Ed ecco una delle opere più celebri del Romanticismo analizzata per voi: chi sono i personaggi? Che cosa ha ispirato la realizzazione dell’opera? Scopriamolo insieme!

La zattera della Medusa: descrizione e analisi dell’opera più famosa di Géricault

Théodor Géricaul- La zattera della Medusa analisi e commento

L’opera d’arte più celebre dell’artista francese Théodore Géricault è senza dubbio La zattera della Medusa, dipinta nel 1818 e conservata attualmente presso il Museo del Louvre di Parigi.

Il dipinto, che è un olio su tela, appartiene al periodo del Romanticismo che in particolare in Francia, aveva assunto delle precise connotazioni in chiave storica. Se in Gran Britannica dunque gli artisti si erano dedicati prevalentemente alla pittura di paesaggio e in Germania all’esplorazione della natura, in Francia gli artisti romantici analizzavano con le loro opere il rapporto con la storia. E La zattera della Medusa ne è un chiaro esempio.

Géricault  per trovare il soggetto di questa opera si è ispirato ad un tragico episodio accaduto nella storia contemporanea: nel 1816 infatti, in Africa occidentale era avvenuto il naufragio della nave Medusa. Circa 150 passeggeri erano riusciti a salire su una zattera che purtroppo però, andò alla deriva per molti giorni, finché la nave Argo soccorse i superstiti (una quindicina sono riportati dalle fonti)  della tragedia.

Analizziamo La zattera della Medusa da vicino!

L’opera che tutti conosciamo dai libri e dai manuali di storia dell’arte, ha delle dimensioni veramente importanti, pensate che è alta quasi 5 mt e di larghezza supera di poco i 7 mt, dunque il progetto di Géricault era senza dubbio quello di realizzare una grande opera: grande in chiave di dimensioni fisiche ma anche morali, un tono epico per raccontare il grande dolore di questa tragedia.

Rappresentare una tragedia appunto, come quella del naufragio impone appunto un rigore morale elevato: conosciamo moltissimi studi preparatori dello stesso artista, bozzetti e prove che lo hanno guidato nella scelta del momento preciso della storia da rappresentare.

La scelta definitiva è stata quella di dipingere il momento in cui i naufraghi riescono ad avvistare una nave, un puntino nell’orizzonte, troppo lontana , può pensare lo spettatore, per poterli vedere. E allora eccolo uno dei personaggi di spicco del quadro, il vertice di un triangolo di linee che convergono su di lui, che sovrasta gli altri sventolando un panno, forse una camicia che si è appena tolto per provare a farsi notare.

Dall’altra parte, nell’angolo della zattera più a sinistra, il dolore e la rassegnazione di un padre che tiene a se il figlio morto per evitare che finisca in mare. I cadaveri in primo piano sono resi con dovizia e sapienza: i particolari anatomici sono la testimonianza dei numerosi studi condotti dall’artista per rendere la pittura più realistica possibile.

Una scelta quella di Géricault di fare una sintesi dunque tra la fedeltà al vero e un intento ideale che si nota nella rappresentazione di elementi discordanti dalla realtà. Un esempio su tutti la rappresentazione della zattera che appare molto piccola per le persone che ci sono sopra ma che nella realtà era lunga circa 20 metri.

Lo sapevi che..? Ecco qualche curiosità!

Questo immenso dipinto fu esposto al Salon del 1819, dividendo molto le reazioni degli spettatori.

La critica espresse dei giudizi negativi circa il presunto “disordine” con cui il pittore aveva disposto le figure umane e sui toni cromatici del dipinto ritenuti eccessivamente cupi. Il pubblico invece rimase a bocca aperta e ammirò la potenza emotiva della rappresentazione pittorica … non si può mica piacere a tutti? 😉

Di frequente si leggono interpretazioni varie sulla natura politica di quest’opera: il governo era stato criticato per aver messo a tacere la vicenda del naufragio della Medusa, oppure visto come un’allegoria politica della Francia, o della società intera, un’allegoria universale  se vogliamo, che sembra imbarcarsi su questa zattera, andando alla deriva e portando con se un carico si dolore e morte.

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