit: http://serviziovolontarioeuropeo.it/

4) Attento ai nomi!

Se pronunci il nome di uno degli studenti prima di porre la domanda tutti gli altri si sentiranno in diritto di chiamarsi fuori. Pronunciare il nome di qualcuno alla fine, invece, è tipico di chi vuole richiamare l’attenzione di uno studente distratto. Prova a non usare affatto i nomi, piuttosto rivolgi lo sguardo verso qualcuno della classe affinché ti risponda. Che le mani siano alzate o no poco importa!

5) Non considerarti mai “arrivato”

Per questo punto è necessaria una certa fiducia. Chiedi ad un tuo collega di prendere parte ad una tua lezione e di annotare alcuni dettagli: a quali persone hai posto delle domande? Quante volte permetti agli altri di rispondere alle domande? Quante sono quelle alle quali finisci col dover risponder da solo?

Leggi attentamente ciò che il tuo collega avrà scritto, potresti scoprire qualcosa che ti aiuterà a migliorare e, perché no, a fare qualche aggiustamento!