Con il termine “barocco” si indica non solo uno stile o una corrente artistica, ma lo spirito di un secolo: il Seicento.

Cosa significa “barocco”?

La parola “barocco” potrebbe derivare dallo spagnolo barrueco o dal portoghese barrôco e indicherebbe un particolare tipo di perla irregolare. A partire dal XVIII secolo la definizione viene applicata anche all’orizzonte artistico con un significato dispregiativo, quale sinonimo di bizzarria e di esagerazione. La critica moderna ha eliminato ogni accezione negativa a questo termine, che oggi è usato in senso storico, per indicare il periodo tra la fine del XVI secolo e gli inizi del XVIII.

Il gusto barocco si diffonde da Roma in tutti gli stati cattolici dell’Europa ma le forme artistiche con le quali di manifesta sono molto varie tanto che, con caratteristiche improntate ad una maggiore sobrietà, si diffonde anche nei Paesi protestanti che, a loro volta, lo esporteranno nelle colonie sotto la propria giurisdizione; ecco perché dare una definizione univoca del termine “barocco” è molto difficile.

Il Barocco, la Riforma e la Controriforma

Il Cinquecento era stato teatro di un grande disorientamento morale causata dalla Riforma protestante. Il Seicento, invece, è il secolo nel quale la Controriforma cattolica viene pienamente applicata, contrapponendo le nuove certezze spirituali di una Chiesa che, per contrastare efficacemente il diffondersi della fede protestante, rinsalda i propri dogmi ed elimina dal tavolo delle trattative ogni possibilità di ricomporre lo scisma.

Durante il Seicento, l’arte diventa il tramite principale attraverso il quale la Chiesa si propone di ricondurre i dubbiosi e gli eretici alla dottrina cattolica e, per perseguire tale scopo, gli architetti, i pittori e gli scultori sono incaricati di realizzare opere magnifiche, sontuose e spettacolari per sedurre, commuovere e penetrare in profondità il cuore dei fedeli.

L’arte seicentesca non ha più come punti di riferimento l’armonia e la razionale proporzione tra le parti, come durante il Rinascimento, ma cerca di suscitare emozioni di pietà e compassione: ad esempio già durante il Concilio di Trento si raccomandava di rappresentare la figura di Cristo con un’espressione di dolore sul volto, la pelle lacerata e ferita, per far leva sulla compassione e sulla pietà dell’osservatore.

Gli edifici costruiti secondo questo sistema ideologico sono, pertanto, monumentali, con soluzioni spaziali innovative e ardite; la presenza dell’ornamento diventa spesso preponderante rispetto alla struttura architettonica; a Roma, ad esempio, si demoliscono interi quartieri, si costruiscono nuove piazze e nuovi palazzi, tutti improntati ad una magnificenza senza paragoni.

I maggiori esponenti del barocco: Bernini

Una delle personalità più importanti del barocco italiano è senza dubbio Gian Lorenzo Bernini. Nato a Napoli nel 1598 e morto nel 1680, Bernini non fu solo scultore ma anche architetto, pittore, commediografo, scenografo e disegnatore. Nelle sue opere le arti vengono percepite come un’unica forma espressiva integrata e quest’interazione si contestualizza nella scenografia naturale di Roma, creando suggestive sovrapposizioni dal gusto teatrale.

Con alcune opere scultoree di Bernini possiamo vedere mirabilmente applicato un aspetto fondamentale dell’arte di questo periodo: nonostante i principi del classicismo vengano spesso disattesi, una sotterranea armonia continua a essere conservata.i maggiori esponenti del barocco Osserviamo, ad esempio, la celeberrima Apollo e Dafne (1622-1625) che rappresenta il momento in cui Apollo sta per raggiungere la ninfa ma lei, pur di sottrarsi al suo abbraccio, chiede e ottiene da Penèo di essere trasformata in una pianta di alloro (che in greco si traduce, appunto, con il termine dàfne). Il senso di movimento è un’innovazione dalla portata rivoluzionaria: Bernini non si limita a raffigurare due personaggi nell’atto di compiere un’azione ma fotografa un preciso momento della vicenda, estrapolata dalla concatenazione degli eventi. Osserviamo le mani della ninfa, che stanno per trasformarsi in rami e alle cui estremità sono già comparse le foglie; osserviamo le sue gambe, che stanno per essere ricoperte di corteccia e osserviamo come Bernini riesca a suggerire il trapasso tra la levigatezza delle carni e la rugosità della corteccia; osserviamo gli sguardi dei due personaggi -lo stupore di lui, che scopre di essere arrivato troppo tardi, la meraviglia di lei, che vede accolta la propria preghiera- che non inficiano l’aspetto generale della composizione, equilibrata, intensa e per nulla affettata.

