Come possiamo spiegare il restauro ai bambini e ai ragazzi a scuola? Questo l’obiettivo della nuova rubrica di Zebrart! Un progetto dedicato a far entrare il restauro a scuola, con materiale didattico per insegnanti e alunni… Scopri tutte le novità!

Il restauro spiegato ai bambini… non è una mission impossible!

Il restauro, materia e problematiche complesse da affrontare, anche per chi già qualcosa del mondo dell’arte, conosce; so bene che parlare di restauro non è la cosa più semplice del mondo, ma sono altrettanto convinta che sia fondamentale, per creare una coscienza critica e consapevole dell’inestimabile patrimonio che ha il nostro Bel Paese, affrontare il problema della conservazione e del restauro delle opere d’arte già a scuola.

Ma come fare? Sicuramente facendoci aiutare da esperti del settore, e unendo le competenze in materia di storia dell’arte, didattica e restauro!

Per fare questo, per dare dunque una valenza scientifica a tutto il materiale che troverete nei post Il restauro spiegato ai bambini, mi darà il suo supporto la dott.ssa Francesca Rossi, fiorentina, mamma  e restauratrice altamente qualificata, che ci accompagnerà nel nostro progetto per avvicinare i ragazzi al mondo del restauro.

E’ con grande piacere e orgoglio che ve la presento con una bella intervista!

Conosciamo la nostra restauratrice: Francesca RossiFrancesca Rossi, nel suo laboratorio di restauro

Ciao Francesca! I lettori di Zebrart sono curiosi di conoscerti! Parlaci un po’ di te… Come hai scoperto il restauro e di cosa ti occupi in particolare? 

Non appena terminati gli studi superiori presso il Liceo Artistico Leon Battista Alberti di Firenze ho avuto la fortuna di poter lavorare per qualche anno come apprendista presso alcune botteghe artigiane fiorentine: doratori, decoratori, tornitori, stucchini, modellatori ed anche…artigiani che riproducevano copie antiche. Questi artigiani – anche se a me piace chiamarli artisti – mi hanno fatto conoscere e svelato le potenzialità e le caratteristiche delle materie prime, utilizzate per realizzare i più diversi manufatti artistici. Dopo queste esperienze, la curiosità di scoprire come sono stati creati questi oggetti e come si sono conservati fino ai giorni nostri, mi ha spinto allo studio del restauro. Inizialmente presso una scuola privata: l’U.I.A. (Università Internazionale dell’Arte) e successivamente presso l’istituto statale dell’Opificio delle Pietre Dure. Dopo un severo esame, sono stata ammessa al settore ‘restauro materiali ceramici e plastici’ (terracotta, ceramica, gesso, maiolica, vetro e cera). L’esperienza di quattro anni presso i laboratori fiorentini dell’Opificio mi ha permesso di collaborare ai più interessanti interventi di restauro, dove la conoscenza artigiana si unisce alle nuove scoperte scientifiche.

 

Affrontare il restauro in classe…ci spieghi cosa vuol dire restauro, per te?

E’ una domanda davvero difficile! Posso solo provarci! L’intervento di restauro su manufatti artistici, ha radici antichissime. L’uomo, davanti all’espressione artistica, non ha mai voluto rinunciare a goderne a pieno della completezza materica, anche quando l’incuria ed il passare del tempo, aveva lasciato tracce indelebili. La ricerca del bello, quindi, ha indotto da sempre a recuperare l’oggetto antico con tecniche e stili, che si sono modificati secondo i gusti delle epoche storiche. Ad oggi, il restauro è un procedimento tecnico, che ha lo scopo di riportare in uno stato di buona conservazione e leggibilità un bene culturale ed artistico.

 

Ma che mestiere fa di preciso il restauratore? Ci racconti una tua giornata tipo?

Non credo esista una mia giornata tipo! Il restauro, quasi sempre, mi pone davanti ad imprevisti, ai quali devo fare fronte. La mia giornata può iniziare davanti ad un’opera d’arte nel laboratorio in cui lavoro, oppure in un museo o in un altro luogo di conservazione, così come davanti ad un computer o in un luogo di studio. Davanti ad un’opera, che sia in cera, in gesso, in vetro o in altro materiale, come prima cosa ne studio la fattura e la realizzazione. Come un vero detective cerco, quindi, di capire come è stata realizzata e di riconoscerne i materiali di cui è composta. Si tratta di un’indagine che molto spesso richiede la consultazione di testi, di relazioni o schede di restauro di manufatti simili. Contemporaneamente è necessario eseguire una scrupolosa documentazione fotografica, che testimoni lo stato di conservazione del manufatto prima del restauro, coadiuvate dalle analisi chimiche che mi confermano e mi rivelano con precisione la natura dei materiali. Da questo momento, si intraprende un percorso di vero e proprio intervento di restauro, che può modificarsi in qualsiasi momento, poiché la conservazione dell’oggetto viene posta davanti ad ogni altra esigenza. Può anche accadere di stravolgere un progetto di restauro all’ultimo minuto, anche dopo una lunga e attenta programmazione. Anche per questo, non saprei descrivervi una mia giornata tipo. Uno degli aspetti caratteristici del lavoro di restauratore, è che spesso la professione ci porta a viaggiare a conoscere luoghi e persone diverse legate all’ambiente della cultura e quindi a meravigliarci e a stimolare la curiosità in ogni momento.

 

“Da grande voglio fare il restauratore”… ma come ci si diventa?

Ad oggi il titolo di Restauratore di Beni Culturali è possibile ottenerlo attraverso il conseguimento della laura magistrale (5 anni), presso accademie ed istituti statali riconosciuti. Successivamente, si avvia un percorso lavorativo e di ricerca sul campo, che andrà ad arricchire il bagaglio conoscitivo e conseguentemente la propria capacità professionalità.

 

Io, a nome di tutto il team Zebrart, ti sono grata e ti ringrazio per aver accettato la nostra scommessa di portare a scuola il restauro! Perché, secondo te, è importante far conoscere il restauro ai bambini?

L’Italia ha un patrimonio inestimabile, ad oggi in gran parte celato nei magazzini e nei depositi delle soprintendenze di tutto il territorio. Il restauro è una disciplina che insegna ed educa alla conservazione. Il restauro, inoltre, è una pratica necessaria per trasmettere la colpevolezza, che oltre ad essere detentori, siamo anche responsabili del patrimonio artistico dell’intera umanità. Si tratta di una responsabilità civile che ognuno di noi dovrebbe avere, allo scopo di conservare la memoria, artistica e non, del passato nelle generazioni del futuro. Dietro ogni manufatto, infatti, si cela una storia, legata non soltanto a quello che essa stessa rappresenta, ma anche alla sua realizzazione, alla tecnica, ai materiali, all’autore, al suo territorio e alla sua epoca. Queste informazioni, ci vengono rivelate durante il restauro e ci danno la possibilità osservare le opere con una diversa prospettiva, perché ogni manufatto è un frammento legato alla storia degli uomini.

 

Cosa vorreste sapere sul restauro?

Avete altre domande per la nostra Francesca? E cosa vorreste sapere sul restauro? Avete un caso di studio che vorreste spiegare ai più piccoli, da sottoporci? Il restauro spiegato ai bambini continuerà prossimamente con l’elaborazione di materiale per insegnanti, schede didattiche per la scuola primaria e per i ragazzi delle scuole medie!

Stay tuned 😉

 

Potete contattare la nostra restauratrice Francesca su  www.rossirestauro.com e sui social