Autore di opere straordinarie tra cui Il sonno della ragione genera mostri e Maya desnuda, Goya è uno dei maggiori artisti spagnoli di tutti i tempi. Eccovi la sua biografia riassunta in breve e le sue opere principali!

Goya biografia e opere: gli esordi

ritratto di francisco goya

Vicente Lopez, Ritratto di Francisco Goya, 1826, Museo del Prado.

Francisco Goya y Lucientes è nato nel 1746 nel piccolo villaggio di Fuendetodos. Di lui si sa poco finché non torna insieme alla famiglia a Saragozza dove, appena quattordicenne, entra a bottega da José Luzan Martinez. Lì impara a disegnare ricopiando le opere stampate e conosce Martim Zapater, suo amico per tutta la vita. Il giovane Goya cerca di entrare alla Real Accademia di San Fernando a Madrid nel 1764 e nel 1766 senza successo ed entra a far parte della scuola di Francisco Bayeu, un pittore molto affermato e vicino alla corte reale. Verso il 1769 parte per l’Italia accompagnando Mengs e nel 1771 è nuovamente a Saragozza, dove ottiene l’incarico di affrescare il piccolo coro della cattedrale. Goya diventa in breve uno dei pittori più quotati della città. Nel 1774 decora la cappella del monastero certosino di Aula Dei, vicino Saragozza, con 11 pitture a olio dedicate alle storie della Vergine e di Cristo. Tra il 1775 e il 1791 lavora all’Arazzeria Reale di Santa Barbara, per la quale realizza ben 63 cartoni per arazzi che gli procurano grandi onori. Quando nel 1779 Mengs muore, lasciando un posto vuoto all’Accademia delle Arti, Goya riesce a rimpiazzarlo: inizia così la sua scalata al successo.

Gli vengono commissionati ritratti per alcuni membri della famiglia reale. Nel frattempo il giovane artista, che aveva sposato la sorella di Bayeu, perde 4 figli in tenera età, una tragedia che lo accompagnerà per il resto della vita. Solo il quinto, Javier, riesce a sopravvivere. Nel 1792 è ormai evidente che Goya soffre di una grave malattia che lo ha reso sordo e che lo costringe ad un riposo forzato in Andalusia. Uno dei suoi riferimenti artistici è Diego Velazquez e nel volgere di pochi anni Goya diventerà famoso almeno quanto lui.

La cappella di Sant’Antonio de la Florida a Madrid

Torna al lavoro nel 1793 e due anni dopo, alla morte del cognato, è eletto direttore dell’Accademia, riceve importanti commissioni dai duchi d’Alba e realizza diversi ritratti della duchessa Maria Teresa (con la quale ha forse avuto una relazione). In questi anni Goya inizia ad essere visto come il più importante artista spagnolo vivente. Realizza molti ritratti di intellettuali illuminati come Jovellanos, Avedra, Cabarrus ed accetta l’incarico di decorare la cupola della cappella di San Antonio de la Florida a Madrid. Il lavoro è molto difficile ma il risultato è straordinario: i miracoli prodotti dal Santo vengono resi in modo quasi cinematografico.

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Goya, decorazione per Sant’Antonio de la Florida, Madrid, 1798.

I disastri della guerra

Goya raggiunge il culmine della notorietà nel 1800 ma la voglia di sfuggire alle regole lo porta a produrre opere che lo pongono in cattiva luce e fino al 1808 non dipinge per il sovrano Carlo IV. In quegli anni si dedica al ritratto, sviluppando un certo tono borghese che è abbastanza comune nell’Ottocento. Per la Spagna sono anni difficili, Goya realizza in questo periodo opere di grande pathos, gridando tutta la propria indignazione per il malcostume dilagante e per la tragedia della guerra: nel 1808, infatti, Napoleone entra a Madrid da padrone, Carlo IV abdica in favore del figlio Ferdinando che, tuttavia, rimane sul trono per circa un mese, sostituito dal fratello di Napoleone, Giuseppe Bonaparte. La guerra civile tra francesi e popolazione spagnola sarà sanguinosa, in questo periodo Goya si concentra sulla serie delle 80 incisioni dal titolo I disastri della guerra.

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Goya, I disastri della guerra, Incisione n.3 Lo mismo, 1810-20. Museo del Prado.

La Quinta del Sordo e l’epilogo

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Goya, Saturno che divora i suoi figli, 1821-23, olio su muro trasportato su tela, Museo del Prado.

Nel 1814 Ferdinando VII torna a insediarsi sul trono ma si rivela in breve un dittatore e Goya realizza per lui una decina di ritratti nonostante non apprezzi particolarmente la sua condotta. L’artista si trova in condizioni economiche precarie nonostante la morte della moglie gli permetta di accedere ad un piccolo patrimonio. Nel 1819 compra la famosa casa “del Sordo”, nella campagna di San Isidro dove vivrà gli ultimi anni della sua vita in compagnia del suo nuovo amore, la giovane Leocadia. L’artista investe grande attenzione nella decorazione di due stanze della casa, realizzando quelle che oggi sono famose come “pitture nere”.

Il suo stato di salute sembra migliorare, grazie alle cure del suo medico e amico Arrieta. Nel 1823, in viaggio verso la Francia per sottoporsi a delle cure, il suo stato di salute precipita: ormai cieco, sordo, malato di tumore, non smette di lavorare alle litografie delle Disparates, ai ritratti e alle miniature. Deciso a vivere a Bordeaux, nel 1826 torna per un breve soggiorno in Spagna dove Vicente Lopez lo raffigura in un ritratto molto celebre (vedi all’inizio dell’articolo). Tra il 15 e il 16 aprile 1828 si spegne, circondato da amici e familiari. Charles Baudelaire lo ricorda così:

In Spagna, un uomo singolare ha aperto al comico nuovi orizzonti. (…) Per l’esattezza non vi è nulla in Goya di speciale o di particolare (…) è certo che spesso egli affonda nel comico feroce e s’innalza sino al comico assoluto. Goya è sempre un artista grande e spesso spaventoso… Nessuno più di lui ha osato nel senso dell’assurdo possibile.