 

I maggiori esponenti del barocco: Borromini

Un’altra personalità di rilievo è Francesco Borromini (1599 – 1667) che, nato sul Lago di Lugano, si recò giovanissimo a Milano dove prese parte alla fabbrica del Duomo per poi trasferirsi a Roma, dove operò quasi esclusivamente come architetto. È celeberrima la rivalità con il contemporaneo Bernini: i due lavorarono insieme per un breve periodo ma arrivarono ben presto alla rottura. Borromini era convinto che Bernini lo raggirasse su questioni di denaro e che si attribuisse meriti non propri. Non sappiamo se ciò fosse vero o meno, ma di certo i due non potevano essere più diversi: Borromini era un uomo solitario, tormentato; Bernini era il primo artista della corte papale, non era solo molto ricco e famoso, ma anche sicuro di sé e delle proprie capacità.

Tra le opere più importanti di Borromini ricordiamo l’intervento di trasformazione della basilica paleocristiana di San Giovanni in Laterano, incarico ottenuto da Innocenzo X nel 1646, in vista del Giubileo che si sarebbe tenuto quai maggiori esponenti del baroccottro anni dopo. Il compito era complesso perché era necessario conciliare le esigenze statiche di un edificio che minacciava di crollare con quella di conservare l’antica basilica, secondo la volontà del pontefice. Borromini rinforzò la struttura della chiesa inglobandole in quelle nuove, lasciandole visibili a tratti. Impiegò a coppie le colonne delle navate laterali nelle edicole alla base dei pilastri della navata centrale. Ciascun pilastro è sottolineato da lesene che sorreggono la trabeazione non continua, interrotta per lasciar spazio alle aperture. L’architetto tratta l’edificio come un oggetto prezioso, racchiudendolo quasi in un reliquiario in muratura.

 

I maggiori esponenti del barocco: Pietro da Cortona

Nel campo della pittura, non possiamo non citare uno dei massimi pittori del secolo: Pietro da Cortona. Nato nel 1597 a Cortona, il suo vero nome era Pietro Berrettini. Si formò presso il pittore Andrea Còmmodi che lo portò nel 1611 a Roma, dove il giovane Pietro studiò Raffaello e l’arte classica. Diventò ben presto l’artista ufficiale di famiglie importanti quali i Sacchetti, i Barberini e i Pamphìlj e lavorò a Roma fino alla morte, avvenuta nel 1669.

i maggiori esponenti del baroccoUna delle opere più importanti di Pietro da Cortona è il Trionfo della Divina Provvidenza, affrescata sulla volta del Salone Barberini a Roma (1632 – 1639). L’allegoria dell’affresco è complessa: al centro troviamo la Divina Provvidenza che fa incoronare da Eternità lo stemma gentilizio dei Barberini, il quale è caratterizzato da tre api dorate entro una ghirlanda d’alloro, ed è sorretto da Virtù teologali e circondato da figure allegoriche, studiate dal letterato Francesco Bracciolini.

In questo affresco Pietro da Cortona riesce a creare l’illusione di una profondità prospettica straordinaria, sulle orme del Correggio e di Annibale Carracci, trattando la superficie come una scenografia teatrale, mescolando realtà e finzione fino a renderle indistinguibili.

 

 

 

Scarica il PDF gratuito con i maggiori esponenti del barocco e le loro più importanti opere.

I maggiori esponenti del barocco