L’autunno torinese ci offre una vasta gamma di eventi culturali e artistici tra i quali scegliere, anche in concomitanza con il grande richiamo di Artissima

che porta in città un vasto pubblico di settore; siamo andati a visitare quella che viene definita anche nelle brochure che trovate in giro per Torino “la mostra evento mai realizzata nel nostro Paese” per raccontare le sperimentazione dell’Avanguardia Russa.

Ecco la mostra!Grandi mostre a Torino: avanguardia Russa

Avanguardia Russa si svolge presso lo Spazio Mostre del polo Reale a palazzo Chiablese e arriva in Italia dal Museo Statale di Salonicco; fin dal primo pannello didattico è ben chiara la provenienza delle opere d’arte: un nucleo della collezione di George Costakis, che subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, contrariamente ai canoni artistici imposti dal regime stalinista raccoglie testimonianze dell’arte d’Avanguardia russa, conservando tutto il suo potenziale sperimentale dalla distruzione.avanguardia russa torino

Costakis lavorò prima come autista dell’Ambasciata greca e poi per quella canadese e questo lavoro gli consentì di conoscere numerosi artisti, iniziò dunque a collezionare le opere dei suoi amici e il suo appartamento a Mosca divenne ben presto un museo privato. Lì si riunirono numerosi ospiti come Chagall, Henry Cartier-Bresson, Igor Stravinsky. Alla fine degli anni 70 Costakis lasciò Mosca, visse per un anno in Italia e poi si stabilì in Grecia.

A 10 anni dalla sua morte lo Stato Greco acquistò un nucleo di 1277 opere che confluì nella collezione del Museo di Salonicco e presso il Moni Lazariston.

Cosa ci è piaciuto?

L’allestimento, essendo una delle grandi mostre che ha girato il mondo, non delude; un percorso obbligato, comodo e piacevole da percorrere, ben guidato e spiegato dai pannelli didattici, che a parte qualche refuso, sono chiari e comprensibili.

Rispetto ad altri musei Torinesi la mostra rispetta un orario più lungo quindi è più facile e comodo andarla a visitare anche se si arriva nel pomeriggio!particolare della mostra avanguardia russa torino

Le sezioni della mostra sono ben strutturate e alcune sale meritano un’attenta riflessione. Le tematiche affrontate non sono solo il solito Suprematismo e Costruttivismo, di cui per altro sono esposti delle splendide testimonianze con disegni dell’architettura costruttivista, ma sono analizzate tutte le altre tendenze e sfumature della sperimentazione russa: il passaggio che conduce all’Avanguardia con il nuovo Impressionismo e Simbolismo, il Cubo-Futurismo, il Cosmismo, il Proiezionismo, l’Elettro-Organismo, l’Arte Analitica e un bel contributo per mostrare le ricerche in campo didattico delle scuole d’arte russe con la sezione dedicata dell’INChUK, l’istituto di Cultura Artistica, del quale il primo direttore fu Kandinskij.

Cosa non ci è piaciuto?

La specificità dell’argomento trattato, che per gli addetti ai lavori è motivo di arricchimento e di nuove conoscenze, risulta invece essere scoraggiante per chi, attratto dal sottotitolo della mostra “Da Malevič a Rodčenko”, si aspetta di trovare molte opere dei due grandi maestri e resta poi deluso nel vedere la maggior parte delle opere di Popova e altri artisti poco presenti, diciamo così, sui manuali di storia dell’arte.

Il prezzo forse non è alla portata di tutte le famiglie medie; il biglietto intero ha un costo di 12€ e pur essendo in linea alle grandi mostre torinesi e italiane in genere, è forse ancora troppo alto per attrarre un pubblico molto vasto e variegato.

Ci sono comunque delle riduzioni che potete consultare insieme a tutte le altre info sul sito della mostra Avanguardia Russa.

E voi siete andati a vedere questa mostra? Cosa ne pensate? Fateci sapere 😉

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